Ernesto Picchioni, il mostro della Salaria

| Seminava chiodi nel tratto di strada davanti alla sua fatiscente abitazione e uccideva gli sventurati che foravano le gomme delle biciclette, solo per rubare loro il denaro. Quattro i corpi ritrovati, per i quali scontò l’ergastolo

+ Miei preferiti
di Marco Belletti

Ernesto Picchioni nacque nel 1900 ad Ascrea, in provincia di Rieti, e a un primo superficiale sguardo chiunque lo considerava nulla più che un semplice contadino. Insieme con la moglie Filomena Lucarelli, alla madre Clorinda Patrizi e ai quattro figli (Angelo, Carolina, Valeria e Gabriella) abitava in una cascina fatiscente al chilometro 47 della via Salaria, a Nerola (nell’allora provincia di Roma) riuscendo a vivere, a suo dire, grazie alla vendita di lumache. Per lungo tempo nessuno seppe che i terreni intorno alla sua abitazione nascondevano i resti dell’attività da serial killer di Picchioni.

Il caso del “mostro della Salaria” - come fu definito dall’opinione pubblica - ebbe una vasta eco nazionale, tanto che Picchioni fu perfino citato nel film “Totò contro i quattro” del 1963 dallo stesso Totò, che parlando al partner Fabrizi della persona che tirava il collo alle galline, la definì il mostro della Salaria.

Picchioni era un omicida seriale stanziale che commetteva i delitti nelle vicinanze della cascina: le sue vittime preferite erano i viaggiatori in bicicletta. L’unico motivo per cui uccideva era depredare le vittime, non era guidato da turbe psichiche o ossessioni, semplicemente voleva rubare i soldi necessari per qualche scommessa, una bevuta o una partita a carte in osteria.

Iniziò probabilmente a uccidere durante la guerra, quasi sicuramente una delle prime vittime fu il vero proprietario della cascina, che Picchioni occupava abusivamente, scomparso nel nulla.

La tecnica con cui agiva era semplicissima: gettava alcuni chiodi sulla strada nei pressi di casa sua, dietro un cespuglio aspettava che uno sfortunato ciclista forasse, quindi saltava fuori dal nascondiglio e con una grossa chiave inglese o un colpo di fucile uccideva lo sventurato. Quindi, intascati i soldi, smontava le bici, occultava i cadaveri e puliva accuratamente la scena del crimine.

La lunga serie di omicidi - quattro le vittime accertate ma forse furono molte di più, almeno sedici nell’arco di tre anni, tra il 1944 e il 1947 - fu interrotta grazie all’intervento della moglie, che lo sorprese in flagranza: all’inizio non disse nulla per paura di una reazione violenta da parte del consorte, ma si decise a denunciare Picchioni e guidò gli inquirenti nel luogo dove erano sepolte le vittime.

Uno dei corpi ritrovato era dell’avvocato Pietro Monni, il quale probabilmente si stava recando da qualche cliente e si trovò a passare al chilometro 47 della Salaria e, guarda caso, bucò una gomma della sua bici. Probabilmente gli sembrò una fortuna che il contadino di quella casa fosse così gentile da ospitarlo anche per la notte dopo averlo aiutato a riparare la foratura. Ma durante la notte il contadino imbracciò la doppietta e uccise l’avvocato senza problemi, facendosi poi aiutare dal figlio a seppellirne il corpo nell’orto. Dopo l’arresto, Picchioni cercò di giustificare il suo atto accusando Monni di averlo provocato durante una discussione in cui l’avvocato avrebbe parlato molto male dei comunisti…

Alessandro Daddi era un impiegato del Ministero della Difesa che una domenica del maggio 1947 a bordo del suo “Cucciolo” - un piccolo ciclomotore a quattro tempi, vera novità per l’epoca - decise di andare a trovare la madre che viveva a Contigliano, paese in provincia di Rieti.

Forse anche lui, come Monni, si ritenne fortunato di aver forato nei pressi di una casa e di aver trovato un simpatico brav’uomo che gli aveva offerto un po’ di mastice per riparare il danno.

Mentre Daddi era chinato in avanti sulla ruota forata, Picchioni da dietro lo colpì violentemente alla testa con una mazza, senza tuttavia ucciderlo e - non curandosi delle urla del malcapitato - lo finì tagliandogli la gola con una coltellata.

Tuttavia, la moglie Filomena quella volta era nei paraggi e sentì le grida di Daddi, accorse per scoprire il motivo di tale strepito, vide e capì: il marito la minacciò di morte se avesse rivelato quanto aveva visto. E un altro corpo andò a finire nell’orto…

Ai Carabinieri giunse la denuncia della scomparsa di Daddi che - avendo detto ai familiari che sarebbe andato a trovare la madre - di fatto indirizzò le ricerche. E qui la stupidità di Picchioni orientò le indagini: il mostro della Salaria si era messo a utilizzare il Cucciolo della sua vittima senza alcuna remora. E un giorno in cui si era allontanato dal paese per un matrimonio, il maresciallo dei Carabinieri Evaristo Acquistucci era andato a visitare la moglie Filomena, accusandola dell’uccisione di Daddi. La donna terrorizzata non aveva retto all’interrogatorio, confessando che era stato il marito, il quale l’aveva minacciata di morte se avesse confidato quel segreto.

Il maresciallo mise al sicuro nella caserma del paese la donna e il resto della famiglia e con alcuni altri Carabinieri attese il ritorno del killer, lo arrestò dopo una breve colluttazione e lo condusse in caserma, proteggendolo dal tentativo di linciaggio dei compaesani.

Al processo, la più accanita accusatrice di Picchioni fu proprio la moglie Filomena che, secondo quanto riportato dal Messaggero, pur avendo non più di 35 anni ne dimostrava oltre 50. Dichiarò che le vittime del marito erano molte di più ma furono trovati soltanto altri due corpi, di un ragazzo e di un anziano. Una perizia psichiatrica stabilì senza dubbio che Ernesto Picchioni era sano di mente e che simulava un’inesistente infermità mentale.

L’uomo fu dichiarato colpevole di quattro omicidi e condannato a due ergastoli e 26 anni di prigione che iniziò a scontare nel carcere di Civitavecchia, da dove fu trasferito a quello di massima sicurezza di Porto Azzurro sull’isola d’Elba, dopo aver tentato di aggredire Papa Giovanni XXIII durante una visita. Affermò fino a quando morì che alla base dei suoi omicidi c’erano moventi politici e che avrebbe ucciso qualsiasi parente fosse andato a trovarlo in carcere. Le figlie Carolina e Gabriella furono adottate nel 1952 dal ricco imprenditore americano Robert Fitz-Aucher che quando morì lasciò loro un’eredità 2 milioni di dollari. Spenti i riflettori della notorietà, scomparvero dalle cronache la moglie Filomena e gli altri due figli, tranne che per la lettera di un sacerdote che chiedeva aiuto per la salute di Angelo, ospite in una “casa famiglia” di Silvi Marina. Picchioni morì in carcere nel 1967 per un arresto cardiaco.Picchioni

60 secondi
Le allegre guardie di Sua Maestà
Le allegre guardie di Sua Maestà
Ben 13 uomini dei 60 di stanza al castello di Windsor come protezione della Regina e del Principe Filippo, si sono allontanati per partecipare ad una festa. La punizione è stata esemplare
Al via il processo per gli attentati di Parigi
Al via il processo per gli attentati di Parigi
Sono 14 gli imputati che devono rispondere di favoreggiamento e appoggio ai terroristi che nel gennaio del 2015 fecero strage nella sede di “Charlie Hebdo” e nell’Hyper Cacher
Cina, lo show del funzionario corrotto
Cina, lo show del funzionario corrotto
Lai Xiaomin nascondeva tre tonnellate di banconote nei suoi appartamenti: gli servivano per mantenere un centinaio di amanti e vivere come un sovrano
Dove è diretto Juan Carlos?
Dove è diretto Juan Carlos?
L’ex sovrano avrebbe lasciato segretamente la Spagna, ma quale sia la meta finale è diventata una serie di supposizioni che si rincorrono sui media
La vendetta di Donald
La vendetta di Donald
Brad Parscale, responsabile della campagna elettorale del Presidente, rimesso dall’incarico: è considerato il colpevole per il comizio semideserto di Tulsa
Indonesia: pensionato francese arrestato per pedofilia
Indonesia: pensionato francese arrestato per pedofilia
Francois Abello Camille fingeva di essere un fotografo di moda per attirare le giovani vittime nella sua stanza d’albergo: avrebbe violentato più di 300 ragazzini
Il selfie infelice di Amanda Knox
Il selfie infelice di Amanda Knox
L’ex studentessa di Seattle si è fotografata con addosso felpa e pantaloni che indossava nei quattro anni di galera trascorsi in Italia
La fine dell’angelo della Grenfell Tower
La fine dell’angelo della Grenfell Tower
Nel marzo di un anno fa, la dottoressa Deborah Lamont è stata trovata senza vita nella stanza di un hotel, ma l’inchiesta si è chiusa in questi giorni. Era stata fra le prima a portare aiuto alle vittime del rogo del grattacielo londinese
Logli trasferito a Massa ma ora deve pagare le parcelle
Logli trasferito  a Massa ma ora deve pagare le parcelle
Antonio Logli, condannato a 20 anni per avere ucciso la moglie Roberta Ragusa, sconterà la pena nel carcere di Massa. Ma adesso deve pagare oltre 156mila euro di parcelle agli avvocati-amici. Ipotecate le proprietà
Amanda giura: 'Nessuna truffa, mi sposo nel 2020'
Amanda giura:
La Knox, presa di mira dagli haters che l'accusavano di avere promosso una raccolta di fondi per celebrare un matrimonio già avvenuta, scrive una lunga lettera all'Ansa in cui respinge le accuse