Oro e nero, colori che sanno di storia

| Un’operazione da “ritorno al futuro” per la rediviva FC Torinese, vera progenitrice del calcio subalpino e di quello nazionale

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di Barbara Virga

Dici Torino ad un tifoso di calcio e quello ti risponderà bianconero e granata, i colori sociali rispettivamente di Juventus e Toro. Tuttavia, anni prima che i liceali del blasonato classico “D’Azeglio” ricorressero al latino per denominare la zebra del calcio italiano, e ben mezzo secolo prima che il Grande Torino entrasse nella leggenda per i trionfi sul campo, il contributo schiacciante alla nazionale e la tragedia di Superga, sotto la Mole i colori del pallone erano l’oro e il nero della “FC Torinese”, che con l’atto costitutivo datato 1894 può considerarsi a buon diritto madre nobile del calcio subalpino. Non solo. Dopo ben 112 anni dalla prematura scomparsa della squadra, avvenuta nel 1906, quando la compagine era ancora appena adolescente, tante sorprese sono emerse dal baule della nonna aperto da Marco Morelli di Popolo, nipote di Vittorio, uno dei fondatori della società, nel corso della conferenza stampa di presentazione della rediviva squadra, svoltasi giovedì 6 settembre nella preziosa cornice di Palazzo Lascaris, sede della Regione Piemonte. Grazie ad un minuzioso lavoro di ricostruzione della storia del calcio torinese e non solo, realizzata in collaborazione con l’esperto ed attore e regista Loris Fiore, in arte “Viktor Vegan”, neo addetto stampa della rinata compagine, è stato infatti certificato, documenti alla mano snocciolati in conferenza, il contributo determinante della FC Torinese nella nascita dell’attuale squadra granata, nata proprio nel 1906 dalla fusione degli oro-nero con i dissidenti del “Foot Ball Club Juventus”, in cui militò, prima da calciatore e poi da allenatore, lo stesso Vittorio Morelli. “Èun dato documentale che senza la FC Torinese il mondo non avrebbe conosciuto e celebrato i trionfi del Grande Torino prima e quelli del Toro poi”, dicono orgogliosi i dirigenti della squadra. E non finisce qui. In questa storia d’altri tempi si intrecciano le vicende di tanti personaggi più o meno noti, vissuti realmente, ma che sembrano usciti da un romanzo d’appendice, le cui esistenze si sono tutte incrociate, a volte in maniera rocambolesca, con la FC Torinese, come testimonia il docu-film realizzato da Fiore. Dall’industriale svizzero delle calzature Alfred Dick, presidente della Juventus, poi estromesso e fondatore del Toro, morto infine suicida per debiti, al giocatore Federico Ferrari-Orsi, che mise a segno il primo gol della storia del derby della Mole per poi saltare in aria su una mina nella campagna d’Africa nel 1942, con ben 12 medaglie al valore appuntate sul petto, passando per il notissimo allenatore della nazionale Vittorio Pozzo.

La FC Torinese rappresenta quindi a buon diritto un pezzo della storia europea calcistica, che tuttavia travalica lo stesso gioco del pallone. La rinascita della squadra costituisce una vera e propria operazione “ritorno al futuro”, nata dalla scommessa del Presidente Sante Squillace e dei suoi soci della “ASD Talent Scout”, associazione che ha lo scopo di scoprire talenti e portarli nell’olimpo del calcio italiano e non. Già 48 i ragazzi provinati in soli 10 giorni dalla squadra allenata da mister Roberto Rossi, che esordirà nell’anno in corso in terza categoria. “Segno - ha affermato il Presidente Squillace - che la FC Torinese esercita ancora oggi, dopo più di un secolo, un’attrazione che ci fa ben sperare di diventare nel tempo la terza realtà calcistica torinese per importanza. Da oggi però basta chiacchiere - conclude Squillace - a parlare per noi sarà il campo. La squadra rappresenta per noi un ritorno al calcio delle origini, quelle della lealtà sportiva in primo piano quale valore da riaffermare per il futuro ed il bene di questa disciplina e dello sport in generale”. La società intende infatti impegnarsi da subito per la creazione della squadra femminile e di una squadra dedicata ai diversamente abili, oltre che cimentarsi in altre discipline sportive da praticare in un impianto tutto proprio, in fase di individuazione. Fare sport ad alti livelli ma con l’attenzione al cuore più che agli interessi economici che ci girano intorno. Questa in definitiva la mission principale della squadra oro-nero. Con buona pace dei calciatori miliardari alla Ronaldo. 

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