ALPINISMO ESTREMO
Gli accertamenti nell'ospedale di Skardu, Pakistan, esclusione lesioni gravi. Il suo salvataggio dimostra che lo spirito della montagna ancora vive nella comunità degli alpinisti. Un grazie ai piloti pakistani e alle nostre istituzioni
Di Alberto C.Ferro | 22 luglio 2019
MONDO
Registra le molestie sessuali del capo, condannata per la privacy
Cronaca - Accade in Indonesia, la donna, molestata per anni, ora deve pagare una sanzione di 35 mila dollari. Lo stalker è stato promosso, nessuna conseguenza per lui
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Revenge Porn, arriva la galera
Cronaca - Rischia grosso chi posta o diffonde video o immagini di contenuto sessuale esplicito senza il consenso. E intanto il Senato vara "Codice Rosso", più tutela per le donne
CRONACA
Colpo di scena al processo Macchi
Oltre la notizia - L’avvocato di parte civile chiede la ricusazione del collegio giudicante per “manifesta anticipazione del giudizio”
Muore campionessa di immersione giapponese
Sport - Sayuri Kinoshita, record woman di immersione in apnea senza pinne è stata ritrovata nel parecchio dello stabile in cui viveva. Ancora da chiarire le cause del gesto
Stefano è stato ucciso, caccia al killer
Cronaca - Svolta nelle indagini sulla morte di Stefano Marinoni, 22 anni, di Baranzate, trovato morto sotto a un traliccio il 4 luglio. Mistero sul movente. Era andato a un appuntamento senza soldi e documenti. Temeva un'estorsione?
LA FOTO DEL GIORNO

Alle 15:25 del 22 luglio 2011, una bomba esplode di fronte al Regjeringskvartalet, la sede del governo, nel centro di Oslo: a terra restano 8 morti e oltre 200 feriti. Ma è solo la prima avvisaglia di un giorno da incubo, destinato a segnare per sempre con il sangue la storia della Norvegia. Poche ore dopo, l’autore dell’attentato, Anders Breivik, sbarca sull’isola di Utøya vestito da agente di polizia: 69 giovani fra i 10 e i 20 anni finiscono sotto il fuoco delle sue armi, a cui si aggiungono 110 feriti, alcuni gravissimi. Consegnatosi alla polizia senza opporre resistenza, Breivik si definirà un anti-multiculturalista, anti-marxista e anti-islamico, vicino alle ideologie di estrema destra. È stato condannato a soli 21 anni di carcere, la massima pena prevista dal sistema giudiziario norvegese.

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Coppola Pierluigi, classe 1972, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Università Roma Tor Vergata, nonché docente al prestigioso “MIT” di Boston. È uno dei 6 autori della famigerata analisi “costi benefici” sulla Tav pubblicata il 12 febbraio scorso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: o meglio, doveva essere uno dei sei, ma è rimasto l’unico ad essersi rifiutato di mettere la propria firma sul frontespizio della relazione. Chissà perché. Una manchevolezza su cui, a cinque mesi di distanza, è arrivata la vendetta, sotto forma di lettera di licenziamento, con tanto di email Pec firmata – questa volta è certo – da Danilo Toninelli, l’allampanato ministro dei trasporti. A Coppola rimproverano di aver “violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate e soprattutto resta un’ombra su di lui, in merito al falso contro-dossier con numeri sballati sull’analisi costi-benefici Tav che gli è stato attribuito”. Sarà questo il motivo, ma è certo che il rifiuto di mettere la propria firma su un dossier decisamente di parte, realizzato con “una metodologia non condivisibile”, non è andato giù ai Pentastellati, e ancor di più per la magra figura che porta in dote, visto che l’intera commissione era stata da loro creata su misura per dare risposte da poter vantare, affermando ancora una volta che l’Alta Velocità era la summa dello spreco. E allora, com’è ormai tradizione nell’allegro circo grillino, meglio privarsi del tutto di chi non è d’accordo con la linea del movimento. Dove stia la democrazia in tutto questo non è ben chiaro, ma non è neanche il caso di chiederselo, perché semplicemente non c’è.