Crisi Askanews, il Cdr replica all'azienda

| Il Comitato di redazione di Askanews replica alla ricostruzione della crisi da parte dell'azienda e risponde punto su punto. "Bilanci mai resi noti, stipendi e tredicesime non ci sono, la chimera dei futuri pagamenti non convince"

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 Il Comitato di redazione di Askanews contesta punto per punto le affermazioni dell’amministratore delegato Daniele Pelli, che fornisce una ricostruzione strumentale, pretestuosa e non rispondente al vero delle gravi vicende aziendali e delle relazioni sindacali interne. Arrecando così lui stesso un danno di immagine all’agenzia.

Le “improprie strumentalizzazioni” di cui parla sono semmai da riferire alle risposte evasive e contraddittorie sul pagamento degli stipendi che lo stesso Pelli ha sistematicamente fornito a nome dell’azienda. Ricordiamo all’Ad che, dopo aver provocato un incidente sulle 13esime, ha assunto posizioni ondivaghe sulle buste paga di gennaio, comunicando alla fine che non avrebbe garantito gli stipendi.

Ora prosegue con annunci di futuri pagamenti con “modalità in corso di definizione”: a questo proposito suggeriamo all’Ad di attenersi senza esitazioni alla modalità del bonifico bancario, rispettando gli importi e le scadenze dettate dalle normative e dalla prassi vigente, che in genere funzionano egregiamente.

Piuttosto che sventolare annunci in una lettera ai dipendenti.

In merito all’incontro “mai realizzato”, l’Ad consulti la sua agenda oppure la sua segreteria: scoprirà che l’incontro fra le parti richiesto attraverso la Fieg si è già svolto, alla presenza dei rappresentanti della Fnsi, della Fieg e dell’Associazione stampa romana, il 21 dicembre scorso (in sede Fnsi per ragioni logistiche, sempre su richiesta della Federazione degli editori) e che lo stesso Pelli vi ha preso parte.

Il Cdr, che si è sempre dimostrato responsabile e disponibile al dialogo, auspica il ripristino del rispetto del contratto, delle corrette prassi aziendali e delle relazioni sindacali.

Correttezza che riguarda anche la comunicazione dei dati di bilancio di cui il Cdr chiede, dopo le innumerevoli richieste avanzate, di esser finalmente messo a conoscenza, a cominciare dal bilancio previsionale 2017 come previsto dall’accordo di Cassa integrazione vigente firmato il 25 settembre 2017.

Il Cdr.I giornalisti di Askanews sono in stato di agitazione e proclamano l’assemblea permanente. I giornalisti si sono riuniti anche oggi, dopo lo sciopero di venerdì, per il mancato pagamento degli stipendi e denunciano il grave comportamento dell’azienda e in particolare dell’Ad, Daniele Pelli, che non ha ancora dato alcuna risposta né sugli stipendi, né sull’andamento dei conti, in violazione di quanto previsto dall’accordo di Cassa integrazione. D’intesa con la Fnsi e Stampa Romana, che sono intervenute durante il dibattito, i giornalisti annunciano lo sciopero delle firme e sono pronti a ogni ulteriore iniziativa di lotta necessaria ad evitare che si spenga una voce autorevole dell’informazione primaria. Il Cdr comunica che la ripresa dell’assemblea avverrà ad horas.

Di fronte a questa gravissima vicenda i giornalisti di Askanews rinnovano la richiesta di incontro urgente al governo, già sollecitata più volte anche nella lettera aperta inviata in occasione dello sciopero e che i giornalisti rilanciano. Documento approvato all’unanimità.

Lettera aperta dei giornalisti di Askanews Askanews, una voce importante dell’informazione primaria in Italia, rischia di spegnersi. Oltre 130 famiglie, tra giornalisti e poligrafici, subiscono il comportamento dell’azienda, controllata dall’azionista di riferimento Luigi Abete, che non garantisce il pagamento degli stipendi.

In piena campagna elettorale, con continui allarmi sulle fake news, la nostra agenzia, che da quasi 50 anni assicura un notiziario completo, credibile e indipendente, vede in bilico la sua sopravvivenza e lancia un appello al governo, alle forze politiche, alle istituzioni e alle parti sociali.

 
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