Il (costoso) ritorno delle Spice Girls

| Sembrava finita per sempre, ma 11 milioni di euro a testa hanno convinto le cinque “ragazze speziate” a farci un pensiero

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Di Germano Longo
Come si convince qualcuno che tentenna? Semplice: aprendo il portafoglio. Funziona così ovunque, figuriamoci nello show-biz, il mondo dello spettacolo, sempre alla ricerca di qualche novità con cui riempire gli stadi d’estate e i palazzetti d’inverno.

Qualcuno, storicamente, ha anche rifiutato: vedasi i Beatles, talmente pieni di sterline da rimandare al mittente qualsiasi tentativo di “reunion”, così come la coppia Battisti-Mogol, che di fronte ad un assegno in bianco hanno detto no. Ma non sempre va così, anzi, quasi mai.

L’ennesima conferma l’hanno battuta questa mattina le agenzia di stampa, svelando la nuova “reunion” delle “Spice Girls”, la girl-band che ha fatto da colonna sonora agli anni Novanta.

Secondo una non meglio precisata fonte molto vicina alla band, si tratta di un ritorno “che nessuno si sarebbe mai aspettato”, quasi a sottolineare in modo involontario che tali e tanti erano gli ostacoli da superare, che per raggiungere un accordo le cinque sono state ingolosite a dovere.

A mettere su il piacere di tornare insieme sul palco, per essere precisi, ci sarebbero 11 milioni di euro a testa, e una clausola voluta ad ogni costo da Victoria Adams, ai tempi la “Posh Spice”, l’impettita “sciura” Beckham che dell’antipatia ha fatto bandiera, che pare abbia dato il via libera all’operazione a patto di non essere obbligata a cantare. Richiesta stramba assai, visto che proprio quello è il motivo per cui sono diventate celebri.

Ancora sconosciuti i dettagli del ritorno, anche se qualcuno parla di un album, un talent e una serie di comparsate televisive in Cina. In realtà non è la prima volta che Spice tornano insieme: era già successo nel 2012, per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra.

Una band nata a tavolino

Quello delle “Spice Girls” è un progetto nato a Londra nel 1994, quando centinaia di ragazze con tanta voglia di darsi al mondo dello spettacolo rispondono ad un annuncio di Bob Helter pubblicato sul quotidiano “The Sun”. Dalle selezioni si salvano quelle che meglio rispondono ai canoni richiesti: Geri Haliwell, Victoria Adams, Melanie Brown, Melanie Chisholm e Michelle Stephenson.

Il primo embrione della girl-band si chiama “Touch”: incidono diversi demo ma Michelle Stephenson decide di abbandonare il gruppo per divergenze e incomprensioni. Al suo posto arriva Emma Bunton, ma i problemi non sono finiti: di comune accordo, la band sceglie di abbandonare l’etichetta di Bob Helter, affidandosi alle cure di Simon Fuller, manager di personaggi come Lewis Hamilton ed Annie Lennox, ma noto al grande pubblico per aver creato “Pop Idol”, programma che ha dato il via al successo mondiale dei talent.

Grazie a lui, le Spice Girls firmano un contratto con la “Virgin Records” chiudendosi in studio per registrare “Wannabe”, il singolo di debutto. L’album, pubblicato l’8 luglio del 1996, diventa un successo mondiale che supera addirittura il primato stabilito dai Beatles con “I want to hold your hand”.

Dalla vetta di tutte le classifiche mondiali, le Spice preparano “Spiceworld”, il loro secondo lavoro, seguito da un trionfale tour mondiale. Ma qualcosa, nel giocattolo perfetto, si sta rompendo: alle ultime due tappe della tournée, Geri Haliwell non si presenta, e le scuse di un piccolo problema di salute non bastano a smorzare le voci. È la stessa Haliwell a confermare l’abbandono della band, poche settimane dopo, ancora una volta a causa di incomprensioni e profonde differenze fra le componenti.

Le Spice rimaste serrano le fila annunciando nuovi impegni, ma quando pubblicano il singolo “Goodbye”, diventa chiaro un malessere ormai diffuso.

Fanno ancora in tempo a pubblicare il terzo album, “Forever”, uscito nel novembre del 2000 e con risultati di gran lunga inferiori dei precedenti anche a causa della scarsa promozione.

L’anno successivo, anche se mai ufficializzata del tutto, la band si scioglie e ognuna delle componenti si concentra sempre più sulle rispettive carriere soliste. Nel 2007 esce un “Greatest Hits” con due inediti che alimentano le speranze dei fan di tutto il mondo, concretizzate dal tour “The return of the Spice Girls”: 47 date in tutto il mondo, con i biglietti esauriti nel giro di pochi minuti. Malgrado il successo, al termine della tournée, il gruppo si scioglie nuovamente, per riunirsi soltanto nel 2012, per le Olimpiadi di Londra.

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