"Khashoggi, qualcosa è andato storto"

| L'intelligence Usa aveva intercettato i sauditi mentre pianificavano il sequestro del giornalista in Virginia per trasferirlo a Riad. Ma l'amministrazione Trump non lo ha avvertito. E' stato ucciso a Istanbul. La verità da un apple-watch?

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Il principe ereditario del regno di Riad cercava da tempo di attirare Jamal Khashoggi in Arabia Saudita per trattenerlo, secondo le intercettazioni degli Stati Uniti raccolte dalla agenzie di sicurezza. Il principe Mohammed bin Salman aveva ordinato un'operazione per catturarlo nella sua casa in Virginia e arrestarlo. E’ la prova, spiegano gli investigatori Usa, del ruolo del regime saudita nella scomparsa del giornalista, avvenuta il 2 ottobre, nel momento in cui è entrato nel Consolato di Istanbul. Lo smartphone orologio che aveva  al polso potrebbe aiutare gli investigatori turchi e Usa a ricostruire i suoi ultimi movimento all'interno del Consolato. Era collegato a due smartphone affidati alla fidanzata. Non è escluso che entri in scena anche un team della Cia, mentre Trump ha promesso che farà pressioni su Riad per accertare la vetià.

Gli 007 confermano che una squadra di agenti sauditi aspettava il giornalista per sequestrarlo o ucciderlo. Khashoggi era assai critico nei confronti del governo saudita e di Mohammed in particolare. Molti dei suoi amici e collaboratori hanno confermato che negli ultimi quattro mesi, alti funzionari sauditi vicini al principe ereditario avevano chiamato Khashoggi per offrirgli protezione, e persino un lavoro di alto livello per il governo, se fosse tornato nel suo paese d’origine.

L'ultima immagine del giornalista vivo


Ma lui era molto scettico sulle “generose” offerte. Aveva confidato ad un amico che il governo saudita non avrebbe mai mantenuto le promesse di non fargli del male. ”Stai scherzando? Non mi fido di loro”, aveva confidato a Khaled Saffuri, un attivista politico arabo-americano, raccontando una conversazione che ha avuto con Khashoggi a maggio, pochi istanti aver ricevuto una chiamata da Saud al-Qahtani, un consigliere della corte reale.

L'intelligence che ha rivelato il piano di catturarlo e poi trasferirlo in Arabia Saudita ha alimentato le speculazioni di funzionari e analisti in diversi paesi: qualcosa nel consolato potrebbe “essere andato storto” e il giornalista è morto. Il problema di smaltire il cadavere è stato poi affrontato in modo drastico. Facendolo a pezzi.

Un ex funzionario dell'intelligence statunitense ha spiegato protetto dall’anonimato al Washington Post che i dettagli dell'operazione, con l'invio di due squadre per un totale di 15 uomini, in due aerei privati che arrivano e partono dalla Turchia in tempi diversi, riguardavano forse solo la cattura e il trasferimento da un Paese all’altro. Ma i detective turchi hanno concluso che qualunque sia stato l'intento dell'operazione, Khashoggi è stato ucciso all'interno del consolato. Gli investigatori non hanno trovato il suo corpo, ma i filmati di sorveglianza video svelano che Khashoggi era entrato nel Consolato nel pomeriggio del 2 ottobre. Ma non esiste alcuna traccia digitale sulla sua uscita.

L'Intelligence Usa, che sapeva dei piani dell'Arabia Saudita per catturarlo, si chiede come mai l'amministrazione Trump non abbia avvertito il giornalista sui pericoli che stava correndo. Le agenzie hanno il "dovere di avvertire" le persone che potrebbero essere rapite, ferite o uccise, secondo una direttiva firmata nel 2015. L'obbligo si applica indipendentemente dal fatto che la persona sia o meno cittadina statunitense. Khashoggi, in più, era residente negli Stati Uniti. E l’amministrazione era stata tempestivamente informata di tutto.

E’ arrivata subito la replica. ”Anche se non posso commentare le questioni di Intelligence, posso dire che gli Stati Uniti non sapevano del progetto di fare sparire  Khashoggi", ha detto mercoledì ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato Robert Palladino. Alla domanda del WP se il governo degli Stati Uniti avrebbe avuto il dovere di avvertire il giornalista, Palladino ha rifiutato di rispondere a quella che ha definito una "domanda ipotetica”. Non era chiaro se l’idea dei sauditi fosse solo quella di arrestarlo e non di ucciderlo. E non è una differenza da poco.

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Stati Uniti
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