La leggenda di Carhenge

| È la copia conforme del celebre sito di epoca neolitica che impreziosisce la contea di Wiltshire, in Inghilterra. Ma con una sola differenza: è fatto totalmente di vecchie auto

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Di Davide Cucinotta

L'assonanza con Stonehenge, sito neolitico inglese, non è casuale: Carhenge è la curiosa replica in chiave automobilistica di una delle più celebri e misteriose opere del passato. Ma mentre le cose da dire su Stonehenge, località nei dintorni di Amesbury, nella regione dello Wiltshire, in Inghilterra, sarebbero tante, a cominciare dalle ipotesi che avvolgono uno dei luoghi più cari ai seguaci del Celtismo e di religioni neopagane, un po' meno sembra ci sia da raccontare su Carhenge, posto che non esiste su nessuna cartina geografica, ad una manciata di km da Alliance, Nebraska.

A volere Carhenge è stato Jim Reinders, artista americano che nel 2000, dopo una vacanza in Inghilterra con relativa visita a Stonehenge, è tornato a casa con l'idea di rifare quel cerchio di megaliti usando solo vecchie auto, dedicato alla memoria del padre. Per portare a termine la sua idea ne ha usate 38, disposte in un cerchio di 29 metri di diametro, alcune piantate di un metro e mezzo in profondità, altre issate in alto, per formare in modo esatto gli architravi di quello che molti studi non hanno ancora svelato se fosse un osservatorio astronomico o un tempio. Comunque Carhenge non è una replica causale, ma ricalca in modo fedele proporzioni e perfino la posizione del sito inglese: perfino la "Friar's Heel", la "Pietra del Tallone" che accoglie i visitatori all'ingresso di Stonehen
ge, è riprodotta utilizzando una Cadillac del 1962.

E al centro del sito "autolitico" sono sepolte tre auto, con tanto di pietra tombale che recita: "Qui riposano i resti di tre vetture straniere. Hanno svolto il loro compito mentre Detroit dormiva. Ora Detroit è sveglia e l'America è grande". Forse bisognerebbe aggiornare qualche dato, ma chi glielo dice?

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