California Apocalypse

| 300mila sfollati, 31 morti e 228 dispersi: le cifre parziali dell’incendio più devastante della storia del Golden State sono impressionanti. L’appello di un’attivista: il sito nucleare “Santa Susana Field Lab” è una bomba

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Di Germano Longo
Il più devastante incendio nella storia della California: così le autorità commentano il “Woosley Fire”, l’immenso fronte di fuoco che continua a divorare il Golden State mietendo vittime. Finora si parla di 31 morti accertati e 288 dispersi, ma il conto totale è destinato a salire in modo esponenziale. Cifre che proseguono, ciclopiche come ogni evento americano, che sia naturale e o creato ad arte per fare spettacolo: 300mila sfollati, intere cittadine che non esistono più e immagini così spettrali da mettere il dubbio che dietro ci sia un film di Hollywood. Non è così, purtroppo: una siccità che non ha precedenti, unita ai cambiamenti climatici a cui Trump continua a non credere, preferendo puntare il dito sulla cattiva manutenzione delle foreste, fanno il resto.

Le fiamme ormai puntano dritte verso Los Angeles, al punto da richiedere l’evacuazione precauzionale di alcune zone periferiche, compreso lo zoo. Paradise City – 27mila abitanti - non esiste praticamente più, e si lotta da ore per salvare Malibu, il paradiso delle star del cinema, con gente come Kim Kardashian, Martin Sheen, Orlando Bloom, Cher e Lady Gaga costrette ad abbandonare le loro dimore fiabesche. Gerard Butler ha postato una foto di casa sua: o meglio, di quel che ne resta. Nulla.

Dalla notte di domenica, l’incendio si era esteso su 35.000 ettari di terreno, insieme al fronte più piccolo, quello di Hill, che si estende su quasi 2.000 ettari, “Woolsey” finora ha distrutto 179 strutture, ma i vigili del fuoco dicono che altri 57.000 sono minacciate dalle fiamme. Il terzo fronte è il più distruttivo e uno dei più letali: praticamente ha raso al suolo la città di Paradise, distruggendo migliaia di case e strutture e ingoiando 228 persone di cui non si sa più nulla.

Le testimonianze dei soccorritori sono impressionanti: cadaveri irriconoscibili ritrovati per lo più in casa o a bordo di auto, nell’estremo tentativo di fuggire e probabilmente bloccati dal fumo poco prima di essere raggiunti dalle fiamme. La protezione civile ha dislocato unità mobili per il rilevamento del Dna.

Almeno 6 sono i fronti dell’incendio, di cui almeno tre potenzialmente devastanti, alimentati da venti che hanno raggiunto i 110 km/h formando dei veri “fire tornado” che viaggiano a grande velocità incenerendo qualsiasi cosa trovino sul loro cammino.

Santa Susana Field Lab

Ma il peggio, di cui ancora non si parla ancora, potrebbe ancora arrivare. L’incendio è divampato nella zona che circonda il “Santa Susana Field Lab”, un laboratorio di ricerca industriale di 10 km quadrati nella Simi Valley, ad una cinquantina di km da Los Angeles, utilizzato dal 1949 al 2006 per sviluppare e sperimentare il propellente liquido dei razzi interspaziali e i reattori nucleari.

Diverse le strutture critiche del sito: un pozzo per smaltire oggetti rivestiti di sodio, laboratori per la produzione di carburante a base di plutonio e carburo di uranio. Per essere ancora più chiari: tutto il carburante nucleare esausto degli Stati Uniti, per decenni è stato inviato nel sito californiano per essere smaltito ed esaminato. Negli anni, quattro dei dieci reattori hanno subito incidenti rilasciando gas di fissione e radioattivi. Per il Dipartimento per il Controllo delle Sostanze Tossiche non esistono prove di contaminazione radioattiva, malgrado l’incidenza tumorale della zona sia del 60%. La promessa delle autorità di bonificare entro il 2017 il terreno, intriso della trielina necessaria per gli esperimenti, non è stata mantenuta.

In queste ore, a lanciare un appello internazionale è stata Melissa Bumstead, attivista di Change.org che da anni si batte perché il sito nucleare sia smantellato: “Poiché non siamo riusciti per decenni a ripulire il laboratorio, centinaia di migliaia di persone possono essere esposte a sostanze chimiche tossiche potenzialmente trasportate nel fumo. Questo include i residenti, ma anche i vigili del fuoco, il personale medico e le migliaia di persone che vivono nelle comunità vicine. Questo è il peggior incubo possibile, e l’incendio dimostra perché dobbiamo agire subito per ripulire il laboratorio di Santa Susana una volta per tutte. Conosco fin troppo bene i pericoli del Field Lab: negli anni ‘50, un crollo parziale e incontrollato ha causato una perdita di radiazioni così devastante che fa pensare che Santa Susana sia il peggior disastro nucleare della storia degli Stati Uniti.

Ma questo disastro è stato coperto per anni, e l’avvelenamento della nostra comunità ha lasciato effetti debilitanti per la salute, compresa un’ondata di bambini che hanno sviluppato rare forme di tumore. A bimbi come mia figlia Grace Ellen è stata diagnosticata una rara forma di cancro: come lei altri 50 bambini di questa comunità.

Ora gli incendi stanno devastando la California, e non possiamo rimanere ancora in silenzio, aspettando che un sito di fusione nucleare mandi nell’aria sostanze tossiche e radioattive per miglia e miglia e miglia. La salute di milioni di persone è tragicamente in gioco. Vi prego di firmare la mia petizione. Questi incendi, che si aggiungono alle decine di casi di cancro infantile, dimostrano ancora una volta la pericolosità del Santa Susana Field Lab.

Grazie per la collaborazione,

Melissa Bumstead

Los Angeles, California”

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