Vade retro, auto nera

| Un paese dell’Asia centrale ha appena varato una legge che impedisce di circolare con un’auto nera. La legge parla chiaro: sequestro e obbligo scritto di cambiare tinta

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Di Germano Longo

In Turkmenistan, 488mila km quadrati piazzati fra Afghanistam Iran, Kazakistan e Uzbekistan, quando un gatto nero taglia la strada ad un’auto nessuno si scompone. Al massimo è il gatto a darsi una pacca sulla spalla per lo scampato pericolo. Ma guai, da quelle parti, ad avere una macchina nera.

Lo ha deciso con una serissima legge Gurbanguly Berdymukhamedov, presidente dal nome impronunciabile: dal 1° gennaio 2018, è fatto divieto su tutto il territorio nazionale di vendere e acquistare auto di colore nero. E gli scellerati che invece ne hanno una in garage stiano all’occhio, perché si rischia il sequestro coatto, con rilascio del mezzo solo dietro rassicurazione scritta di una nuova verniciatura in altre tinte. Quali non è un problema, purché non sia nera.

A dire il vero, le auto di colore nero non possono più entrare nel paese dal 2015, ma visto che non tutti ubbidiscono, il presidente ha deciso di andare con la mano pesante, ordinando il sequestro di massa di tutte le auto nere colte nel traffico o parcheggiate.

A gioire di più sono i carrozzieri, alle prese con un improvviso aumento del lavoro sfociato - tutto il mondo è Italia, pardon, paese - in un aumento dei prezzi della verniciatura.

Ah già, è vero: i motivi della nuova legge? Ufficialmente non è data saperla, ma il cervellotico presidente (Gurbanguly Berdymukhamedov), è noto per la forte superstizione. Secondo quanto ha riportato il “Chronicles of Turkmenistan”, il presidente si sarebbe convinto della sfiga delle auto nere.

E dire che il nero è uno dei classici più amati nella scelta delle auto: Henry Ford, per la sua “Model T”, il primo modello di massa prodotto in America, amava ripetere: “Potete averla di qualsiasi colore, purché sia nera”. Ma all’epoca in giro non c’era ancora Gurbanguly Berdymukhamedov, ovvio.

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