Oh che bel mestiere fare l’influencer

| Milioni di follower pronti a comprare qualsiasi prodotto pubblicizzino. Ma anche in una professione che sembrava non incontrare crisi, nuove tendenze di marketing e rinnovate esigenze di vendita potrebbero cambiare lo scenario

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di Marco Belletti

Selena Gomez è una giovane artista che il 22 luglio compirà 27 anni. È una cantante e attrice statunitense che ha recitato fin da bambina in varie serie televisive della Disney e nel 2008 ha firmato un contratto discografico - formando la band “Selena Gomez & the Scene” - con cui ha pubblicato alcuni album, tutti certificati dischi d’oro negli Stati Uniti. Nel 2008 lancia una sua casa di produzione per realizzare almeno due film con lei come attrice. Dall’anno successivo è ambasciatrice dell’UNICEF e nel 2013 la rivista “Maxim” l’ha classificata - appena ventunenne - seconda nella sua lista delle 100 donne più sexy al mondo. Tra le altre attività svolte nella sua ancora breve vita, Selena ha lanciato una linea d’abbigliamento, realizzato un profumo ed è testimonial “Adidas”, per un paio di scarpe che - sembra - ha contribuito a disegnare.

Naturalmente, oltre ad avere la capacità di trasformare in oro tutto quel che tocca, Selena Gomez svolge anche un impegnativo lavoro che fra tutti è probabilmente quello che le rende più denaro: l’influencer.

Come ormai tutti sanno, gli influencer sono persone con un seguito più o meno vasto di pubblico e hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori: per farlo, mettono in gioco il loro carisma e la loro autorevolezza in ambiti o aree di interesse in cui sono ovviamente riconosciuti come leader.

Ormai si tratta di un fenomeno mondiale e inarrestabile. Anche in Italia abbiamo i nostri bravi influencer. Il più famoso di tutti è sicuramente Chiara Ferragni, che soltanto su Instagram ha qualcosa come 16 milioni di follower. Cioè 16 milioni di persone che ogni giorno visitano sui loro smartphone o tablet le pagine social di Chiara, leggono quel che scrive, guardano le foto che posta, commentano con cuoricini, like o altri emoticon del genere.

Evidentemente tutte le grandi aziende che hanno bisogno di promuovere in modi sempre innovativi e diversi i propri prodotti tengono in forte considerazione un influencer come la Ferragni, forte di un seguito così vasto. Grazie alle sue foto, ai suoi post e ai suoi commenti si possono veicolare messaggi o immagini dei prodotti abbinandoli a una persona in grado di coinvolgere milioni di potenziali acquirenti. Sedici milioni sono davvero un bel bacino di possibili clienti, in effetti… anche se rispetto a Selena Gomez la nostrana Ferragni è poco più di una dilettante. Eh sì, perché l’attrice/cantante/imprenditrice/influencer statunitense di follower ne ha qualcuno di più: qualcosa come 150 milioni.

Eppure anche le favole più belle a un certo punto finiscono, e se fino a oggi gli influencer più richiesti (e più pagati) erano quelli con il maggior numero possibile di follower, la musica sta cambiando e gli influencer più appetibili dai vari marchi non sono più quelli con milioni di follower. Ora sui social i nuovi protagonisti sono i cosiddetti “microinfluencer”, persone che fino a ieri sarebbero state definite sfigate, con un numero di follower compreso tra i 10 e i 20 mila. Prima le aziende erano soddisfatte con un paio di influencer sopra il milione di follower, oggi invece pare che preferiscano 50 influencer da 20 mila follower ciascuno.

Sembra incredibile ma la nuova prospettiva social delle vendite in rete è proprio ricreare un contatto reale con il consumatore, cosa che un influencer con milioni di follower non è in grado di offrire.

Le aziende sono alla ricerca di una connessione più autentica e del contatto più personale: in ciò i microinflencer sono decisamente più adatti. Non c’è più bisogno di persone come Ferragni o Gomez - decisamente troppo lontane dall’essere considerate ragazze come tante altre - ma di vicini di casa con cui discorrere in modo autentico, valutati più credibili e con un pubblico più fedele. Questo significa un maggiore livello di “engagement”, come si dice nel gergo del marketing, cioè più possibilità di interagire.

Per cavalcare con successo questo nuovo trend, c’è qualcuno che sta pensando a nuovi modi per trovare i microinflencer. Per esempio, AJ-Com.Net - network specializzato in campagne di comunicazione e web marketing - ha appena specializzato la piattaforma “CharmingPeople.Net” in questo tipo di recruiting.

Se pensate di poter essere un buon microinfluencer non dovete fare altro che partecipare al casting di AJ-Com.Net compilando il form online che trovate all’indirizzo www.charmingpeople.net.

Dall’alto dei loro milioni di follower, Ferragni e Gomez hanno i minuti davvero contati, a meno che non decidano di dare una bella sforbiciata ai loro seguaci e riciclarsi a un livello più basso.

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