La campionessa e il rapinatore

| Un balordo di Rio de Janeiro ha scelto la vittima sbagliata: una campionessa di arti marziali miste che lo ha strapazzato per bene

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Quando Max Badelha Barbosa ha adocchiato una ragazza minuta tutta sola nella zona di Pechincha, a Jacarepaguá, a ovest di Rio de Janeiro, ha pensato che quello per lui dovesse essere un giorno fortunato. Non era per niente così, e l’avrebbe scoperto qualche minuto dopo: la giornata storta ha fatto sì che il balordo, già segnalato in zona per diverse rapine e appena uscito di galera dopo aver scontato tre anni, abbia incrociato sulla sua strada Polyama Viana, campionessa di MMA (mixed martial arts), le arti marziali miste, e membro della UFC, (Ultimate Fighting Championship), la più importante organizzazione mondiale di arti marziali.

Polyama aveva prenotato un taxi dal suo appartamento e invece di attendere in casa la chiamata che avvisa l’arrivo dell’auto, era scesa in strada per risparmiare tempo. Max Badelha Barbosa la vede, si siede accanto a lei e chiede l’ora. Lei risponde gentilmente, poi mette il cellulare in tasca: l’uomo le intima di consegnarglielo, dicendo di essere armato. “Ho intravisto qualcosa nella sua tasca, non so se fosse un’arma, ma non potevo lasciargli il tempo di tirarla fuori, qualsiasi cosa fosse: mi sono girata e gli ho tirato due pugni sul volto e un calcio nelle parti basse, poi l’ho bloccato con una mossa da strangolamento. La gente passava senza intervenire, e qualcuno credo abbia sospettato che l’aggressore fossi io”. Quando l’uomo chiede pietà, Polyana lo fa rialzare e gli ordina di sedersi, tramortito dai colpi: “Si è spaventato a morte, mi ha visto arrabbiata e l’ho avvisato di non muoversi perché tanto non lo avrei lasciato andar via. Mi ha risposto che non aveva intenzione di fare nulla e di chiamare la polizia, purché non lo picchiassi più”.

Polyama Viana, classe 1991, nata a Sao Geraldo do Araguaia, 1,70 cm di altezza per 60 kg, è una campionessa di arti marziali miste professionista, conosciuta con il soprannome “Dama de Ferro”. E Max Badelha Barbosa non la dimenticherà facilmente.

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