Tutte le auto dei presidenti

| Capricci, nazionalismi, orgoglio e necessità: la maggior parte dei garage presidenziali devono rispondere a questi tre imperativi. Con qualche eccezione

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Di Davide Cucinotta

Circolano mirabolanti leggende sulle "presidential car", le auto destinate ad accogliere le prestigiose terga dei capi di stato. In realtà blindate lo sono, ma questo è il capitolato minimo, mentre sulle dotazioni esiste una letteratura fatta di un meraviglioso mix di fantascienza e tecnologie supersegretissime.

Happy-Car, il motore di comparazione dei prezzi delle auto a noleggio, ha tralasciato le squisitezze tecnologiche per concentrarsi sui modelli scelti (o imposti) ai più celebri capi di stato del mondo. Esattamente quelli che - a meno di qualche capriccio dell'ultimo secondo - dovrebbero impreziosire il G7 di Amburgo, il 7 e l'8 luglio prossimi.

Italia

Per questioni di campanilismo è giusto iniziare da Sergio Mattarella, l'attuale inquilino del Quirinale, che può contare su un nutrito garage riempito a dovere con sette vetture di rappresentanza, tutte rigorosamente di produzione italiana, anche se il Presidente sembra avere un debole per la "Belfiore" e la "Belsito", le due Lancia Flaminia 335 realizzate da Pininfarina nel 1961 in soli quattro esemplari. Oltre a Giovanni Gronchi, primo presidente a utilizzarla, sui morbidi sedili in pelle ha ospitato la regina Elisabetta II e il presidente americano Kennedy durante le loro visite di stato in Italia.

Francia

Il giovane Emmanuel Macron, neo presidente francese, ha scelto una DS7 Crossback, la stessa con cui ha affrontato eroicamente la pioggia nel corso della parata presidenziale con cui si è mostrato ai francesi. Un modello ovviamente personalizzato con tetto apribile di dimensioni più ampie, interni in pelle nera e dettagli interni realizzati appositamente da numerosi artisti, francesi parbleu.

Germania-Spagna

Non è la finale degli europei di calcio, ma il parco auto a disposizione della granitica Angela Merkel e dal suo collega spagnolo Mariano Rajoy: un'Audi A8 W12 passo lungo certificata "VR9", sigla che indica il massimo della resistenza possibile. A muoverla il W12 da 500 CV.

Stati Uniti

A per proteggere il ciuffo arancionato di Donald Trump durante le uscite pubbliche è una "Cadillac One", altrimenti ribattezza "The Beast", la bestia. Una limousine iperblindata dal peso di otto tonnellate e vetri spessi 15 cm, mossa da un 6.6 litri V6 dai consumi altrettanto esagerati.

Messico

Per il presidente messicano Enrique Peña Nieto, in carica dal 2012, l'importante non è apparire, ma sopravvivere. A proteggerlo ci pensa il "Kitam", un veicolo tattico militare da 1,5 tonnellate realizzato sulla piattaforma del Dodge Ram 3500/5500, con un motore turbodiesel da 400 CV e capace di resistere a granate, missili e altri possibili omaggi lanciabili dalla folla. Una scelta che in patria ha scatenato qualche polemica, visto che adeguare il mezzo militare alle esigenze del presidente è costato alla comunità circa 10 milioni di pesos.

Argentina

Dopo mesi di prove e test, è arrivata la decisione: a proteggere il presidente Mauricio Macri sarà un Mercedes-Benz Vito. Un veicolo blindato di passaporto tedesco, anche se blindato da aziende argentine, che può portare fino a otto passeggeri.

Cina

Si chiama Hongqi L5, è l'auto più costosa mai costruita in Cina, ma merita ogni attenzione, visto che deve occuparsi di proteggere Xi Jinping, l'onorevole presidente. Un'ammiraglia da 5,5 metri che nasconde un V12 da 6 litri. Due le curiosità: la traduzione di "Hongqi" è "bandiera rossa", mentre sulla targa della limo si legge "Mao Zedong".

Russia

Anche per questioni d'immagine, Vladimir Putin non riesce a fare meno dei suoi colleghi più illustri, come Trump. Per farsi portare a spasso, il presidente russo ha preteso la creazione del "Kortezh Project", da cui sta per scaturire una colossale limousine prodotta dalla Sollers, azienda che collabora con Ford, Mazda e SsanYong.

Olanda

Giusto per il finale, la "Gazelle" del primo ministro Mark Rutte, soprannominato "il maghetto" per l'abilità con cui è riuscito a respingere l'ondata xenofoba alle ultime elezioni. Quasi dimenticavamo: la Gazelle non è un'auto, ma una bicicletta che il premier usa nei suoi spostamenti cittadini, per risparmiare e dare il bon esempio. Una mossa che gli è valsa le simpatie degli olandesi. E anche le nostre.

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