MADURO INSULTA GUAIDO'
Ma Brasile e Colombia inviano soldati

| Il dittatore chavista alla cerimonia per la laurea di 128 medici ("Fate come Che Guevara") sferra un duro attacco al presidente ad interim. Colonnello si ribella al regime e invita i militari a non impedire l'invio di aiuti umanitari

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MARIA LOPEZ

Maduro (nella foto conil suo alleato Raul Castro) si compiace che la sua “Scuola di medicina di comunità” abbia festeggiato la laurea di 128 medici provenienti da tutto il mondo e coglie l’occasione per sferrare un duro attacco al presidente ad interim, Juan Guaidò. Nel frattempo l’addetto militare del Venezuela all’Onu si ribella al suo governo e invita i militari FANB a consentire il passaggio degli aiuti umanitari il 23, un ulteriore e importante segnale dell’avvio dello sfaldamento delle forze armate, sino a ora fedeli al regime. Infine Brasile e Colombia mobilitano l’Esercito per il 23 in vista dell’ingresso degli aiuti umanitari europei e Usa (non dell’Italia, schiava dei diplomatici populisti del Movimento5Stelle) dai rispettivi confini in Venezuela, dove li attendono in armi i soldati della FANB fedeli al regime. Il pericolo di uno scontro armato aumentano di ora in ora.

128 NUOVI MEDICI MA SENZA MEDICINE

Il presidente Nicolas Maduro ha voluto essere presente alla cerimonia di laurea della sesta promozione della medicina di comunità, da dove ha sfidato il capo del parlamento Juan Guaidó, che è riconosciuto come presidente responsabile della Repubblica da più di cinquanta paesi, a indire le elezioni presidenziali come previsto dalla Costituzione. Peccato che i medici in Venezuela siano da mesi in rivolta per la mancanza di medicinali, per gli ospedali vittime di continui black out di luce e acqua, per i miseri stipendi di medici e operatori. La sanità pubblica è a pezzi e la gente muore perché non c’è sangue per le trasfusioni, né farmaci salva-vita. I malati di tumore sono abbandobnati al loro destino e devono emigrare per ricevere le cure necessarie. Ma tant’è. Il dittatore vive in un altro pianeta, quello disegnato dalla propaganda di regime. E attacca Giaudò, che ogni giorno vede aumentare il numero di Paesi che ne riconoscono la presidenza ad interim, in vista di nuove elezioni presidenziali

“GAUiDO’ PAGLIACCIO, CONVOCA LE ELEZIONI!”

"Laggiù c'è un pagliaccio che sostiene di essere presidente ad interim. Beh, se sei presidente ad interim la prima cosa che devi fare o ha dovuto fare è convocare le elezioni", ha detto Maduro durante la trasmissione dell'atto da parte della televisione di Stato venezuelana (VTV), dopo aver ricordato che lui aveva tenuto la presidenza ad interim e ha fatto la chiamata in meno di 30 giorni, come espresso nella Magna Carta.  "Perche' non chiedete le elezioni per dargli un bel pugno con i voti della gente? Convoca le elezioni, signor autoproclamato, signor clown (....) per far decidere la gente con i voti, come sarebbe giusto", ha insistito, visibilmente alterato e rabbioso.

In precedenza aveva sottolineato che questo tipo di istituzioni educative come la Scuola latinoamericana dei medici (Elam) "è il vero aiuto umanitario", in riferimento agli aiuti inviati da diversi paesi per colmare le famigerate carenze di farmaci e integratori alimentari che hanno afflitto il Venezuela negli ultimi cinque anni. "Non è aiuto umanitario, è solidarietà come espressione d'amore anche per il popolo di Donald Trump", ha aggiunto.  Ha anche sottolineato che la sua scuola "è la vera lotta sociale", ricordando di non essere un magnate come Donald Trump. "La mia scuola non è la sala dell'oligarchia mondiale. No! La mia scuola è forgiata in questa battaglia”.

APPELLO AI LAUREAtTI: “FATE COME CHE GUEVARA”

Per quanto riguarda i laureati, ha dichiarato che "128 medici che si stanno laureando provengono in 46 dalla Bolivia, 37 dall'Ecuador, 15 da El Salvador, 13 dal Paraguay, 6 dal Messico, 3 dal Mali, 2 da Antigua e Barbuda, 1 da Grenada, 1 dalla Guyana, 1 da Haiti, 1 dalla Palestina e 2 fratelli dell'etnia Warao".  Li ha esortati a seguire le orme del 'Che' Guevara "portando dignità, ribellione, coscienza, salute!”. Nel suo Paese ce ne sarebbe veramente bisogno di queste parole d’ordine, mentre il sistema sanitario cade a pezzi penalizzando soprattutto i poveri e non il clan che circonda Maduro, che vive nel lusso e nell’agiatezza. In questo senso ha affermato che la scuola ha ora 1469 laureati in medicina, fin dalla sua fondazione nel 2013, e ha assunto l'impegno "come parte del pagamento del nostro debito d'amore con i popoli del mondo", di espandere la capacità dell'istituzione educativa almeno il doppio.  "Voglio che mi venga presto presentato il piano di approvazione delle risorse per aumentare le quote in tutti i paesi africani, in Palestina e nei paesi arabi, in America Latina e nei Caraibi", ha concluso.

“SOLDATI, DISERTATE NON SIATE COMPLICI”

Il colonnello dell'esercito venezuelano e vice consigliere militare della missione permanente del paese alle Nazioni Unite (ONU), Pedro José Chirinos Dorante, si è dissociato martedì scorso dal governo di Nicolás Maduro e ha riconosciuto l'autorità del deputato Juan Guaidó, accettato da più di cinquanta paesi come presidente ad interim della Repubblica. L’ufficiale ritiene illegali le elezioni del 20 maggio 2018. Ciò ha portato il Parlamento ad assumere le funzioni dell'Esecutivo il 23 gennaio, quando Guaidó, in qualità di presidente dell'Assemblea Nazionale (NA), è stato nominato capo di Stato citando gli articoli 233 e 330 della Costituzione, sostenendo che Maduro "usurpa" la posizione illegittimamente.

Chirinos Dorante ha iniziato la sua dichiarazione con una frase del Liberator che ha dichiarato che "quando la tirannia diventa legge, la ribellione è un diritto. In un video offre la sua "obbedienza e subordinazione al governo di transizione responsabile del presidente, l'ingegnere Juan Guaidó Márquez".

Brasile sta preparando un'operazione per fornire aiuti umanitari al Venezuela il 23 febbraio, in coordinamento con gli Stati Uniti e accettando una richiesta dell'avversario Juan Guaidó, riconosciuto come presidente ad interim da più di 50 paesi, ha detto martedì il portavoce del presidente Jair Bolsonaro.

BRASILE E COLOMBIA, MOBILITATO L’ESERCITO

"Il governo brasiliano sta mobilitando una task force interministeriale per definire la logistica della fornitura di aiuti umanitari al popolo venezuelano a partire dal 23 febbraio", ha detto il portavoce del governo Otávio Régo Barros ai giornalisti. Ha aggiunto che l'operazione è organizzata in "cooperazione con il governo degli Stati Uniti. Lo stesso giorno, secondo Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela, gli aiuti verranno anche da Cúcuta e Curacao, dove si stanno concentrando reparti interforze. Venerdì scorso, "Venezuela Aid Live" si terrà nella città colombiana, un concerto di beneficenza che spera di raccogliere 100 milioni di dollari in donazioni per gli aiuti umanitari. Il sindaco di Cùcuta ha deciso di indire una giornata di festa per tutti, per aumentare la partecipazione all’evento.

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