Google Street View, 10 anni che hanno cambiato il mondo

| Torna a Torino e in Piemonte l'auto digitale che ferma nel tempo città e campagne. Rispettando la privacy

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Di Davide Cucinotta
Dieci anni fa, sembra un millennio, per visitare un posto avevamo una sola possibilità: andarci di persona. Poi, nel 2007, senza troppi clamori, dal quartier generale del colosso "Google", a Mountain View, in California, parte un'idea che avrebbe rivoluzionato per sempre i ricordi del mondo intero. L'hanno chiamato "Street View", letteralmente "vista stradale" e quella che sembrava una moderna applicazione del voyerismo d'un tempo, ha riscritto completamente le regole del gioco: se oggi il mondo è un piccolo paesino da visitare anche standosene a casa, davanti ad un computer, il merito è loro. Va da sé, un po' di fascino si è perso per strada, fra byte e connessioni, perché la sorpresa di arrivare da qualche parte e strabuzzare gli occhi, Google Street View l'ha decapitata per sempre.

Ma è il futuro. e siccome certe cose non puoi fermarle, tanto vale fartele amiche. Street View, modalità di visualizzazione di "Google Maps" e "Google Earth", è il sogno antico dei cartografi e dei marinai che partivano per mondi sconosciuti, e quando tornavano, se tornavano, erano gli unici a raccontare di aver visto cose che voi umani, eccetera.

La sublimazione del viaggio, reso perfino inutile o comunque secondario alla visita su Street View: prima di partire basta inserire l'indirizzo esatto su Google Earth e nel tempo di un carpiato virtuale del pianeta, ecco la strada, precisa al numero civico.

Nel maggio 2017, l'allora piccola divisione "Street View" creata da Larry Page e Sergey Brin, ha iniziato dalla parte più difficile, gli Stati Uniti, immensi per definizione, facendo capolino con appena cinque città: Denver, Las Vegas, Miami, New York e San Francisco. Da lì, il mondo intero.
Come rispettare la privacy 

Qualche problema, qua e là, c'ò anche stato. Viviamo nell'epoca in cui ti "taggano" anche se non vuoi (e non sai nemmeno bene cosa voglia dire), ma la privacy - "ragazzi" - s'ha da rispettare. Per Street View significa l'obbligo di oscurare le targhe delle macchine e nascondere i volti di chi passa davanti alle auto con un traliccio sul tetto che nasconde 11 obiettivi diversi. Finché non è arrivato qualcuno che ha iniziato a chiedere di conoscere in anteprima i percorsi delle "Google Cars": per dare una riassettata, che stasera c'ho gente.

E dove non potevano arrivare in macchina, come a Venezia o nel Grand Canyon, quelli di Street View hanno fatto gli straordinari: scendono dalle macchinine con il logo di Google, si caricano sulle spalle uno zaino con il medesimo traliccio e vagano, mappando il mondo per noi. Che in certi posti forse non ci andremo mai, ma grazie a loro ci siamo stati, magari ci andremo, comunque.

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