Che vino vuole? "Un calice di blu"

| Il primo della storia a snobbare bianco e rosso arriva da una start up spagnola: dopo aver vinto la battaglia con le normative europee, è ormai pronto per conquistare i mercati

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L'immagine, girala come ti pare ma sempre lì finisci: è quella che stabilisce cosa funziona e cosa no. Parlando di vino, ad esempio, le tinte sono ferme da millenni: bianco, rosso o rosè, al massimo della fantasia. Un trittico valido fino a qualche giorno fa, segnato sul calendario per l'arrivo di "Gik", il primo vino blu nella storia dell'enologia. Un'idea nata come start up di un gruppo di giovani spagnoli, che qualche anno fa, partendo dalle tradizionali uve bianche e rosse di Francia e Spagna, ha immaginato un colore diverso, ottenuto aggiungendo due semplici pigmenti organici naturali ottenuti dalla lavorazione delle bucce. Ma Gik non ha avuto vita facile: al momento del debutto, è iniziata una lunga battaglia legale con l'Europa, che non sapeva a che voce registrare un vino dal colore anomalo, a cui si sono aggiunti rigorosi controlli di qualità. Sbloccato l'intoppo burocratico e superati gli esami di laboratorio, Gik - 11,5 di gradazione - ha iniziato a solcare i continenti, venduto per adesso soltanto online, trasformandosi in un piccolo successo in crescita vertiginosa.
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