Gli italiani alla guida? Un popolo composto da gente molto affaccendata

| È preoccupante e scioccante, il quadro che emerge da un recente sondaggio realizzato nel nostro paese: quasi nessuno riesce a non fare altro mentre sta guidando

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Di Davide Cucinotta

Fossero solo gli smartphone, a rubare l'attenzione di chi guida, si potrebbe sperare di cavarsela prima o poi, magari alzando il livello di multe e controlli, oltre a mettere in campo massicce campagne educative. Ma le auto, oggi, sono autentiche "control room" su ruote, dotate di apparecchiature elettroniche sempre più sofisticate che richiedono comunque l'intervento umano, almeno ogni tanto: bisogna sintonizzarsi, inserire indirizzi e numeri civici, sistemare bassi, medi e alti, regolare la temperatura interna e quella dei sedili e via così, in un'infinità di comandi che crescono ad ogni nuova tornata di novità.

Una recente indagine dal titolo "Stetoscopio, il sentire degli assicurati italiani", promossa dalla compagnia online "Quixa" e condotta dall'istituto di ricerca "MPS Evolving Marketing Research", si è trasformata in una sorta di pesante atto d'accusa verso il mondo dell'automotive, colpevole di rimpolpare senza tregua le vetture con occasioni per distrarre chi guida, ma soprattutto di non inibire i sistemi quando si è in marcia, obbligando chi guida ad una sosta.

Secondo la ricerca, il 40% degli automobilisti ammette di utilizzare gli strumenti di bordo mentre è al volante, e "scende" al 23% la media di coloro che riconosce di fare uso del proprio smartphone senza preoccuparsi di vivavoce o auricolari. Le percentuali salgono, e di molto, in base a sesso ed età: si abbandonano ai sistemi di bordo più i maschi delle femmine (l'44,6% contro il 32,7), ed in particolare i più giovani, quelli di età compresa fra i 18 ed i 24 anni, che includono nelle distrazioni alla guida la ricerca della stazione radio, le impostazioni del navigatore satellitare e l'uso degli altri sistemi presenti a bordo.

In fondo, a loro scusante, c'è la legge: se l'uso del cellulare alla guida è punito, anche se non come dovrebbe, non è lo stesso per il resto dei sistemi, in un imbarazzante vuoto normativo rende tutto lecito e permesso.

Finito? Neanche un po': il quadro che emerge dalla ricerca, diventa ad ogni passaggio più inquietante, poiché dimostra mentre si guida non ci sono limiti ciò che si può fare. Un italiano su tre (il 29%) mangia e beve impunemente quando ne avverte la necessità, senza neanche pensare che sarebbe giusto fermarsi, mentre il 15% finisce di truccarsi, pettinarsi, sistemarsi la cravatta e farsi perfino la barba.

In ultimo, il capitolo bambini: quasi l'80% di mamme e papà ammette di girarsi spesso per controllare il piccolo sul sedile posteriore. Un gesto di profondo amore, ma di una pericolosità estrema: significa togliere totalmente lo sguardo dalla strada, con tutto quello che comporta.

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