"Addio a Fernando Alberto Alban
assassinato dalla Sebin"

| Una grande folla ai funerali dell'esponente di Primera Justicia "caduto" dalla finestra al decimo piano della prigione della Sebin. Gli attivisti accusano la polizia di Maduro e chiedono giustizia. Corteo per le strade di Caracas

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L’amministrazione Usa non ha dubbi: Maduro ha un ruolo nella tragica morte dell’esponente politico dell’opposizione, “defenestrato” dal decimo piano della prigione della polizia speciale, la Sebin. E ieri l’ultimo saluto a Fernando Alberto Albán, avvolto dalla bandiera del Venezuela e quella del suo partito Primero Justicia, ha ricevuto la benedizione del cardinale Jorge Urosa Savino, incaricato di officiare la messa in onore di questo illustre e devoto cittadino di San Francesco d'Assisi che ha dedicato la sua vita al Venezuela, raccontano i cronisti di "El Universal". 

Tra applausi, canti religiosi e lacrime, i leader politici, le famiglie, gli avvocati e la gente comune che lo ha accompagnato nella sua carriera di consigliere hanno partecipato ai funerali di un uomo profondamente stimato non solo nel Parlamento. Monsignor Urosa Savino ha chiesto pace per il Venezuela, la consolazione dei parenti di Albán e l'unione di tutti i venezuelani. "È importante che con la morte di Fernando Albán ci sentiamo più impegnati a lottare in difesa dei diritti umani di tutti i venezuelani - ha esortato il cardinale - uniamoci e impegnamoci a lavorare per un Venezuela migliore".

Fernando Alberto Albán, morto sotto la custodia della polizia politica dello Stato, era stato arrestato lo scorso 5 ottobre all'aeroporto internazionale Maiquetía mentre tornava in Venezuela dagli Stati Uniti. Le autorità lo accusano di essere presumibilmente implicato nell’attentato al presidente Maduro. Tre giorni dopo il suo arresto, il Procuratore Costituente, Tarek William Saab, ha annunciato che il consigliere si è suicidato lanciandosi dal decimo piano del Sebin. Poi il ministro Nestor Reverol, definito il “cane da guardia” di Maduro, ha raccontato un’altra storia, il “lancio” non sarebbe avvenuto dalla finestra del bagno ma da una sala d’attesa. Durante l'omelia, monsignor Urosa Savino ha ribadito la richiesta della Chiesa cattolica e di tutto il Paese: "Un'indagine imparziale e approfondita sulle cause della morte di Fernando Albán, affinché in caso di violenza ingiusta e criminale punisca i responsabili". Gli attivisti di Primero Justicia scandivano slogan, mentre qualcuno confiadava "Sono certo che il consigliere è stato 'assassinato', mentre si trovava nelle mani del regime di Nicolás Maduro”. Un lungo applauso, dopo che Urosa Savino, conclusa l’omelia, si è avvicinato alla bara per rivolgere la sua ultima preghiera. 

La bara con i resti mortali di Fernando Albán ha lasciato la cappella dell'Università Centrale del Venezuela (UCV) per un corteo nelle strade di Caracas, accompagnato dal popolo, dai sostenitori di PJ, dai deputati, dai leader politici di tutti i partiti e dalle loro famiglie. La bandiera venezuelana sorretta dai deputati, "alla cui fedeltà Fernando Albán ha dedicato la sua carriera politica, nelle fila di Primero Justicia”, scrive El Universal, e ora ha donato anche la sua vita. Il carro funebre, seguito dal corteo ha raggiunto il Cimitero dell'Est, dove il consigliere è stato sepolto.

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