The Schumacher dynasty

| Inghiottito dall’incidente sugli sci di cinque anni fa, forse Michael non sa quanto i suoi due figli stiano diventando grandi e forti come erano lui e sua moglie Corinna

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Da cinque anni hanno un papà a metà servizio: Michael c’è, ma non è più quello di prima, e malgrado gli sforzi dei medici forse non tornerà mai più com’era un minuto prima della rovinosa caduta sulle nevi di Méribel, alle 11 del mattino del 29 dicembre 2013.

Da allora, la sua famiglia, la moglie Corinna e i figli, Gina-Maria e Mick, gli sono accanto, stretti nella missione di tenere lontano il rumore e la curiosità del mondo da “Schumi”, come lo chiamavano i tifosi. Riservati come lui, i due figli di Michael si stanno affacciando in questi anni dal silenzio che li avvolge, spinti in alto da successi personali che sono più forti di un dolore a cui, bene o male, si finisce per abituarsi. Nessuno sa se Michael, dal rifugio della sua villa in Svizzera, sia in grado o meno di capire cosa sono diventati quei due bimbi che ora sono grandi, e iniziano a camminare con le loro gambe. Ma è bello pensare che comunque sia andata, i due figli di Michael e Corinna si siano divisi equamente ciò che aveva dato gli onori ai loro genitori: lei è una stella dell’equitazione, come la mamma, che aveva vinto la medaglia d’oro agli europei di Reining del 2010, lui corre in pista, come papà, e c’è chi dice che farà molta strada.

Gina-Marie

La primogenita, nata il 20 febbraio del 1997, ha raccontato che era ancora piccola, quando insiste per sedere su un kart come papà Michael, ma ben presto incontra i cavalli che ancora oggi mamma Corinna alleva e diventa una delle migliori specialiste del “Reining”, una delle tante discipline dell’equitazione. È una tecnica che arriva dall’America, e letteralmente significa “lavorare di redini”: è forse la pratica più vicina al leggendario mondo dei cowboy, che dovevano radunare, muovere e arginare i movimenti delle mandrie nelle immense praterie.

Oggi Gina-Marie ha 21 anni, è bionda e somiglia sempre di più a Michael. Fidanzata con Iain Bethke, esperto di cavalli e anche lui esperto di Reining, ogni anno posta sul suo profilo Instagram gli auguri per il compleanno del padre. L’ha fatto anche quest’anno, scrivendo “Buon compleanno al miglior papà”.

Mick

È arrivato a completare la famiglia Schumacher il 22 marzo del 1999, due anni dopo sua sorella. Quando papà Michael lo mette sul kart non riesce a resistere, al contrario di sua sorella, scoprendo di avere lo stesso sangue pieno di ottani del sette volte campione del mondo che il destino gli ha assegnato come padre. Inizia a correre ufficialmente nel 2008, preferendo lo pseudonimo “Mick Betsch”, perché se sei figlio di Schumi non puoi permetterti di sbagliare neanche una curva. Fra il 2011 e l’anno successivo corre nella classe KF3 dell’Adac Kart Masters, chiudendo le due annate al 9° e al 7° posto. L’anno dopo è terzo nel campionato tedesco Junior Kart e nella CIK-FIA Super Cup KF Junior. È la fine del 2014 quando il giovane Schumi effettua alcuni test su una monoposto da Formula 4 della “Jenzer Mortsport”: debutta l’anno dopo con il suo cognome, Schumacher, nel campionato ADAC con i colori del team “Van Amersfoot Racing”. Nel 2017 il salto di categoria in Formula 3, con la “Prema Powerteam”, squadra italiana legata alla “Ferrari Driver Academy”: il 27 agosto di quell’anno, Mick fa un giro di pista sulla “Benetton B194”, per celebrare i 25 anni della prima vittoria in F1 di papà Michael. Lo scorso anno ha conquistato sull’asfalto di Hockenheim il titolo di categoria con una gara d’anticipo. Ancora un anno di limbo in Formula 2, poi il cognome Schumacher dovrebbe tornare sulle griglie di partenza della F1. E c’è già che sogna in “Rosso”.

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