Metti, per beffa, un seno a cena…

| Clara Calamai, Doris Duranti e la sconosciuta Vittoria Carpi si contendono – dal 1942 – il record di prima attrice italiana a essere comparsa a seno nudo in un film. Ben lontane dal primato di Hollywood con un nudo integrale già nel 1917!

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di Marco Belletti

 

Lo spirito di competizione e di rivalità tra le stelle del cinema è molto forte e già negli eroici albori d’inizio Novecento attori e attrici combattevano per posizionare il proprio nome più in alto nella locandina, per farlo scrivere in caratteri più grandi, per ottenere un cachet più alto, per avere ruoli più accattivanti e maggiormente apprezzati dal pubblico.

Inoltre, molto spesso provocazioni, frecciate o vere e proprie offese dovevano essere rapidamente ritirate e dimenticate, quando per esempio la casa produttrice decideva che due star “nemiche” dovevano recitare nello stesso film, magari interpretando il ruolo di grandi amici o di amanti focosi.

La storia del cinema è piena di inimicizie e ripicche. Una delle rivalità più agguerrite di Hollywood fu senza dubbio quella tra Bette Davis e Joan Crawford, che nel 1961 si incontrarono sul set di “Che fine ha fatto Baby Jane?”: entrambe in una fase piuttosto opaca della loro carriera, non persero tempo a intralciarsi vicendevolmente. Quando si trattò di girare una scena in cui durante una violenta lite era previsto che Bette Davis colpisse Joan Crawford, quest’ultima pretese di essere sostituita da una controfigura nel timore che la collega potesse davvero farle male. Ma siccome il ciak prevedeva primi piani dei volti, le due attrici furono costrette a recitare di persona e così la Davis poté colpire la Crawford violentemente, sostenendo in seguito di averla appena sfiorata mentre sembra che la ferita fu rimarginata con diversi punti di sutura.

 

Due dive per un solo marito

E che dire del difficile rapporto tra Debbie Reynolds – morta il 28 dicembre 2016 il giorno dopo la scomparsa della figlia Carrie Fischer – ed Elizabeth Taylor? La radici dell’odio reciproco risalgono alla fine degli anni Cinquanta, quando passarono in un attimo dall’essere amiche per la pelle ad acerrime nemiche a causa del marito di Debbie (Eddie Fischer) che abbandonò la moglie e due figli per sposarsi – quarte nozze per lei, seconde per lui – proprio con la Taylor. Non fu, per il povero Eddie, un’operazione fortunata. Innanzitutto perché dopo circa 5 anni di matrimonio fu repentinamente abbandonato dalla diva dagli occhi viola per il suo grande amore Richard Burton. E inoltre perché le due attrici dopo molti anni si riconciliarono e tornarono a recitare insieme nel 2001 (in quello che fu l’ultimo film di Elizabeth Taylor) in cui interpretarono due amiche che prendevano in giro un ex marito che avevano condiviso, chiamato guarda caso Freddie. Si tratta del film per la televisione “These Old Broads”, inedito in Italia.

La bravura degli attori a volte permetteva che queste incomprensioni e questi odi non trasparissero nel film. “Via col vento” è sicuramente una delle pellicole più famose nella storia di Hollywood e ha lasciato un segno indelebile nei cuori degli spettatori. I protagonisti Rossella e Rhett hanno fatto innamorare il pubblico di ogni età, che tuttavia per lungo tempo ha ignorato che Vivien Leigh detestasse recitare nelle scene in cui doveva baciare Clark Gable perché l’attore portava la dentiera e aveva – secondo l’attrice – un pessimo alito. Sembra che dopo la prima scena di bacio sul set, la moglie di Laurence Olivier sia svenuta e fu data la colpa al vestito troppo stretto. Ma la verità venne in fretta a galla quando, parlando di Gable, l’attrice dichiarò: “Ha un topo morto in bocca e quando mi bacia mi sembra di sentirne il sapore!”. L’attore non la prese bene e iniziò a mangiare intere teste d’aglio prima delle scene intime con la Leigh.

E pensare che il produttore David Selznick avrebbe voluto come interpreti Bette Davis e Errol Flynn che tuttavia avevano litigato da poco e non accettarono. La preferenza quindi cadde su Vivien Leigh (scelta dal pubblico con un referendum) e Gary Cooper, che però rifiutò la parte affermando: “Via col vento sarà sicuramente il più grande flop della storia del cinema e non sarà Gary Cooper a perderci la faccia…” Complimenti davvero!

 

La figlia degli dei

Odi e ripicche a parte, lo spirito di competizione dei divi del cinema non è secondo a quello di nessun altro artista e si palesa in molti e differenti modi, anche i più strani.

Per esempio, per lungo tempo è stata Hedy Lamarr – attrice viennese poi naturalizzata statunitense – a detenere orgogliosamente il record di prima attrice a comparire nuda in un film. Lo fece in “Estasi”, pellicola uscita nelle sale nel 1933, in cui l’attrice recitava la parte di una donna che dopo aver abbandonato il marito per un altro uomo, non fu punita e continuò a vivere la propria sessualità in modo molto disinibito. Scappata dal nazismo, Lamarr fu inghiottita nei crudeli meccanismi di Hollywood, interpretando in secondari e stereotipati ruoli di bellezza esotica, pur lavorando con attori importanti come Spencer Tracy, Clark Gable e James Stewart.

L'attrice raccontò, in merito al suo nudo, di non aver compreso che la sceneggiatura riportava in modo chiaro che dovesse recitare completamente svestita e che si era ritrovata di fronte a una troupe composta esclusivamente da uomini, tesa, nervosa e con la certezza che in caso di fallimento delle riprese la colpa sarebbe stata solo sua.

Più recentemente si è scoperto che Hedy Lamarr non è stata la prima donna a essere comparsa nuda in un film, in quanto l’attrice australiana Annette Kellerman si era spogliata già nel 1917 nel film “La figlia degli dei” (andato perduto, ne rimangono soltanto alcune fotografie) che sembra abbia avuto un grande successo all’epoca.

 

In Italia intanto…

Anche in Italia la competizione tra dive era particolarmente sentita e anche nel nostro Paese – seppur con notevole ritardo rispetto a Hollywood – un paio di attrici si contesero il primato di prima donna a comparire in un film a seno nudo.

In pieno periodo bellico Alessandro Blasetti diresse “La cena delle beffe”, un film in costume con Amedeo Nazzari e Clara Calamai, tratto da un’opera teatrale di Sam Benelli. Uscito nelle sale nel 1942, il film non venne censurato per il seno della Calamai, tuttavia fu vietato ai minori di 16 anni. Oltre che per la scena in cui Nazzari proditoriamente denuda la Calamai, il film è ricordato per la celebre frase pronunciata dal protagonista: “...e chi non beve con me, peste lo colga!”.

Sempre nel 1942 – ma qualche mese dopo il nudo di Clara Calamai – anche l’altra grande attrice dell’epoca Doris Duranti mostrò il seno nel film “Carmela”, diretto da Flavio Calzavara e tratto da un racconto di Edmondo De Amicis. A dimostrazione della rivalità molto sentita dalle due attrici, la Duranti affermò: “Il mio fu il primo seno nudo ripreso all’impiedi, apparve eretto com’era di natura, orgoglioso, senza trucchi; invece la Calamai si fece riprendere sdraiata, che non è una differenza da poco”.

Molto vicina al regime fascista (fu legata sentimentalmente al gerarca Alessandro Pavolini) dopo la caduta della Repubblica Sociale Italiana, Doris Duranti scappò prima in Svizzera e quindi a Santo Domingo dove morì nel 1995.

Con le loro schermaglie, Calamai e Duranti volevano evitare che si sapesse come il record della prima attrice a comparire a seno nudo in un film fosse in realtà appannaggio di Vittoria Carpi, un’attrice che non ebbe una carriera cinematografica di particolare rilievo e che – nel suo ultimo film, “La corona di ferro” del 1941 diretto ancora da Alessandro Blasetti – aveva recitato, sia pure per una manciata di secondi e non accreditata, a seno nudo.

 

Da un’inaspettata inventrice a Georges Méliés

“These Old Broads” è stato scritto da Carrie Fisher e interpretato oltre che da sua madre Debbie Reynolds anche da Shirley MacLaine, Joan Collins ed Elizabeth Taylor mentre non accettarono di recitare Julie Andrews, Lauren Bacall e June Allyson.

In Germania la distribuzione del film “Estasi” fu proibita: uscirà solo alcuni anni più tardi con il titolo “Symphonie der Liebe” e senza il nudo di Lamarr. Una copia della pellicola originale fu trovata nella cassaforte di Goebbels e sembra che un esemplare del film integrale fosse posseduto anche da Göring.

Prima di intraprendere la carriera di attrice, Hedy Lamarr era stata studentessa di ingegneria a Vienna. Una volta arrivata negli Stati Uniti, sviluppò e brevettò – per combattere il nazismo – un sistema di guida a distanza per siluri. Ignorato per lunghi anni, questo sistema è ora alla base delle tecnologie di trasmissione dei segnali in telefonia e nelle reti wireless.

Annette Kellerman era nata nel 1887 vicino a Sydney e iniziò a nuotare per riabilitare le gambe con problemi di mobilità, divenendo presto la detentrice dei principali record mondiali nel nuoto femminile. Si trasferì dapprima nel Regno Unito – dove nuotò per 27 chilometri lungo il Tamigi e cercò, senza riuscirci, di diventare la prima donna ad attraversare a nuoto il canale della Manica – e quindi negli Stati Uniti, dove diventò famosa per aver creato un costume da bagno femminile piuttosto audace rispetto agli standard dell’epoca. Recitò in alcuni film (tra cui “La figlia degli dei”) fino alla metà degli anni Venti per poi dedicarsi all’attività imprenditoriale legata al mondo del fitness.

“La cena delle beffe” è anche ricordato per essere uno dei film in cui recitarono insieme Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, marito e moglie che aderirono alla causa della Repubblica di Salò – come Doris Duranti, ma meno fortunati – e per questo motivo furono fucilati al termine della guerra, accusati di collaborazionismo dai partigiani. Quando “La cena delle beffe” fu ridistribuito negli anni Cinquanta, i nomi dei due attori furono eliminati dalle locandine.

Molti anni dopo che Clara Calamai si era ritirata dalle scene, nel 1975 Dario Argento la invitò a recitare in “Profondo rosso”, per interpretare il ruolo dell’assassina: fu l’ultima pellicola in cui l’attrice comparve.

“La corona di ferro” aveva tra i protagonisti anche Primo Carnera, il gigantesco pugile campione del mondo dei pesi massimi che recitò in un’altra ventina di film, senza mostrare particolari capacità interpretative.

Il Vaticano valutò severamente “La cena delle beffe”, definendolo un intreccio “di libidine, di brutalità e di libertinaggio”. Ma, forse per dimostrare di non subire le pressioni della Chiesa, il Governo fascista non censurò il film di Blasetti, che era già riuscito a far passare indenne alla censura anche il precedente “La corona di ferro”.

È impossibile dire quale fu il vero primo nudo della storia del cinema e quando uscì: molti dei pionieristici cortometraggi di fine Ottocento e inizio Novecento sono andati persi o distrutti, il più delle volte bruciati in quanto le pellicole dell’epoca prendevano fuoco molto facilmente. Tralasciando la cinematografia decisamente pornografica che già allora rappresentava un considerevole giro d’affari, a contendersi la prima scena di nudo sono due cortometraggi. Il primo è “Dopo il ballo”, distribuito nel 1897 ma forse realizzato l’anno precedente da Georges Méliés, in cui compare la moglie del regista che si spoglia – non del tutto – aiutata da una cameriera.

L’altro è “Le coucher de la mariée” del regista Léar (pseudonimo di Albert Kirchner) in cui una sposa si spoglia mentre il marito la spia fingendo di leggere un giornale. Realizzato a Parigi nel 1896, il film probabilmente durava più dei circa 5 minuti sopravvissuti e la donna – nonostante si impegni a togliersi una quantità di vestiti davvero impressionante – non appare completamente nuda.

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