Bernie Sanders sotto accusa

| L’ex sfidante di Hillary Clinton alle primarie del 2016 accusato da numerose ex collaboratrici: non avrebbe fatto nulla per impedire molestie e violenze all’interno del suo staff e sottopagato le dipendenti

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E arriva l’ora di Bernie Sanders. Il Grande sfidante di Hillary Clinton nella corsa alla candidatura Democratica per la Casa Bianca del 2016, amato dai giovani americani malgrado i 78 anni portati in modo spavaldo, è al centro di una polemica che si sta consumando sulle pagine dei media statunitensi.

Sul suo conto, anche se non direttamente, sono piovute le accuse di “due dozzine di donne”, ex collaboratrici dello staff elettorale, che furono oggetto di molestie e abusi da parte di componenti dell’entourage proprio mentre si consumava la sfida alle primarie poi vinta dalla Clinton. E se nessuno accusa direttamente Bernie di violenza e abusi, parecchie donne puntano il dito contro di lui, accusato di essere stato avvisato più volte e di non aver fatto nulla per impedire o bloccare la situazione. “Non aveva alcun controllo sullo staff e non ha mai tenuto in considerazione le testimonianze che gli sono state fornite da diverse donne per le molestie subite”.

Ma non basta, perché le ex collaboratrici accusano Sanders anche di aver discriminato le donne del suo staff sul piano economico, pagando stipendi “di gran lunga inferiori a quelli dei colleghi maschi”. Il New York Times ha raccontato la vicenda di una donna che durante una trasferta per un comizio, avrebbe dovuto dividere una stanza d’albergo con tre uomini sconosciuti, e quella di un’altra che si era lamentata per 2.500 dollari di stipendio, quando un collega di pari grado ne aveva in busta 5.000.

Bernie Sanders ha immediatamente convocato una conferenza stampa, dichiarandosi pronto a rispondere a qualsiasi richiesta di chiarimento. Nel discorso iniziale, Bernie ha esordito assicurando di “non essere mai stato a conoscenza di episodi di violenza o discriminazione nel suo staff. I giorni della campagna elettorale erano caotici, e l’organizzazione è passata rapidamente da una manciata di collaboratori a più di un migliaio”.

Malgrado questo, Sanders ha voluto scusarsi pubblicamente con chiunque si sia ritenuto offeso, maltrattato o sottopagato: “Chiedo perdono alle donne che, lavorando all’interno del comitato elettorale, si sono sentite umiliate. Se parteciperò alle primarie democratiche del 2020, giuro di esercitare controlli più rigidi sulla condotta dei miei collaboratori”.

Bernard Sanders, nato a New York nel 1941, esponente indipendente dei Democratici, è attualmente senatore dello stato del Vermont.

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