Ne resterà solo uno (forse)

| Oggi sono gare organizzate in campionati, ma in America i Demolition Derby, gli appuntamenti sfasciatutto, sono ormai un classico da decenni, punta di diamante di sagre e feste paesane

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Di Davide Cucinotta

Avete un'auto di cui volete disfarvi? In America - e a dire il vero non solo lì - c'è chi evita la penosa gita dallo sfasciacarrozze per regalarsi una soddisfazione che non ha prezzo: distruggerla di persona. Al grido di "la macchina è mia e la sfascio io", centinaia di automobilisti in cerca di un addio plateale della compagna di tanti viaggi, aspettano l'appuntamento giusto per darle una fine che sia memorabile.

Si chiamano "Demolition Derby", vanno in scena quando possono e vantano poche, pochissime regole, perché l'importante è che alla fine tutti escano sorridenti e felici, pubblico e soprattutto i padroni di quelle che un tempo erano automobili e in pochi minuti si trasformano in ammassi di lamiere contorte. Dietro c'è la solita, sana e divertente follia americana, come si accennava prima, che spesso prende la via di embolie capaci di creare eventi che non esistono e in poco tempo diventano patrimonio dell'umanità intera.

Dei Demolition Derby, giusto per fare un po' di storia, si ha notizia fin dagli Cinquanta, anche se qualcuno giura di aver sentito storie di appuntamenti clandestini fin dagli anni Trenta, in cui i partecipanti si sfidavano a colpi di Ford T, la macchina di Stanlio e Ollio, per capirci. Ma qualunque sia l'inizio, tutti concordano sul resto, ovvero che da appuntamenti per pochi intimi organizzati lontano dai centri abitati, i Demolition Derby sono diventati un classico per sagre e feste rurali, un modo per smaltire fra le risate birra, salsicce ed apple pie, la torta di mele che in America non manca mai. Da lì, la febbre della demolizione ha superato i confini americani per approdare ovunque. Nel 1965 si ha notizia di 20mila persone radunate alla "Rowley Park Speedway" di Sidney per assistere al primo Demolition Derby in terra australiana. La televisione, sempre in cerca di audience, si accorge della faccenda e inizia ad inseguire gli appuntamenti, fin quando qualcuno comincia a farsi domande sulla sicurezza. Risultato: sulle gare sfasciatutto cala il sipario, almeno fino all'inizio del nuovo Millennio, quando i Demolition Derby tornano nei palinsesti delle televisioni, balzando ai primi posti fra le trasmissioni più viste. Oggi esistono autentici campionati, con e premi che hanno la forma ed il colore dei dollari.

Poche e ben confuse le regole: 16 anni almeno per poter partecipare, obbligo di cintura di sicurezza, casco, rollbar ed estintore, portiere saldate e interni rimossi, come il paraurti posteriore, radiatore e serbatoio assicurati dall'interno. Alla fantasia di ogni partecipante è lasciata la possibilità dipingere l'auto come vuole, a patto che il numero assegnato sia ben visibile sulla portiera.

Al via, i partecipanti hanno l'obbligo di partire in retromarcia, sbattendo uno contro l'altro in accelerazione, più quello di urtarne un'altra ogni due al massimo, pena uscire di scena coperti dai fischi della gente, magari indispettita perché la torta di mele è finita da un po'.

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