Condannato a morte si uccide in cella

| Scott Raymond Dozier, omicida condannato alla pena capitale, aveva rinunciato ai suoi diritti chiedendo di morire. Ma la burocrazia continuava a rinviare più volte l’esecuzione e lui ha deciso di fare da solo

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“Sono stato chiaro sul mio desiderio di essere giustiziato, anche se è impossibile evitare la sofferenza. Fatelo rapidamente e smettetela di litigare”. Dopo l’ennesimo rinvio della sua esecuzione, Scott Raymond Dozier, 48 anni, ha scelto di fare da solo, togliendosi la vita nella sua cella nel carcere di Ely, in Nevada.

È il drammatico epilogo di una vicenda che colpito nel profondo l’America, ma soprattutto la fine della storia di un omicida che si era stancato di vivere e aveva più volte chiesto di essere giustiziato. Nato nel novembre del 1970 a Boulder City, in Nevada, Dozier aveva prestato servizio nell’esercito, si era sposato e aveva avuto un figlio. Ma per guadagnarsi da vivere aveva scelto di produrre metanfetamina che poi spacciava fra Arizona e Nevada. Il 18 aprile del 2002 incontra a La Concha, un motel di Las Vegas, uno dei suoi pusher, Jeremiah Miller: al suo arrivo, Dozier lo uccide con un colpo di pistola per poi sezionare il corpo e chiuderlo all’interno di una valigia. A fare la macabra scoperta era stato un operaio: di Miller mancavano la testa e le braccia, che non sono mai state più ritrovate.

Scott Raymond Dozier fu arrestato il 25 giugno dello stesso anno a Phoenix, Arizona. Estradato in Nevada, nel settembre del 2007 è stato condannato a morte e un mese dopo la corte suprema del Nevada ha confermato la pena. Il 31 ottobre 2016, Dozier scrive una lettera al giudice distrettuale Jennifer Togliatti in cui annuncia di rinunciare volontariamente ai suoi diritti e chiede di accelerare l’esecuzione. Dieci giorni dopo il dipartimento di correzione del Nevada annuncia il completamento della nuova camera della morte all’interno della prigione di Stato di Ely. Il 27 luglio del 2017, il giudice firma la condanna a morte fissando l’esecuzione “nella settimana del 16 ottobre”. Dopo il rinvio di un mese richiesto dal dipartimento, il 9 novembre il giudice Togliatti sospende l’esecuzione su mandato dei legali di Dozier, che impugnano l’iniezione letale proposta dallo stato del Nevada perché il mix di farmaci non garantisce che il condannato non provi dolore. Sarebbe stata la prima esecuzione in Nevada da quella di Tamir Hamilton del 16 agosto 2010.

Il 19 giugno dello scorso anno, Jennifer Togliatti firma un nuovo ordine di esecuzione per Dozier, fissata alle 20 dell’11 luglio 2018. La mattina stessa Elizabeth Gonzales, giudice distrettuale della contea di Clark, sospende l’esecuzione poiché i legali della “Avolgen”, una ditta farmaceutica del New Jersey, annunciano che temendo ripercussioni sulla propria immagine, l’azienda si rifiuta di fornire il “Midazolam”, il farmaco scelto per la pena capitale. Stanco di tutto questo, Scott Raymond Dozier non ha più voluto rinviare: si impiccato nella sua cella.

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