Bolsonaro promette di armare il Brasile

| Nell’ultimo tweet prima dell’insediamento, il nuovo presidente brasiliano assicura che tutti i cittadini senza precedenti potranno possedere un’arma. Dalla cerimonia, chiare le prime indicazioni di politica internazionale

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L’ultimo tweet prima di assumere la presidenza del Brasile è la garanzia che le promesse saranno mantenute: “Il diritto di possedere un’arma a tutti i brasiliani senza precedenti penali. I buoni cittadini hanno il diritto di essere armati per garantire la propria difesa”. Fra le imponenti misure di sicurezza previste a Brasilia per la cerimonia di insediamento, comprese batterie antiaeree per eliminare eventuali droni, Jair Bolsonaro sta iniziando a pennellare un Brasile a sua immagine e somiglianza: il tweet, che in realtà è stato uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale, promette di modificare la legge che in questo momento per possedere un’arma impone un’età di almeno 25 anni e una fedina penale immacolata. 

Un tweet che ha immediatamente diviso il paese fra chi approva, ma anche aspre critiche da parte dell’opposizione. Gleisi Hoffmann, presidente del partito dei lavoratori, ha tuonato: “Bolsonaro vuole portare il far-west in Brasile, trasformando il Paese in uno stato di polizia”.



Qualche giorno fa, un altro tweet aveva scatenato la stessa indignazione promettendo una rivoluzione radicale nella scuola e nelle modalità di insegnamento “spazzando via la spazzatura marxista che si è insinuata nelle istituzioni scolastiche”.

Poco prima di assumere l’incarico, Bolsonaro ha ricevuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, prima visita ufficiale, in vista della già dichiarata decisione di portare l’ambasciata brasiliana a Gerusalemme. Altri invitati alla cerimonia di insediamento sono Sebastián Piñerae Viktor Orbán, rispettivamente il presidente cileno e il premier ungherese, profeta del nuovo sovranismo mondiale. Fra le assenze, che la dicono lunga sulla politica estera che ha in mente Bolsonaro, spiccano quelle del presidente venezuelano Nicolás Maduro, del cubano Miguel Díaz-Canel e il nicaraguense Daniel Ortega.

Ventidue i ministri designati a formare il suo governo, fra cui cinque militari come il generale Fernando Azevedo e Silvia, destinato alla difesa, mentre il generale Heleno Ribeiro si occuperà di sicurezza istituzionale attraverso l’introduzione di un progetto di ordine pubblico che prevede anche la presenza di cecchini nelle favelas. Un altro generale, Carlos Alberto dos Santos Cruz è il nuovo segretario di governo, mentre il tenente colonnello Marcos Pontes, il primo astronauta latino-americano, è stato assegnato al ministero per la scienza e la tecnologia, e l’ammiraglio Bento Costa Lima a miniere ed energia. Nella lista dei ministri, il nome più forte è quello di Sérgio Moro, giudice soprannominato il “Di Pietro brasiliano” al dicastero della Giustizia e la Sicurezza Pubblica.

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