Citroën Dyane: mezzo secolo di ricordi

| Semplice ed essenziale come la 2CV, ha lasciato un segno nella storia del marchio francese e nel cuore di tanti appassionati, come quelli italiani che l'hanno appena celebrata

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Di Davide Cucinotta

Ci sono modelli di auto talmente riusciti da entrare nella storia della società e perfino dei mutamenti culturali del Novecento, il secolo breve. E per meglio capire questa storia, per una volta almeno, non si tratta di mettersi lì a snocciolare potenze, cavalli e motorizzazioni, ma di qualcosa di diverso: del fascino discreto della semplicità, messo su ruote alla veloce e spedito ad affrontare la storia, incrociando le dita.
I primi vagiti della Dyane, iconico modello Citroën che lo scorso agosto ha raggiunto i 50 anni e qualche giorno fa è stato celebrato con un mega raduno italiano, iniziano nel 1964. Si lavorava, negli uffici del "Double Chevron", per trovare un degno rimpiazzo della 2CV, l'enorme grande successo dei decenni precedenti che inevitabilmente iniziava mostrare i segni del tempo, reggendo a fatica i contraccolpi della concorrenza che aveva nella nuova "Renault 4", uno dei più temibili aspiranti al trono.

Ma in Citroën bisognava anche fare altri conti: con la scomparsa del geniale designer Flaminio Bertoni, il progetto "AY" viene assegnato a Louis Bionier del Centro Stile "Panhard". Tante le indicazioni, ma un solo, granitico punto fermo da rispettare: l'economia. Economia nei confronti del pubblico, che significa prezzi contenuti, ed economia per la stessa Citroën, che ha in mente di utilizzare le catene di montaggio di Rennes e Levallois, fino ad allora interamente dedicate alla 2CV. Bionier si mette al lavoro, presentando un primo progetto che sembra più che altro un restyling della due cavalli: viene bocciato, ci rimettono mano e nel 1966 si arriva al progetto definitivo.

Un inizio difficile

Per il nuovo modello, omologato nel maggio del 1967, si sceglie un nome curioso: "Dyane". C'è chi dice che si ispiri a Diana, la dea romana della caccia, altri invece vano sul pratico, convinti che sia semplicemente uno dei nomi registrati in precedenza dalla Panhard.

La Dyane si mostra per la prima volta al Salone di Parigi del 1967: a muoverla ci pensa lo stesso bicilindrico della 2CV, con 425 cc e appena 21 CV di potenza, per 100 km/h. In realtà, con il modello che deve sostituire, la Dyane divide molto, sia come allestimento che come tecnologia. L'unico neo, che diventa la prima critica mossa dalla stampa alla Dyane, è il prezzo: rispetto alla 2CV è cara, e per di più prestazioni e consumi sono perfino peggiori.

Malgrado la partenza stentata e volumi di vendita che non raggiungeranno mai quelli della 2CV, la Dyane riuscirà comunque a ritagliarsi un posto nell'album dei ricordi di più generazioni. Una pubblicità dell'epoca la definiva "L'auto in jeans": era giovane, colorata, con un tetto in tela che sapeva di libertà e un portellone posteriore che nascondeva ben 250 litri di carico.

La favola della Dyane arriva all'ultima pagina nel 1982, quando esce dalle linee di produzione di Levallois.

Il raduno

A volere le celebrazioni per i 50 anni della Dyane, in scena a Bobbio, nel piacentino, è stato il "Club Italia Bicilindriche Citroën" di Lodi con la collaborazione del "Centro Documentazione Storica Citroën". Un raduno con tanto di spazio polifunzionale per l'esposizione, concluso dall'immancabile giro in carovana e da una mostra dedicata alle campagne pubblicitarie che hanno accompagnato l'esordio della Dyane.

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