Dio salvi la Rossa se è una Ferrari

| Per celebrare i 70 della Ferrari, la Regina Elisabetta ha aperto a pochi fortunati il parco del Castello di Windsor

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Di Davide Cucinotta

Finora, la Ferrari è sempre stata nobile per elezione, ma non per natali. La nascita, dice la leggenda, è umile che di più non si può: "partorita" in un piccolo borgo contadino della campagna modenese, fra zanzare e Lambrusco, come direbbe Ligabue, da gente dalle mani zeppe d'olio che si intendeva di motori e meccanica, ma non sapeva nulla di troni e corone. Eppure, a patron Enzo sarebbe piaciuto, anche quest'ultimo scoglio è stato superato: the Queen, la regina Elisabetta II, ha fatto uno strappo alla regola destinato ad alimentare ancor di più il prestigio di un marchio amato in tutto il mondo come pochi altri.

Un po' come i Beatles, figli dei sobborghi operai di Liverpool quando diventarono "baronetti", alla Ferrari è stato concesso di celebrare i 70 di storia aprendo le porte del Castello di Windsor. Più precisamente la sconfinata tenuta reale nella contea del Berkshire che racchiude anche il maniero medievale, meta prediletta per i week end della Regina.

Un permesso accordato a 70 selezionatissimi proprietari di Ferrari, a cui è stato concesso di guidare le proprie rosse attraverso il Windsor Great Park, dove l'ingresso al pubblico è severamente vietato. Uno spettacolo in scena fra le spettacolari e ordinatissime campagne inglesi, malgrado il cielo grigio e l'immancabile "drizzle", la tipica pioggerella finissima. La giornata è iniziata con un light brunch sui prati, all'ombra (si fa per dire) della statua bronzea del Principe Alberto a cavallo, eretta più di 130 anni fa.

Unico obbligo, noblesse oblige, rispettare il ferreo limite di velocità voluto dal Duca di Edimburgo all'interno del parco: 30 miglia inglesi, più o meno 61,15 km/h. Come chiedere a Superman di entrare in azione usando solo i mezzi pubblici.

Momento clou della giornata, la possibilità di percorrere il "Long Walk", il lungo viale alberato (4.260 metri) che porta dritto alla statua equestre di Giorgio III, zona protetta e chiusa da anni a qualsiasi mezzo di locomozione, a parte quelli della royal family. Per concludere un altro pic-nic, questa volta con menù di ispirazione italiana. A proposito, la regina non si è vista: aveva l'abito rosso in tintoria.

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