Il rock maledetto di Winnie Pooh

| Un “esclusivo” club di musicisti rock, tutti morti a 27 anni: oggi ricorrono gli anniversari della morte Jim Morrison e di Brian Jones che annegò nella piscina della villa che anni prima era stata proprietà di uno scrittore inglese

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di Marco Belletti

Ci sono persone che farebbero carte false pur di entrare a far parte di una associazione, per esempio quelle che tra i soci comprendono personaggi famosi. Ne esiste una, in particolare, davvero esclusiva: si chiama “club 27”, annovera tra gli iscritti alcuni dei più famosi musicisti rock e nella quale tuttavia nessuno ambisce iscriversi. Perché per farlo è necessario morire – meglio se per droghe o eccessi – a 27 anni.

Il nome “club 27” comparve sui giornali specializzati di musica per la prima volta nell’aprile 1994, all’indomani della morte di Kurt Cobain, cantautore e chitarrista statunitense, frontman del gruppo musicale grunge Nirvana, appena morto proprio a 27 anni. I giornalisti collegarono la morte del musicista con quella di un’altra mezza dozzina di artisti scomparsi alla stessa età negli anni precedenti, i cui casi fino ad allora non erano stati collegati.

Fu “Smells Like Teen Spirit” – ritenuto un vero inno generazionale – a consacrare Cobain portavoce di un nuovo modo di fare rock all’inizio degli anni Novanta. L’artista soffrì molto per la dipendenza dall’eroina e per un successo troppo invadente finché l’8 aprile 1994 fu trovato morto nella sua casa di Seattle, ucciso da un colpo di fucile: ufficialmente si parlò di suicidio ma in seguito si vagliò anche la possibilità dell’omicidio. Infatti, fu ritrovato un biglietto con tentativi di imitare la grafia di Cobain e così la Polizia di Seattle ipotizzò che qualcuno avesse ucciso il musicista e poi realizzato una falsa lettera d’addio. Alcuni affermarono che fosse stata la stessa moglie di Cobain, Courtney Love, a ucciderlo, ma contro di lei non sono mai state mosse accuse ufficiali e la bionda vedova ha continuato a cantare, da solista o nel gruppo rock femminile delle Hole.

Anche una componente di quest’ultima band fa parte del “club 27”: si tratta della bassista Kristen Marie Pfaff morta pochi mesi dopo Cobain sempre a Seattle. Il suo corpo fu ritrovato esanime nella vasca da bagno e come causa di morte fu accertata un’overdose di eroina. Nessuna accusa su Courtney Love, in questo caso…

 

Il chitarrista del diavolo

Alla morte dei ventisettenni Cobain e Pfaff, i giornalisti andarono pertanto a “spulciare” gli archivi dei loro giornali e scoprirono che erano stati numerosi i musicisti morti a 27 anni in modo violento o quanto meno sospetto. Il primo della lista risultò essere il pianista, compositore e direttore d’orchestra brasiliano Alexandre Levy che il 17 gennaio 1892 morì ventisettenne a San Paolo: sperimentatore di una originale “fusion” tra musica classica e folk, il maestro brasiliano – senza che nessuno lo poteva allora immaginare – fu il precursore di un club veramente elitario.

Lo seguì quasi 50 anni più tardi il bluesman Robert Johnson, che morì il 16 agosto 1938: la leggenda narra che avesse stretto un patto col diavolo, vendendogli l’anima in cambio della capacità di suonare la chitarra come nessun altro. I suoi testi spesso narravano di spettri e demoni e parlavano del suo accordo diabolico. Ancora oggi la sua tecnica nel suonare la chitarra è considerata una delle massime espressioni del blues.

La morte di Johnson è quantomeno sospetta: alcune testimonianze affermano che il musicista avesse una relazione con la moglie del gestore di un locale in cui si esibiva. Durante l’ultimo concerto – forse per il molto alcool bevuto – gli atteggiamenti dei due furono troppo espliciti, ed evidenti la rabbia e l’imbarazzo del marito. A Johnson fu offerto da bere del whisky da una bottiglia già aperta e poco dopo non fu più in grado di proseguire il concerto. Accompagnato a casa di un amico, iniziò presto a delirare morendo dopo due giorni di brutale agonia, senza che nessun dottore lo visitasse.

Per trovare un altro aderente al “club 27” bisogna fare un salto fino alla fine degli anni Sessanta. Infatti, esattamente 49 anni fa, il 3 luglio 1969, Brian Jones – uno dei fondatori dei Rolling Stones – moriva nella piscina della villa di Cotchford Farm (ad Hartfield, Sussex, in Inghilterra) che aveva acquistato da poco. Da tempo in contrasto con gli altri componenti del gruppo, soprattutto a causa del suo smodato uso di droghe e alcool, fu alla fine allontanato da Mick Jagger e soci anche se ufficialmente fu annunciato che era stato lui a voler abbandonare il gruppo. La sua salute peggiorò ulteriormente e si rintanò nella sua villa di campagna affermando di avere l’intenzione di dare vita a un’altra band. Fu ritrovato immobile sul fondo della piscina e i medici che accorsero chiamati dalla fidanzata lo dichiararono morto per incidente, anche se fu poi evidente che fegato e cuore erano totalmente compromessi dall’abuso di alcool e droghe.

 

Cocktail di alcool ed eroina

James Hendrix (detto Jimi) è stato forse il più grande innovatore nell’uso della chitarra elettrica, precursore di innumerevoli sound che univano rhythm and blues, soul, hard rock, psichedelia e funky, introducendo nuovi paradigmi nel rock. Epica la sua esibizione al concerto di Woodstock nel 1969 (in piena guerra del Vietnam) quando trasfigurò l’inno statunitense accanendosi sul suo tema, intervallandolo con violente simulazioni sonore di bombardamenti e mitragliamenti, sirene di contraerea e altri rumori di battaglia: il tutto, naturalmente, solo con la sua fedele chitarra elettrica, la Fender Stratocaster.

La mattina del 18 settembre 1970 Hendrix fu trovato morto nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel di Londra: la sua ragazza raccontò che fu soffocato da un improvviso conato di vomito causato da un cocktail di alcool e tranquillanti, anche se non è tuttora chiaro se il chitarrista sia morto subito, come affermato dalla polizia, o se – ancora vivo all’arrivo dell’ambulanza – sia soffocato per il vomito durante il trasporto in ospedale per mancanza di assistenza.

Meno di tre settimane dopo la morte di Hendrix fu Janis Joplin la prima donna che entrò a fare parte del “club 27”. Cantante dalla voce inconfondibile e ricordata per l’intensità delle sue interpretazioni, Joplin fu trovata morta – circa 18 ore dopo il decesso, ufficialmente a causa di una accidentale overdose di eroina – nella stanza di un hotel a Hollywood, riversa sul pavimento con sangue, ormai coagulato, uscito da naso e bocca e con il corpo incastrato tra il comodino e il letto. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri sparse nell’oceano Pacifico.

 

Misteri e diete

James Morrison, detto Jim, cantautore e poeta “maledetto” è stato il leader carismatico e frontman dei Doors ed è ricordato come uno dei massimi simboli dell'inquietudine giovanile degli anni Sessanta. Re Lucertola (com’era soprannominato) si trasferì dagli Stati Uniti a Parigi dove morì esattamente 47 anni fa, il 3 luglio 1971, nell’abitazione in cui viveva con la compagna Pamela, che lo trovò privo di vita nella vasca da bagno: il motivo della morte è tuttora un mistero in quanto i medici parlarono di arresto cardiaco provocato da coaguli di sangue nell'arteria cardiaca, ma non fu mai eseguita nessuna autopsia. In realtà la teoria dell’infarto non riscosse molto successo tra i fan e furono in molti ad affermare che la vera causa del decesso fosse stata invece un’overdose di eroina. Infatti, la vasca da bagno di solito è il primo posto in cui viene portata la vittima di overdose per provare a rianimarla.

I funerali di Morrison si celebrarono, frettolosamente e in gran segreto, all’alba del 7 luglio 1971 nel cimitero monumentale Père Lachaise di Parigi. A parte pochissimi intimi, all'inumazione non partecipò nessuno, non fu celebrato alcun rito e il tutto si concluse in otto minuti.

La britannica Amy Winehouse debuttò nel 2003 – è considerata una delle esponenti della nuova generazione del soul bianco, della quale è ritenuta la precorritrice – e da subito fece parlare di sé per gravi problemi legati a droga, alcol e disordini alimentari. Dopo aver pubblicato i primi due album dimagrì sensibilmente e morì prima di presentare il terzo, nel letto della sua casa di Londra, il 23 luglio 2011. I medici accorsi sul posto ne constatarono il decesso e l’autopsia non chiarì le cause della morte, neppure dopo ulteriori esami tossicologici e istologici. Qualche anno dopo si diffuse la voce che Winehouse fosse morta per un’intossicazione da alcol che le bloccò la respirazione, teoria in seguito smentita dal fratello.

 

Boys Band e rapper

Il “club 27” continua ad arricchirsi di nuovi componenti anche negli ultimi mesi, con due cantanti morti tra dicembre dell’anno scorso e gennaio 2018. Kim Jong-hyun è stato un ballerino, compositore e cantante sudcoreano, leader della boys band SHINee, morto il 18 dicembre 2017 a Seul. Quel giorno la sorella telefonò al pronto intervento denunciando che il fratello si stava probabilmente suicidando avendole scritto via sms “questo è il mio ultimo addio”. La polizia intervenne e lo trovarono privo di sensi sul pavimento dell’appartamento: la stanza era piena di fumo e sul pavimento c’erano tracce di vomito. Portato immediatamente all’ospedale in arresto cardiaco, non riprese conoscenza e morì nel tardo pomeriggio. Gli investigatori sostennero che fosse morto per aver inalato vapori tossici ma la famiglia rifiutò l’autopsia e il caso fu archiviato come suicidio.

Derrick Coleman era conosciuto con lo pseudonimo di Fredo Santana ed è stato un rapper statunitense che è entrato nel “club 27” il 19 gennaio 2018 (dopo essere stato ricoverato in ospedale due volte, in ottobre e novembre 2017) morendo nella sua casa di Reseda, a Los Angeles. Sembra che la causa della morte sia stato niente meno che l’abuso di uno sciroppo per la tosse che gli aveva irrimediabilmente danneggiato fegato e reni.

 

Orsetti, droga e rock n roll

A proposito dell’accordo con il diavolo da parte di Robert Johnson, la leggenda narra di un incontro del cantante in una notte senza luna con un misterioso uomo in nero il quale, in cambio dell’anima, gli concesse un ineguagliabile talento chitarristico: questa storia potrebbe essere la realtà romanzata dell’amicizia di Johnson con il bluesman Ike Zinneman, che gli fece da maestro.

Sembra che Brian Jones sia stato seppellito a 4 metri di profondità per evitare esumazioni da parte di profanatori di tombe in una bara di argento e bronzo regalata da Bob Dylan. La villa in cui il componente dei Rolling Stones morì era stata in precedenza proprietà dello scrittore Alan Alexander Milne, che ci aveva vissuto insieme con il figlio Christopher Robin a partire dagli anni Venti del Novecento. Fu lì che Milne scrisse un romanzo dedicato al figlio, in cui raccontò le storie di un simpatico orsetto un po’ stupido: Winnie Pooh.

Nell’immaginario collettivo Hendrix è senza dubbio indissolubilmente associato alle chitarre elettriche Fender Stratocaster, acquistate di serie e poi da lui modificate: mancino, invertiva le corde e la tracolla per suonarle al rovescio. I colori che maggiormente apprezzava erano il bianco e il nero oltre al cosiddetto “sunburst” con sfumature dal nero al tabacco. Lo strumento che diede alle fiamme al Monterey Pop Festival era stata dipinta Hendrix con motivi psichedelici.

Janis Joplin era apertamente bisessuale ed ebbe numerosi amanti di entrambi i sessi. Nell’adolescenza fu umiliata spesso dai compagni del liceo per la sua scarsa avvenenza e all’università fu addirittura eletta “uomo più brutto del campus”.

Pamela Courson fu una dei due testimoni oculari della morte di Jim Morrison: l’altro fu il medico legale Max Vasille. Nominata erede del patrimonio del cantante, morì tre anni dopo a causa di un’overdose di eroina e fu sepolta con il nome di Pamela Susan Morrison. Nel film del 1991 “The Doors” fu interpretata da Meg Ryan.

Dopo la morte nel giro di dieci mesi di Hendrix, Joplin e Morrison (artisti molto attivi nella rivoluzione giovanile di quegli anni) qualche complottista avanzò il dubbio che a ucciderli fosse stata nientemeno che la CIA, ma sebbene alcuni storici affermino che i sospetti sono più che fondati, di prove non ne sono mai comparse.

Per tutta la vita Kurt Cobain fu assillato da un disturbo bipolare, da depressione, da una bronchite cronica e intensi dolori di stomaco, probabilmente per un’ulcera. Sembra che buona parte dei malanni fossero causati da una vertebra che premeva su un nervo. La compagna Courtney Love a 12 provò a entrare a fare parte del Mickey Mouse Club ma fu rifiutata forse perché lesse una poesia di Sylvia Plath. In seguito prese lezioni di recitazione e a 15 anni iniziò a esibirsi come spogliarellista e debuttando contemporaneamente nel mondo della musica con il suo primo gruppo, le Sugar Babylon.

La pettinatura di Amy Winehouse fu definita “un alveare in testa” mentre il suo trucco degno di Cleopatra. Sembra sia stata lei stessa a creare questo stile, di cui andava fiera così come dei suoi numerosi tatuaggi su varie parti del corpo.

Prima dell’arrivo di Cobain il “club 27” aveva un’altra particolarità oltre alla comune età: tutti i suoi componenti avevano la lettera “J” nel nome o nel cognome. Dopo di allora il club si è diviso, sdoppiandosi: da un lato i morti a 27 anni, dall’altro quelli con la lettera “J”: ma questa è un’altra storia…

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