Il ritorno dell’IRA

| Secondo la polizia alcuni piccoli gruppi dissidenti si sarebbe uniti per organizzare una nuova stagione di lotta armata. Per molti c’è di mezzo la Brexit e la minaccia del ritorno di un confine fra le due Irlande

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Soltanto nel 2005, dopo decenni di sangue, l’I.R.A. (Irish Republican Army), proclama ufficialmente la fine di “The Troubles”, la lotta armata. Un sospiro di sollievo che molti analisti politici pensano si stia avviando alla fine: l’autobomba esplosa nel centro di Londonderry riaccende i riflettori su quella che gli inquirenti, ormai, tendono a definire la “nuova Ira”. Un gruppo per adesso considerato con pochi elementi e del tutto marginale, nato dall’unione di diverse falangi dissidenti.

Per Londonderry è stato un ritorno agli anni dell’incubo: un furgoncino per il traporto della pizza rubato due giorni prima, è stato fatto esplodere in Bishop Street, a poca distanza dall’ingresso del tribunale alle 20:15 ora locale. Poco prima una telefonata aveva avvertito dell’esplosione, quanto basta per evitare vittime. Secondo la polizia si tratta di una bomba “grezza” e rischiosa, realizzata in modo artigianale e senza troppa capacità, ma l’obiettivo era comunque quello di uccidere.

Difficile pensare che dietro la nuova impennata del terrorismo non ci sia anche la questione “Brexit”, che proprio con l’Irlanda gioca uno dei punti chiave di tutto l’accordo. Un sospetto che nasce anche dalle dichiarazioni di alcuni ex militanti dell’Ira, da sempre fermamente contrari al ritorno di un confine fra le due Irlande. Altamente simbolica anche la scelta del luogo: Londonderry, la città resa tristemente famosa dal “Bloody Sunday” del 30 gennaio 1972, il sabato di sangue in cui i militari inglesi aprirono il fuoco contro i manifestanti uccidendo 14 persone.

Due persone che si sospetta abbiano preso parte all’attentato sarebbero state arrestate nelle scorse ore dalla polizia, che in una nota ha parlato di “gruppo repubblicano dissidente”.

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