Gramellini: "Quei genitori che tacciono..."

| Doping ai ragazzini, i genitori dov'erano? Gramellini denuncia il silenzio complice delle famiglie dei mini-ciclisti drogati "per non faticare per nulla2 da allenatori senza scrupoli e società sportive senza morale

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“La morte del ciclista dilettante Linas Rumsas ci racconta che per dopare come ronzini da corsa dei ragazzi in età da brufoli non basta un allenatore invasato. E non bastano, per quanto aiutino, un farmacista che fornisce la mercanzia e un medico e un avvocato che insegnano a eludere controlli e indagini. Non basta nemmeno che il proprietario della squadra adeschi le vittime con le consuete lusinghe: il doping fa bene e lo usano tutti; se non lo usi anche tu, sei destinato a faticare per nulla. Perché i ragazzi si convincano che la scorciatoia è un’autostrada senza neppure le buche, servono i genitori adatti. Non mi riferisco soltanto al padre dello scomparso, un ex ciclista lituano squalificato per doping. Penso al padre e alla madre del proprietario della squadra, entrambi anziani, che conservavano i flaconi di Epo nel frigo di casa e impilavano sugli scaffali della dispensa gli aghi e i cateteri da infilare nelle vene dei ragazzini. E penso ai genitori di quella gioventù dopata — una squadra intera — che per la procura non solo sapevano, ma incoraggiavano. E oggi, anziché denunciare, tacciono”.

PEDALANDO IN BICLICLETTA MA DROGATI

Confidenze tra ciclisti

"Sai qual è il problema? Che tu lo fai nella pancia, no... E il problema è che se si aggancia a una pallina di grasso ti resta lì, capito il problema..."

Dubbi di un aspirante dopato e il timore di costi elevati

 "Lui ti rimette in sistema un pochino... Non è nulla... E che caz..".

 "Comunque... comunque... 30mila... così è brutto proprio...".

Timori

"Da dividere?"

Rischio overdose

"No, dico, una volta ne ho fatte pure di più".

Ragazzini e doping

 "Ma qualcuno l'ho guardato negli occhi e gli ho detto: ma sei di fuori? Ma se me lo fa un vecchio marcio di 25 anni lasciamo perdere... Lasciamo perdere. Ma i bimbetti no eh... ".

Consigli

"Beh...se vuoi andare forte....e vincere..."

L’inchiesta partita dalla morte del ciclista Linas Rumsas, 21 anni, di origine lituana, che correva per il Velo Club Coppi Lunata, team ciclistico di Capannori, collegato al team professionistico GFDD Altopack Eppela. Il ciclista aveva corso in numerose gare, con piazzamenti di primo piano. Tra i suoi coach anche il padre Raimondas, ex campione in passato sfiorato dalle ombre sul doping, e coinvolto inu’indagine - con la madre della vittima - in traffico internazionale di sostanze dopanti. Alla fine,  famiglia  staff Altopack, avrebbero dopato i ciclisti della squadra, anche giovanissimi, “incoraggiati e favoriti, nell’assunzione di sostanze proibite”, spiegano gli inquirenti, dallo stesso direttore sportivo e dal proprietario del team.  La base in un centro sportivo di Capannori, le somministrazioni sarebbero avvenuta nell’abitazione dei genitori del proprietario dell’Altopack. Tra gli arrestati Luca Franceschi, proprietario dell’Altopack-Eppella, Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani, genitori di Luca, Elso Frediani, direttore sportivo dell’Altopack, conoscitore delle metodologie di somministrazione del doping, era lui ad avere creato una rete di consulenze mediche per tenere sotto controllo gli atleti e sfuggire anche ai controlli; Michele Viola, ex corridore e preparatore atletico dell’Altopack. Avrebbe ceduto l’Epo ai ciclisti e Andrea Bianchi, farmacista e ciclista amatoriale di Marlia; forniva sostanze di natura oppiacea, coadiuvanti dell’Epo. Sono tutti ai domiciliari. Gli indagati. Un avvocato è accusato di favoreggiamento, in tutto sono 17 gli indagati, compreso un medico . Tra essi, un noto medico sportivo, a cui Frediani si è rivolto, in più occasioni, per delle consulenze sull’utilizzo di farmaci dopanti, anche al fine di eludere il controllo antidoping in occasione del campionato italiano dilettanti del 25 giugno scorso. Mentre, dovrà rispondere di favoreggiamento e patrocinio infedele un avvocato del foro di Lucca che, in assenza di mandato difensivo, essendo a conoscenza delle pratiche dopanti in uso alla squadra, ha fornito a Franceschi e Frediani indicazioni su come eludere le indagini. È indagato anche il secondo direttore sportivo dell’Altopack, avrebbe comunque somministrato e favorito l’utilizzo dei farmaci agli atleti del team e la compagna del proprietario dell’Altopack, lei portava i farmaci in gara. Frode sportiva per i ciclisti Altopack sella stagione ciclistica 2016/2017. Quindi un ristoratore e due ciclisti amatoriali: il primo, titolare, nella provincia lucchese. Sequestrate 25 fiale di Epo “Retacrit Epoetina”, trovate in casa di Michele Viola. A Luca Franceschi e suoi genitori sequestrate siringhe, aghi butterfly, cateteri endovenosi e flaconi di Ringer Lattato e Glucosio, coadiuvanti dell’Epo. Sequestrati al team “potenti antidolorifici, indicati nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope, detenuti in assenza di prescrizione medica” e un numero consistente di siringhe e aghi, confezioni di testosterone e ormoni per la crescita. Perquisiti anche l’abitazione del padre del ciclista morto e del  fratello maggiore. Il ragazzo, dopo una gara, è risultato positivo ad un ormone per la crescita. Licenza sospesa e denuncia anche per lui di frode sportiva.

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