Guida al Carnevale "made in Italy"

| Piccola road map alla scoperta degli appuntamenti più celebri del nostro Paese, con una carrellata da nord a sud per scoprire date ed eventi: da Ivrea ad Acireale, da Venezia a Putignano, da Viareggio a Mamoiada. Ma non solo…

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Il Carnevale è famoso per la possibilità di mascherarsi in un personaggio della tradizione, della storia, della fantasia, tratto dalla letteratura, da un film o da un telefilm ma anche che rappresenti una parodia di ciò che accade nella vita quotidiana. Sappiamo che il Carnevale è una festa molto divertente soprattutto per i bambini, ma quando si tratta di tradizioni locali da onorare, anche gli adulti non si tirano in dietro e sono pronti a mascherarsi e a festeggiare. Ogni città ha le proprie tradizioni che possono riguardare l’organizzazione di sfilate, carri, feste in maschera, spettacoli musicali o di magia e non solo. Di seguito una breve carrellata delle kermesse più rinomate nel nostro Paese, con date e appunti relativi agli imminenti festeggiamenti (alcuni dei quali hanno già preso il via nella seconda metà di gennaio).

BASILICATA: TRICARICO ALL’INSEGNA DEL MONDO ANIMALE

Partiamo alla Basilicata, precisamente da Tricarico, dove il Carnevale si riconosce per la caratteristiche maschere di mucche e tori: maschere curate, con attaccati dei foulard colorati e portate esclusivamente da uomini che si trascinano per le strade muovendosi come animali. La mandria in transumanza attraversa il paese, si unisce al corteo i nobili, e tutto si conclude con la sfilata dei carri, in cui il fantoccio Carnevale viene bruciato e “Quaremma” (la Quaresima) ne piange la morte. Specialità gastronomica del Carnevale è la Rafanata. Quest’anno il prologo si è tenuto il 17 gennaio, ma come vuole la tradizione la sfilata verrà replicata l’11 febbraio, nella domenica che precede il martedì grasso. Secondo alcune fonti non confermate questo carnevale nasce dall’influenza della cultura greca sulla Basilicata. Secondo altri, invece, è come un’allegoria continuata da ricondurre alla tradizione locale di celebrare insieme ai propri animali il santo protettore, Antonio abate. Un consiglio: se scegliete di seguire da vicino questo Carnevale, è di prendere un paio di giorni per visitare meglio la zona. Tricarico vanta un centro storico medioevale di tutto rispetto, e in più non è  lontana da Matera: i Sassi di Matera sono patrimonio dell’Unesco dal 1993, e sarebbe un gran peccato perderli. Chi invece preferisce buttarla sul cinema, può organizzare proprio "Basilicata coast to coast”.  Info: www.prolocotricarico.it



EMILIA ROMAGNA: CENTO CI RIPORTA A RIO

Il Carnevale di Cento è gemellato dal 1990 con quello di Rio de Janeiro ed è caratterizzato da carri allegorici alti oltre 20 metri. Il gemellaggio ha fatto crescere la fama del primo, ma non è l’unica ragione dietro al successo. La presenza dell’evento in alcuni affreschi di Guercino è garanzia e dimostrazione della storia antichissima della tradizione di Cento, e conferisce anche maggior valore. Tutto il resto va visto di persona: una manifestazione grandissima, partecipata e sentita da locali e turisti, caratterizzata dal “gettito” che nulla ha a che vedere con quello fiscale, ma che consiste nel lancio, da parte dei figuranti che stanno sopra i carri in movimento, di oggetti come palloni, peluche e altri gadget. La tradizione vuole che Tasi, il personaggio carnevalesco del paese amante del buon vino, lasci i suoi averi alle persone più popolari del posto, e che in seguito la sua maschera venga bruciata in un rogo. Il tutto avviene in piazza Guercino, in centro, anche se questa ambientazione non è stata continuativa: dopo il terremoto del 2012, la messa in sicurezza delle costruzioni ha costretto l’evento a spostarsi, ma dal 2015 il carnevale è tornato nella sua storica location e questo lo ha reso ancora più allegro. Si comincia il 28 gennaio e si prosegue con domenica 4, 11, 18 e 28 febbraio, quando verrà premiato il carro vincitore e bruciata la maschera di Tasi. Specialità gastronomica del carnevale sono le sfrappole e le castagnole. Tra gli eventi principali la sfilata e il corteo dei carri con il “gettito”, il “Rogo di Tasi”, che dopo aver aperto le sfilate vestito in frac e accompagnato dalla volpe, viene bruciato l'ultimo giorno. Info: www.carnevalecento.com



LAZIO: LA CAVALCATA DEGLI USSARI A RONCIGLIONE

Un altro di quei carnevali d’Italia che si distinguono per originalità, con una tradizione equestre che si tramanda da secoli attraverso la caratteristica Cavalcata degli Ussari è quello di Ronciglione, comune della Tuscia. Si tratta di un appuntamento ricco di storia, di cui l’esistenza è documentata dal 1870 e che ancora oggi ripropone ogni anno maschere tradizionali e ricche di significato, pronte a sfilare sui carri allegorici. Tra i vari festeggiamenti, spicca la “Pilatata dei Nasi Rossi”. I Nasi Rossi sono maschere che rappresentano i devoti a Bacco, dio del vino, figure dissacranti che, nella Pilatata, inneggiano canti a favore del vino, della tavola e della vita dissennata. E per coinvolgere il pubblico, offrono maccheroni fumanti dentro un vaso da notte. Ma la parte di questo carnevale che coinvolge maggiormente arriva alla fine, nell’ultima giornata, quando dopo aver cacciato il “Re Carnevale” simbolicamente mandato via su una mongolfiera, la città si concede l’ultima festa con tanta musica e altrettanto vino nella serata soprannominata “Il Veglionissimo”. Lo stile popolare di questa festa è inconfondibile. Oltre ai Nasi Rossi, maschere ufficiali sono anche gli Ussari, mentre la specialità gastronomica è la castagnola con la crema pasticcera. Date: dal 19 al 28 febbraio. Info: www.carnevaledironciglione.org



LOMBARDIA: SI POSTICIPA NEL SEGNO DI SANT’AMBROGIO

Torna anche quest’anno il Carnevale Ambrosiano, il cui rito si discosta da quello osservato nel resto d'Italia. I festeggiamenti, come vuole la tradizione, vengono posticipati di quattro giorni: dal martedì grasso, celebrato dalla tradizione romana, al sabato grasso. L'origine di questa usanza viene fatta risalire a una richiesta di Sant'Ambrogio, che avrebbe pregato i milanesi di attendere il suo ritorno da un pellegrinaggio prima di dare inizio alle celebrazioni della Quaresima. Anche quest'anno per il sabato grasso, fissato al 17 febbraio, gli oratori dell'Arcidiocesi di Milano e delle diocesi attigue torneranno a sfilare per le vie della città. Per l'edizione 2018 del Carnevale Ambrosiano il soggetto di travestimenti e costumi saranno gli insetti. "Coleotteri, stupidotteri, bamboloni. Ci metteremo alla scoperta di milioni di piccolissimi come dei nuovi entomologhi e sapremo scovare nella natura incredibili nuovi insetti, dalle forme più bizzarre", scrivono gli organizzatori della Pastorale Giovanile FOM. In programma per la giornata di festa anche animazione, coreografie e canti. La realizzazione di allestimenti e costumi in vista del Carnevale Ambrosiano vedrà coinvolti direttamente i ragazzi degli oratori, che per le creazioni utilizzeranno materiali di recupero.



MARCHE: A FANO VINCE LA MUSICA

Quello di Fano è il Carnevale più antico d’Italia dopo quello di Venezia e pertanto la meta alternativa per eccellenza per chi ha già assistito alla manifestazione lagunare. I primi documenti dell’evento carnascialesco delle Marche risalgono addirittura al 1347. Oggi la manifestazione offre molti spunti, tutti a suon di musica, con una banda battezzata “Musica Arabita”, alquanto atipica e che al posto dei tradizionali strumenti utilizza oggetti di qualsiasi tipo (barattoli di latta, brocche, caffettiere) per creare ritmo e allegria. Eventi principali sono sicuramente il concerto offerto al pubblico, nonché la sfilata dei Grandi Corsi Mascherati, con carri allegorici, gruppi folcloristici e il coinvolgimento della gente che assiste. Tra l’altro, mentre al Carnevale di Ivrea vengono gettate arance, a Fano, durante il secondo giro dei carri allegorici, è tradizione il lancio verso la folla di quintali di dolciumi di ogni tipologia. Ogni carro ha, infatti, una scorta di circa dieci quintali di leccornie. Le date di quest’anno sono le domeniche di 28 gennaio e 4, 11 febbraio, anche con tanti eventi infrasettimanali. Come vuole la tradizione le specialità gastronomiche, tutte da assaggiare, saranno le bombe di Carnevale ripiene e i ravioli di castagne. Dal 1951 la maschera tipica del Carnevale di Fano, detta comunemente “El Pup”, è “El Vulon”. In quell’anno fu ideata dal pittore e dirigente della Società Carnevalesca Rino Fucci che si ispirò ad un personaggio già creato probabilmente dalla fantasia popolare. A differenza degli altri anni, quest'anno l'ingresso al perimetro dell'area delimitata per il carnevale sarà a pagamento (10 euro il biglietto intero, la metà il ridotto). Info: www.carnevaledifano.com



PIEMONTE: GUERRA A SUON DI ARANCE DI IVREA

Situata lungo la Serra Morenica, che con i suoi 25 km è la collina più lunga, massiccia e dritta d’Europa, sorge Ivrea, con il suo Carnevale tradizionale che risale al 1808. La particolarità storica di questa manifestazione  è una tradizione ininterrotta, un legame diretto dal 1808 ad oggi grazie ai festeggiamenti annuali autentici e puntuali mai saltatii. Durante la kermesse s’impone a tutti i partecipanti un indumento: un berretto rosso. Un gran classico imperdibile della festa è la battaglia delle arance, una guerra in cui le armi sono per l’appunto le arance e alcune squadre di aranceri sfilano su carri lungo le principali vie e piazze delle città. La battaglia si svolge tra gli aranceri sui carri, e quelli che invece sfilano a piedi, e chi si chiede il perché del berretto rosso obbligatorio, ecco svelato il mistero: serve per contraddistinguersi dagli aranceri e non essere bersagliati durante la battaglia. La marcia di apertura dell’edizione 2018 è andata in scena il giorno dell’Epifania e prosegue con eventi e incontri domenica 28, domenica 4 febbraio, giovedì 8 e ininterrottamente da sabato 10 a mercoledì 14. Sarà proprio in queste ultime giornate che si concentreranno gli eventi più importanti, compresa la Battaglia delle arance nelle vie del centro cittadino che vedrà i "lanciatori a piedi", che rappresentano il popolo, scacciare quelli su carri trainati da cavalli che invece simboleggiano il tiranno, che nel Medioevo rivendicava lo “jus prime noctis” sulla figlia di un mugnaio, che nel ribellarsi aveva acceso la rivolta. Da assaggiare i tradizionali "friciò", mentre tra gli eventi da non perdere, oltre alla sfida a suon di arance, l'Abbruciamento dello Scarlo, un falò durante il quale, nella piazza, viene dato alle fiamme un grosso palo ricoperto di erica secca: simboleggia la scacciata della negatività e la rigenerazione della terra in vista di buoni raccolti. Info: www.storicocarnevaleivrea.it

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PUGLIA. SEICENTO ANNI DI STORIA A PUTIGNANO

Il carnevale di Putignano festeggia quest’anno la sua edizione numero 624: un appuntamento secolare, ricchissimo di storia. La data di apertura delle sfilate è fissata per domenica 28 gennaio, proseguendo con domenica 4 e 11, mentre quella di chiusura sarà nel tardo pomeriggio di martedì 13 febbraio. La kermesse pugliese sa certamente mescolare la tradizione plurisecolare con le creazioni innovative degli ultimi anni, quindi dai carri ci si può aspettare di tutto: è difficile prevedere i risultati della creatività e del miscuglio di tradizione e novità. Chi ha tempo non si limiti ad una toccata e fuga: a soli 15 km si trovano i trulli di Alberobello, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Per quanto riguarda il programma, gli eventi principali saranno come sempre i Giovedì del Carnevale e la Campana dei Maccheroni. Il rito prevede che, in piazza Plebiscito, da una grossa campana di cartapesta vengano fatti risuonare (attraverso sistema di amplificazione) 365 rintocchi, a simboleggiare il termine dei festeggiamenti e l'inizio della penitenza. Nell'ora che precede la mezzanotte, si mangiano maccheroni al pomodoro e salsiccia e si balla. A Putignano si lavora nella "Fabbrica dei Giganti di Carta", con i mastri cartapesta che si danno battaglia per affermare la scuola di Putignano, nota in tutto il mondo. Secondo la tradizione, i festeggiamenti sono iniziati il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio Abate e proseguiranno per un mese esatto. L’avvicendarsi delle settimane in questo mese di festa è scandito dalla centralità dei giovedì: se in passato il giovedì era sinonimo di banchetti e balli in maschera nei sottani del centro storico, oggi è sinonimo di dissacrante satira. Ogni giovedì mira a portare sul palco una storia e un gruppo sociale ben preciso: in un ordine assolutamente immutabile si parte con la rappresentazione dei Monsignori, per poi continuare con i Preti, le Monache, i Vedovi, i Pazzi (ovvero, i giovani non ancora sposati), le Donne sposate e dulcis in fundo i Cornuti (gli Uomini sposati).

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SARDEGNA: A MAMOIADA VINCE L’ORIGINALITÀ

Il Carnevale di Mamoiada, in Sardegna, si distingue per originalità. I veri protagonisti vanno controcorrente e si vestono di nero, sfoggiano volti tristi, indossano pellicce di pecora nera e maschere ancora più nere. Si chiamano Mamuthones e la loro storia non è chiarissima: pare che la sfilata sia nata come rito nel XIX secolo per venerare gli animali e propiziare il raccolto. Portano sulle spalle delle campane che scuotono lentamente. Accanto a loro sfilano gli Isshoadores, che si muovono con passi più agili e all'improvviso lanciano la loro fune per catturare qualcuno degli astanti: i prigionieri per liberarsi dovranno offrire loro da bere. A precedere la sfilata è la vestizione dei Mamuthones. Le maschere fanno la loro apparizione in occasione della festa di Sant'Antonio tra il 16 e il 17 gennaio poi la domenica di carnevale e il martedì grasso. Durante l'ultimo giorno, il martedì grasso, si può assistere alla processione della maschera di Juvanne Martis Sero trasportata su un carretto da uomini vestiti da "zios" e "zias" che ne piangono la morte cantando sconsolatamente. Insomma, un carnevale decisamente alternativo ma spettacolare, per riscoprire la tradizione senza essere banali. Specialità gastronomica sono i culingionis de mendula. Info: www.sardegnacultura.it

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SICILIA: UN FASCINO ANTICO AD ACIREALE A SCIACCA

Anche in Sicilia il Carnevale è ricco di fascino. Sono due le città che organizzano eventi ricchi di fascino e tradizione; Acireale e Sciacca. Gli abitanti di Acireale sono fieri della loro rappresentazione, una vera e propria apoteosi di colori e musiche, che  ritengono tra le migliori in Italia fin dalle sue origini, che risalgono al XVI secolo. Acireale è una piccola località ma di grandissimo fascino, ricca di perle storiche, artistiche e culturali. Ed è soprattutto famosa per il suo tradizionale Carnevale, in cui si esibiscono fin dalla fine del Seicento carri allegorico-grotteschi, infiorati e gruppi mascherati. La storia del paese si intreccia alla leggenda: il nome stesso della città pare sia dovuto al mito di Aci e Galatea, una storia narrata da filosofi e scrittori illustri come Ovidio e Virgilio.
Inizialmente era tradizione ritrovarsi in strada e sfidarsi a colpi di limoni e arance; poi questa lotta a base di agrumi subì un divieto, e oggi si tratta semplicemente di una splendida festa per le strade del centro della città dove sfilano carri e maschere di cartapesta. Un'esibizione di maschere, fiori, colori, musica, luci, coriandoli e fantasia. Come a Viareggio, non mancano nemmeno qui le grandi caricature dei personaggi più famosi. Il punto forte sta tuttavia nella dimensione “mastodontica” dei carri che sfilano per le strade e spesso richiedono mesi e mesi di progettazione. Esistono tre tipi di carri diversi che sfilano partendo da piazza Duomo: quelli allegorico-grotteschi (in cartapesta), i carri infiorati e quelli in miniatura. Il più fantasioso di tutti sarà proclamato vincitore durante la giornata di chiusura prevista per martedì 13 febbraio. Quest’anno i festeggiamenti carnascialeschi avranno inizio sabato 3 febbraio con l’inaugurazione delle mostre e domenica 4, per poi riprendere da giovedì 8 fino alla serata conclusiva di martedì 13. Info: www.fondazionecarnevaleacireale.it

Anche il Carnevale di Sciacca è tra i più antichi dell’isola e si contraddistingue per una produzione di carri allegorici sorprendente per numero, manifattura e dimensioni. Dalle inziali sfilate dei carri con il bestiame, si è passato negli anni ad una satira politica pungente. Tra festeggiamenti e sfilate di carri, da sabato a martedì, si inizia il giovedì precedente con la consegna delle chiavi al Re Carnevale, qui rappresentato dalla maschera Peppe Nappa. Nel giorno che chiude il carnevale, la maschera, che sfila per la città distribuendo salsiccia e vino, viene bruciata in piazza. Un altro evento di spicco della rappresentazione è il grande Concerto di Carnevale. Info: www.sciaccarnevale.it

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TOSCANA: VIAREGGIO NON SI DISCUTE!

A due passi dal mare, sulla splendida costa della Versilia toscana, va in scena il celebre carnevale di Viareggio, uno degli eventi più famosi di tutta la penisola, forte di 145 anni di storia. Si dice, infatti, che la kermesse sia nata nel 1873 da alcuni giovani che frequentavano il Caffè del Casinò, i quali ne organizzarono la prima versione, forse in segno di protesta. I veri protagonisti sono da sempre i carri. Il carattere polemico tipico del Carnevale prende forma in queste opere gigantesche raffiguranti personaggi politici, dello sport e dello spettacolo. Ogni anno personaggi illustri vengono a Viareggio ad ammirare la propria caricatura sui carri. Nel 1925 venne inventata una tecnica per rendere i carri più leggeri e duttili: quella della carta a calco, conosciuta come cartapesta. Grazie a questo nuovo materiale si riuscì a realizzare strutture colossali ma allo stesso tempo leggere e maschere in grado di sfidare la gravità. Da quel momento tutte le notizie del mondo finirono a Viareggio, perché servivano tonnellate di giornali impastati con colla per realizzare questi giganti. A realizzare questi capolavori sono i "Maghi della Cartapesta", maestri costruttori viareggini che operano quotidianamente nelle ditte artigianali della città, artisti che si tramandano di generazione in generazione i segreti del mestiere. Il 2001 è stata una data storica per il Carnevale di Viareggio poiché è stata inaugurata la Cittadella del Carnevale, una immensa struttura polifunzionale che ospita laboratori, una scuola della cartapesta e un museo, per valorizzare e promuovere la memoria storica e culturale di questa festa. Quest’anno si comincerà il 27 gennaio e la kermesse tornerà a colorare le strade domenica 4 e 11 febbraio, martedì 13 e in ultimo sabato 17 febbraio con il Corso mascherato di chiusura, che inizierà alle ore 17 e terminerà con la proclamazione del vincitore e uno straordinario spettacolo pirotecnico. Info: viareggio.ilcarnevale.com

Sempre restando in Toscana, un altro evento importante è il Carnevale di Foiano della Chiana (Arezzo), considerato il più antico d’Italia, con notizie risalenti al 1539, e che anche quest’anno vedrà la storica competizione dei quattro grandi carri allegorici appartenenti ai cantieri di Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici, in cui il borgo di Foiano è suddiviso.

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TRENTINO: KERMESSE ASBURGICA A MADONNA DI CAMPIGLIO

Sono i fasti della corte dell'imperatore Franz Josef e della principessa Sissi che animeranno anche quest’anno il Carnevale di Madonna di Campiglio. L’imperatore d’Austria e la sua consorte furono ospiti del centro turistico del Trentino per due volte: nel 1889 e nel 1894. Qui trascorsero lunghe giornate passeggiando per i boschi, raggiungendo i laghetti attorno a Campiglio e dedicando spensierate serate ai walzer e a ristretti incontri con il loro entourage. Principessa e imperatore lasciarono a Campiglio e nella valle ricordi vivi e profondi in occasione dei loro soggiorni, dove alternavano le passeggiate ai sontuosi ricevimenti nei saloni dello “Stabilimento Alpino Des Alpes”.
E' partendo da questi regali precedenti che Madonna di Campiglio propone oramai da più di 20 edizioni un originale momento di “revival“ di quelle particolari atmosfere, tra la rievocazione storica e allegra spensieratezza, in occasione del “Carnevale Asburgico di Madonna di Campiglio”. Per tutta la durata è normale incontrare nelle piazze e lungo le passeggiate di Campiglio la corte asburgica al completo, assistere al passaggio degli Ussari a cavallo, dare strada a una scampanellante trojka con a bordo dame in costume, incrociare lungo le piste sciatori in costumi d’epoca, ma anche assaggiare le prelibatezze della pasticceria viennese, partecipare ad un ballo in costume nel prestigioso Salone Hofer, tra l’incedere di dame e cavalieri nei loro sontuosi vestiti da sera. Quest’anno si inizia il 12 febbraio e si prosegue per cinque giorni, sino al 16. Info: www.campigliadolomiti.it

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VENETO: UN FASCINO MILLENARIO IN LAGUNA

Un carnevale quasi millenario, il più famoso carnevale d’Italia e uno dei più affascinanti del mondo. Attira ogni anno migliaia di turisti provenienti da ogni dove, europei e non. Dal 27 gennaio al 13 febbraio la città sarà invasa da carri e, elemento distintivo di questo carnevale, maschere di ogni genere, comprese quelle veneziane, diventate nel corso degli ultimi decenni dei preziosi souvenir da portare a casa. D’altro canto, la maschera è l’elemento essenziale di questa manifestazione, indipendentemente dai colori, dalla forma, dalla grandezza. Non mancheranno i cortei in barca (27 gennaio) tra i romantici canali, maschere ad animare piazza San Marco, musica e concerti in ogni angolo di città, in ogni vicolo, in ogni cuore che popola in quei giorni una Venezia che, vista dall’alto, sembrerà un sacchetto di coriandoli. Da dentro, invece, un palco di arti e tradizioni. Serve una bona dose di pazienza per le code e la folla, ma vale sicuramente la pena per scoprire la città nel pieno della sua tradizione. Tra gli eventi principali e da non perdere la tradizionale Festa delle Marie, un corteo che rievoca la tradizione secondo cui il Doge della Serenissima era solito omaggiare dodici umili e bellissime fanciulle di Venezia; e poi il Volo dell'Angelo dal Campanile di San Marco e il Volo dell'Asino dalla Torre di Mestre. E, ancora lo Svolo del Leon (13 febbraio), che conclude le festività del martedì grasso, con il tributo al Leone Alato di San Marco, il simbolo di Venezia. Info: www.carnevale.venezia.it

Piero Abrate

 

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