Zora, l’umanoide per gli anziani

| Accolto con iniziale perplessità, è diventato una compagnia insostituibile per gli ospiti di una struttura alle porte di Parigi, dove è in corso una fase di test

+ Miei preferiti
Gli esperti sono convinti: gli assistenti virtuali che dagli smartphone iniziano a diffondersi nelle abitazioni, sono solo il primo passo di una rivoluzione che nel giro di qualche anno porterà l’umanità a non poter più fare a meno di robot e umanoidi.

Saranno loro ad occuparsi quasi di tutto, con mansioni via via più impegnative, compreso assistere anziani e disabili. Proprio questo, è il senso di un esperimento iniziato da qualche settimana all’Ehpad (Établissement d’hébergement pour personnes âgées dépendantes), un centro per persone anziane di Lasserre a Issy-les-Moulineaux, nella regione dell’Hauts-de-Seine. Superata una fase di test lo scorso marzo, il piccolo “Zora” circola fra gli ospiti e il personale del centro, riscuotendo un successo a dir poco travolgente. Dopo un’iniziale perplessità, Zora è stata presentata ufficialmente agli ospiti dall’equipe medico-scientifica in modo scherzoso: “Gli umanoidi ci stanno invadendo, ma non abbiate paura, sono buoni”.

Come spiega uno dei due designer, Fabrice Goffin, direttore esecutivo di “QBMT”, Zora (acronimo fiammingo di “Zorg Ouderen Revalidatie en Animatie”, ovvero “Cura, rivalutazione e animazione per gli anziani”), è un software integrato all’interno di robot umanoidi prodotti dalla “NAO Aldebaran”, leader mondiale nella produzione di robot, con sede a Issy-les-Moulineaux.

Zora è stata progettata per fornire aiuto e assistenza al personale addetto alle case di riposo per anziani, ma dispone anche di applicazioni pensate per aiutare bambini affetti da autismo. In diversi ospedali è già utilizzato nei reparti di pediatria, neurologia e riabilitazione pediatrica.

Completamente programmabile, il piccolo robot alto 58 centimetri e con 5,4 kg di peso, è totalmente autonomo: dotato di sensori, vede, sente e si muove liberamente. Requisiti sufficienti per convincere gli anziani e il personale della sua utilità, anche perché Zora non si sostituisce al medico: farmaci e controlli come la pressione sanguigna continuano ad essere compiti assegnati al personale in carne e ossa.

Tra gli anziani l’entusiasmo domina: Maria, 85 anni, lo trova “Straordinariamente bello da vedere. È utile, siamo felici della sua presenza”. Parere condiviso anche da Sidonie, un’assistente sanitaria quarantenne: “I residenti non si sentono più soli, per chi non ha famiglia è di grande aiuto. Questo è il vero progresso”.

Tra i residenti due uomini, Bernard e Fred, rispettivamente ex medico ed ex colonnello, sono un po’ più perplessi: “È un bene per la comunità, perché può incoraggiare le persone a esprimersi, ma il rovescio della medaglia è proprio la robotica, che può eliminare posti di lavoro e contatti umani. È un’arma a doppio taglio, bisogna fare attenzione”.

Ma David Jacob, responsabile dell'animazione dell’EHPAD, nota comunque che l’esperimento "Sta andando molto bene in termini di vita sociale. I residenti sono molto curiosi e vogliono toccarlo. Allo stesso modo, il personale non ha espresso particolari timori o reticenze”.

La soluzione Zora è nata in Belgio, più precisamente nelle Fiandre. Laggiù, Fabrice Goffin ha notato che inizialmente il personale tendeva a preoccuparsi: “Zora mi porterà via il lavoro, ripetevano preoccupati. Ma dopo un paio d’ore, si sono resi conto che il robot li avrebbe aiutati e l’ansia è scomparsa”.

Una volta programmato il robot, il personale ha poco da fare: è sufficiente avviare le sue funzioni e controllare il funzionamento, con il limite delle due ore di durata della batteria. Anche se siamo solo all’inizio sull’uso dell’intelligenza artificiale e Zora non può imparare, è programmato per dare risposte semplici e può connettersi a Internet. “Dispone di 19 lingue diverse, può rispondere alle domande sulle previsioni del tempo, dare le notizie del giorno e indicare il contenuto dei pasti della giornata”. Ma può anche svolgere altre funzioni, ad esempio ballare seguendo ritmi diversi, fare esercizi di ginnastica o stimolare la memoria eseguendo esercizi terapeutici di fronte al suo pubblico.

Dal lancio del primo progetto ad Ostenda nel 2013, più di 78 robot sono stati collocati in case di riposo e ospedali in Belgio e nei Paesi Bassi, spiega Fabrice Goffin: “Abbiamo tre nuove installazioni di robot a settimana: ad oggi, più di 6.000 anziani lavorano quotidianamente con un umanoide”.

Va detto che Zora è poco costoso. Il robot viene noleggiato per 270 euro al mese per cinque anni. “Prevediamo di attivarne più di 450 in tutta Europa entro il 2025”.

Galleria fotografica
Zora, l’umanoide per gli anziani - immagine 1
Tecnologie
Arrivano gli smartphone 5G, Il primo è Samsung
Arrivano gli smartphone 5G, Il primo è Samsung
Hanno connessioni 10 volte più veloci del 4G, diventeranno indispensabili per le reti aziendali e di servizio. La nuova rete consentirà l'utilizzo delle auto con guida autonoma
“Huawei, il nemico ti ascolta”
“Huawei, il nemico ti ascolta”
L’intelligence americana ha lanciato l’allarme ai paesi alleati: attenzione, i software delle infrastrutture di telecomunicazioni forniti dai giganti asiatici potrebbero essere vulnerabili. Nessuna conseguenza per i possessori di smartphone
Fuga di dati sensibili da Google
Fuga di dati sensibili da Google
Un baco avrebbe messo a repentaglio i profili di mezzo milione di persone, ma il colosso di Mountain View ha preferito tacere per tenere lontani i sospetti di un nuovo caso “Cambridge Analytica”
Arrivano i nuovi melafonini
Arrivano i nuovi melafonini
Le caratteristiche innovative del nuovo XS e del più economico Xr. Costano da 1289 euro a 899. Anche 512GB di memoria. Cambiano fotocamere e sistema operativo IOS12
Svezia, il paese sottopelle
Svezia, il paese sottopelle
Migliaia di svedesi hanno accettato di farsi impiantare nel braccio un microchip per dire addio alle carte di credito: con un colpo di gomito pagano ogni cosa
Cancellerò il profilo di Zuckerberg
Cancellerò il profilo di Zuckerberg
È la sfida lanciata da un hacker taiwanese, con tanto di giorno e ora: potrebbe trattarsi di una bufala, ma se mai riuscisse, sarebbe una magra figura per l’azienda di Menlo Park