Dimmi il tuo segno e (forse) ti dirò chi sei

| Oroscopi a 12, 13 e anche 14 segni, il destino nello zodiaco, caratteristiche astrali e previsioni vaghe e imprecise: l’astrologia che vorrebbe guidare le nostre scelte guardando le stelle risale al tempo in cui gli astri non erano visibili

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di Marco Belletti

Un consiglio: se siete sdraiati sul lettino della fisioterapista che vi sta massaggiando vigorosamente il collo per eliminare quel fastidioso dolore alle spalle che vi assilla, evitate accuratamente di spiegarle che se è nata tra il 12 maggio e il 6 giugno è una “balena”, perché lei potrebbe non conoscere gli oroscopi con più di dodici segni zodiacali e invece la vostra schiena potrebbe conoscere la sua ira…

Lo zodiaco è la fascia della volta celeste che contiene l’eclittica, come viene chiamato il percorso apparente del Sole intorno alla Terra. Le stelle che si vedono nella fascia dello zodiaco sono state raggruppate fin dall’antichità in costellazioni, alle quali sono stati assegnati nomi, principalmente di esseri viventi, a volte fantastici. Del resto il termine greco ζῳδιακός (zōdiakòs) è una parola composta da “essere vivente” e “percorso”.

Il segno zodiacale di ognuno di noi viene assegnato in base alla costellazione che si trova alle spalle del Sole- ovviamente guardando dalla Terra - nel giorno in cui si nasce. Durante l’anno Terra e Sole si spostano e di conseguenza cambia la posizione apparente del Sole rispetto alle costellazioni. Ecco perché chi nasce il 12 maggio è un “Toro” e chi invece il 17 ottobre un “Bilancia”, dai nomi delle costellazioni che nell’anno compaiono alle spalle del Sole.

E allora il segno della balena che abbiamo proditoriamente affibbiato alla fisioterapista?...

I sacerdoti che leggevano pianeti e stelle

Collegare il cielo alle attività degli esseri umani è un’usanza che risale all’alba dell’umanità e tutte le antiche civiltà  hanno osservato i fenomeni celesti, anche se solo grazie all’avvento di matematica e astronomia si è potuto comprendere e prevedere il movimento degli astri. Inoltre, la mancanza di informazioni scritte rende difficile conoscere le tecniche e le superstizioni dei popoli primitivi: ovviamente si ipotizza che i principali punti di riferimento fossero i corpi più visibili, come il Sole, la Luna, Venere e Sirio, insieme forse a qualche costellazione come Orione, le Pleiadi o le due Orse.

Come molte altre conoscenze umane, anche l’astrologia nacque in Mesopotamia e la prima di cui si hanno notizie certe è quella babilonese, da cui derivano la nostra (o occidentale) e quella indiana (o vedica) mentre hanno tutt’altra origine l’astrologia cinese e quella maya.

In realtà l’oroscopo babilonese è diverso dal nostro, in quanto di natura religiosa e basato su uno zodiaco diverso da quello attuale. I segni erano diversi e legati alle eclissi lunari, che si verificano in periodi dell’anno diversi rispetto alla nostra classificazione dello zodiaco. Tuttavia, alcune proprietà assegnate ai pianeti - trasmesse attraverso i secoli da religioni, miti e superstizioni - sono considerate valide ancora oggi dai nostri astrologi, come per esempio Marte associato alla forza e alla guerra o Venere all’amore.

Nel primo secolo avanti Cristo, lo storico Diodoro Siculo affermava che i Caldei conoscevano meglio di chiunque altro il corso e le influenze degli astri e riuscivano a predire con esattezza le “cose del futuro”. Come quasi tutti gli scrittori greci e latini, anche Diodoro utilizzava il termine caldeo per indicare gli astronomi della Mesopotamia, i quali in realtà erano più che altro sacerdoti e astrologi dediti a pratiche divinatorie.

Già oltre 4 mila anni fa questi sacerdoti erano in grado di prevedere le eclissi e pare che distinguessero l’anno solare (365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 30 secondi) dall’anno siderale, calcolato 365 giorni, 6 ore e 11 minuti. A fare questa scoperta dovrebbe essere stato l’astronomo Kidinnu, anche se non tutti gli storici concordano.

Si iniziò a credere che dai movimenti dei pianeti visibili a occhio nudo fosse possibile conoscere i progetti degli dei e quindi era verosimile prevedere i destini della collettività e dei singoli esseri umani. Inoltre – associando alle varie divinità i pianeti, le stelle e le costellazioni – gli indovini affermavano che gli esseri celesti potevano esprimere la loro influenza su di noi, anche attraverso amuleti e talismani che probabilmente vendevano a caro prezzo.

Gli astrologi assegnavano ai pianeti 4 sfumature di colore, il mondo era diviso in 4 parti corrispondenti ai 4 punti cardinali e alle 4 regioni del cielo e ognuna di queste 4 parti era dominata da 12 costellazioni. Sembra che Babilonia avesse tra le costellazioni dominanti Orione e l’Orsa maggiore. Risale al quinto secolo avanti Cristo la suddivisione dello zodiaco in dodici segmenti di 30 gradi ognuno: le dodici costellazioni, appunto.

Gli scavi archeologici iniziati in Medio Oriente nell’Ottocento hanno permesso di ritrovare, e in un secondo tempo di interpretare, numerose tavolette di cuneiformi dedicate a temi astronomici e astrologici. Riscoprendo le varie civiltà mesopotamiche è apparso evidente che gli studiosi greci e romani erano stati fortemente influenzati dai caldei.

Dopo un periodo di scarso interesse durato praticamente per quasi tutto il millennio del Medio Evo, intorno al XIII secolo tornò in auge l’astronomia e di conseguenza anche l’astrologia. Visse in quel periodo Guido Bonatti, considerato il più autorevole astrologo dell’epoca, che intorno al 1280 scrisse un trattato di astronomia e astrologia in cui con ben poca modestia si auto-attribuiva il merito di avere individuato 700 stelle fino ad allora sconosciute.

Arrivano Ofiuco e la Balena!

Oggi di astrologia ne parlano tutti, forse ancora più del calcio, e ognuno di noi sa qual è il proprio segno zodiacale. Magari non le sue caratteristiche peculiari o l’ascendente, ma sicuramente almeno il segno lo conosce, se non addirittura tutti e dodici che sono, nell’ordine: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci.

In realtà già da secoli è conosciuto il fatto che le costellazioni che compaiono dietro al Sole nel suo cammino annuo non sono dodici, bensì tredici. Quella in più si chiama Ofiuco e da sempre è stata esclusa dagli astrologi forse per non rovinare le tante possibilità che offre una cifra come 12 (divisibile per 2, 3, 4 e 6) rispetto a 13, numero primo.

Probabilmente l’Ofiuco è la trasposizione in cielo del dio Apollo, colto nell’attimo in cui afferra un serpente, come dice il suo nome che in greco (Ὀφιοῦχος, Ofiôuchos) significa appunto “colui che porta il serpente”.

L’idea in epoca moderna di aggiungerlo come segno zodiacale risale al 1970, quando l’astrologo Stephen Schmidt ritenne opportuno inserirlo nei suoi oroscopi tra Scorpione e Sagittario ma – per mantenere il favorevole numero pari – propose anche di aggiungere un altro segno: la Balena, appunto.

In realtà quest’ultima costellazione non è attraversata dall’eclittica, per cui la teoria di Schmidt dopo una prima fase di curiosità è stata un po’ dimenticata. Solo a metà degli anni Novanta si è tornato a parlare di uno zodiaco che andasse oltre i dodici segni canonici e la proposta con l’aggiunta del solo Ofiuco divenne abbastanza popolare in Giappone.

A ogni segno le sue caratteristiche

È veramente difficile comprendere il motivo per cui ancora oggi l’oroscopo ha un così grande seguito: le costellazioni non hanno alcun valore astronomico e i segni zodiacali – composti da stelle magari distanti tra loro milioni di anni luce e che sembrano vicine solo a causa della prospettiva con cui le guardiamo dalla Terra – sono figure immaginarie senza alcun fondamento scientifico. Considerare l’oroscopo è un po’ come se oggi le ragazze seguissero il volo dei piccioni cittadini per scoprire se il fidanzato può diventare l’uomo della loro vita o come se gli studenti squartassero il gatto di casa per scoprire dall’esame delle interiora come andrà il loro prossimo esame…

Inoltre, l’astrologia non ha considerato nei secoli il fenomeno della precessione, cioè quel movimento come di un’enorme trottola con cui la Terra – il cui asse è inclinato di 23 gradi e 27 secondi rispetto alla perpendicolare dell’eclittica – compie con un periodo molto più lungo della rotazione intorno al Sole, e per il quale torniamo allo stesso punto più o meno ogni 26 mila anni. Considerando questo spostamento, appare evidente che ai tempi del re babilonese Assurbanipal (vissuto 2.700 anni fa) il Sole passava davanti alle costellazioni in periodi dell’anno ben diversi da quelli odierni. Se l’astrologia volesse tenere conto di questo movimento sarebbe necessario far slittare di conseguenza anche i segni zodiacali, un po’ come facciamo per non disallinearci con l’anno solare quando inseriamo il 29 febbraio.

Inoltre, a un’attenta rilettura gli oroscopi contengono affermazioni vaghe e più o meno valide per tutti. Per esempio, secondo il sito ‘Oroscopo.it’ i nati sotto il segno dell’Ariete sono persone dotate di leadership, audaci, aggressive, coraggiose, indipendenti e ben consapevoli dei propri interessi. Adolf Hitler era un Ariete e siccome nacque il 20 aprile (del 1889) sarebbe stato comunque di questo segno sia con un oroscopo a 13 segni sia aggiungendo anche la Balena. A una prima lettura sembra che le caratteristiche generali del segno si accostino bene al carattere del personaggio.

Marie-Antoinette de Geuser, invece, è stata una mistica francese attratta dalla vita contemplativa, conosciuta per aver scritto testi sulla spiritualità carmelitana e morta poco meno che trentenne, dopo aver lottato per tutta la vita contro una salute cagionevole e la riluttanza di religione e opinione pubblica ad accettare la sua vocazione. A parte forse il termine ‘aggressivo’, sembra che le caratteristiche del segno siano giuste anche per lei, nata lo stesso giorno, mese e anno del dittatore nazista…

Certo: bisognerebbe tenere conto anche di ascendente o effemeridi (per citare solo un paio di altri ‘strumenti’ utilizzati dagli astrologi) in quanto non basta il giorno per stabilire con accuratezza un oroscopo, ma appare evidente che è spesso facile riconoscersi e vedere rappresentata la propria situazione personale nei brevi testi che ci propongono riviste, giornali e siti. Basta provare a leggere l’oroscopo di un altro segno per scoprire che tutto sommato ci sta ugualmente bene. Quante volte – leggendo un testo come “I nati del segno sono persone sensibili, curiose, amano la libertà e curano con generosità le amicizie” – abbiamo pensato che era perfetto per noi? Eppure, è sufficiente ribaltare il significato della frase per verificare se ha ancora un senso: “I nati del segno sono persone insensibili, ottuse, amano la prigionia e trascurano con grettezza le amicizie”…

E se un oroscopo dovesse consigliarvi di cambiare la fisioterapista, non lasciatevi influenzare: solo abbandonate i discorsi sui segni zodiacali, magari chiacchierate d’altro con lei, che so… di viaggi!

Superstizioni da Caldeo

I Caldei furono un popolo semita già presente in Mesopotamia dall’IX secolo avanti Cristo. Circa 300 anni più tardi si amalgamarono con le altre popolazioni perdendo le loro caratteristiche etniche. È stato per primo lo scrittore ellenistico Berosso (nel terzo secolo avanti Cristo) a utilizzare il termine Caldeo come sinonimo di astrologo.

Kidinnu fu un astronomo e matematico babilonese vissuto nel IV secolo avanti Cristo che sembra abbia sviluppato un complesso metodo di equazioni per calcolare – con un’ottima approssimazione – i movimenti della Luna, del Sole e di altri pianeti. Probabilmente modificò il precedente calendario babilonese con un nuovo sistema in cui ogni anno aveva 12 mesi lunari e 7 mesi venivano aggiunti lungo 19 anni per bilanciare la differenza tra anno solare e lunare. Infine, sembra che Kidinnu abbia compreso le differenze di durata degli anni solare e siderale e forse, anche se in modo vago, fosse consapevole della precessione degli equinozi.

A parte la modestia professionale, pare che il pregio principale di Guido Bonatti fosse la chiarezza espositiva, difficile da ottenere quando si parlava di astronomia e astrologia. Anzi, il cronista quasi contemporaneo Giovanni Villani riferisce che le sue esposizioni erano così chiare da farsi “intendere perfino a delle fanciulle”!

Anche Galileo si occupò di astrologia: un matematico illustre come lui non poteva certo evitare di farlo nell’epoca in cui è vissuto. Fortunatamente la sua incrollabile fede nella scienza – grazie alla quale è entrato nella storia – lo ha reso immune all’influenza delle superstizioni astrologiche.

E infine, se vi venisse voglia di scoprire di che segno sareste con un oroscopo che comprende Balena e Ofiuco, ecco una suddivisione alternativa dello zodiaco: Pesci (dal 21 marzo al 15 aprile), Ariete (dal 16 aprile all’11 maggio), Balena (dal 12 maggio al 6 giugno), Toro (dal 7 giugno al 2 luglio), Gemelli (dal 3 al 28 luglio), Cancro (dal 29 luglio al 23 agosto), Leone (dal 24 agosto al 18 settembre), Vergine (dal 19 settembre al 14 ottobre), Bilancia (dal 15 ottobre al 9 novembre) Scorpione (dal 10 novembre al 5 dicembre), Ofiuco (dal 6 al 31 dicembre), Sagittario (dal 1° al 26 gennaio), Capricorno (dal 27 gennaio al 21 febbraio), Acquario (dal 22 febbraio al 20 marzo).

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