Il mago delle auto d’epoca

| Per i collezionisti, Jonathan Ward è quasi una divinità: è in grado di trasformare l’anima tecnologica di vetture d’epoca lasciandole però intatte all’esterno. Perché ogni graffio è una storia

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“Qualcuno ci dice: fate un sacco di lavoro ma sembra che non abbiate fatto niente. Il nostro è un approccio diverso: vogliamo catturare la bellezza delle auto senza togliere la patina del tempo. Ogni graffio e ogni ammaccatura raccontano una storia, e le storie vanno tramandate”.

Jonathan Ward è un visionario, uno dei tanti che affollano la California: nel 1996, insieme alla moglie Jamie, inventa la “Icon 4x4”, un’azienda che all’inizio si offre alla folta comunità Toyota come centro di assistenza, ricambi e restauro di vecchi Land Cruiser.

Ad accorgersi della bontà del loro lavoro è la Toyota, che nel 2007 offre alla Icon 4x4 un contratto di collaborazione che include l’allestimento tre prototipi di “FJ Cruiser” da competizione. È proprio mentre mettono mano allo storico 4x4 nipponico, che Ward inizia a ricevere sempre più richieste da collezionisti di auto d’epoca che lo implorano di mettere mano ai propri gioielli per migliorarne le prestazioni.

Jonathan e Jamie Ward non lo sanno ancora, ma nel giro di pochi anni quella sarebbe diventata la loro occupazione principale, quella che li ha resi dei punti di riferimento in ogni angolo degli Stati Uniti.

Mentre la maggior parte degli appassionati di auto d’epoca cerca di riportare i propri fuoristrada al loro antico splendore, la Icon 4x4 preferisce premiare la bellezza del tempo, ma nascondendo sotto al cofano segreti di alta tecnologia. Dalle officine di Los Angeles escono classici come Toyota FJ e Ford Bronco, identici nell’estetica ma aggiornatissimi sotto al cofano.

Nella mente di Ward è pronto un nuovo progetto: “Derelict”. In pratica, non limitarsi a intervenire soltanto sui 4x4, ma riuscire a trattare qualsiasi auto d’epoca, e invece di riportarle al loro antico splendore, preservare i segni del tempo ma aggiornarle con le più moderne tecnologie, per offrire un’esperienza di guida all’avanguardia e soprattutto un prodotto unico.

“Una volta definito il progetto ho inviato la richiesta di auto degli anni Cinquanta ad una serie di ‘cacciatori’ specializzati che lavorano con noi. Quasi tutte le auto che sono arrivate in officina sono state rintracciate su annunci online, magari da gente che le ha ereditate e vuole disfarsene considerandole un ferro vecchio, o ancora finite nell’angolo più buio di un fienile”.

Ogni auto rappresenta un progetto a sé e richiede un tempo che può variare da 72 ore a due anni, mettendo anche in conto l’eventualità di dover abbandonare la trasformazione perché il veicolo è realmente in uno stato che non permette la conversione.

Per ottenere i risultati che Ward desidera tecnici e ingegneri impiegano processi unici: nell’officina della Icon si vede di tutto, dai macchinari militari dei primi del Novecento fino alle più recenti tecnologie laser.

Un lavoro immenso, in cui ogni elemento è attentamente riprogettato per ottenere un’estetica uniforme, ma anche un’esperienza di guida moderna e completa che lascia senza fiato, perché nessuno si aspetta un pickup degli anni Cinquanta che tocchi di 250 km/h. Ogni anno, la Icon consegna circa 250 veicoli.

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