Oppositore di Maduro cade dalla finestra: morto

| Fernando Alberto Albān, incarcerato dalla polizia segreta per l'attentato del 4 agosto senza prove, si sarebbe lanciato nel vuoto dal 10 piano. Aperta un'inchiesta, dubbi sulla versione ufficiale. Morto dopo interrogatorio o ucciso?

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Il regime di Maduro fa un'altra vittima. Il Procuratore generale della Repubblica del Venezuela, Tarek William Saab, ha reso noto che "Fernando Alberto Albán, consigliere comunale di un municipio della capitale e dirigente del partito (oppositore) Primero Justicia (Pj), si è suicidato" mentre era detenuto nella sede dei servizi di intelligence venezuelani, la famigerata Sebin. Ma non tutti sono convinti che sia stato un "incidente". C'è il sospetto che sia morto durante le sessioni di tortura per convincerlo a confessare chissà cosa oppure sia stato semplicemente ucciso dai suoi aguzzini. In una intervista telefonica con la tv statale Vtv Saab ha aggiunto che "questo cittadino era indagato nella causa riguardante il tentativo di attentato di agosto ai danni del presidente, Nicolás Maduro". Il suo "arresto senza un mandato del magistrato" era stato stato denunciato in un comunicato due giorni fa dal Pj. Secondo informazioni preliminari ricevute dal Sebin, ha ancora detto, "Albán ha chiesto di andare al bagno e quando è stato all'interno ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto dal 10/o piano". Restano  nelle carceri speciali della Sebin anche altri esponenti dell'opposizione fermati la notte dopo l'attentato fallito. Il deputato 28enne Juan Resequens è stato tenuto in isolamento in condizioni di detenzione contrarie ai diritti umani e in aperta violazione della Costituzione venezuelana. Familiari e partiti d'opposizione hanno chiesto al governo chavista di liberarlo in attesa del processo, poichè tenuto illegalmente nelle segrete della Sebin.

Sudamerica
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