NANGA PARBAT KILLER DEGLI ALPINISTI
La tenda vuota e invasa dalla neve

| Daniele Nardi e Tom Ballard in silenzio radio da domenica, a oltre 6mila metri del Nanga Pargat (8162 mt. Riprese le ricerche con l'elicottero. Alpinisti esperti e preparati, la sfida allo Sperone Mummery

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ALBERTO C. FERRO

“L’Ambasciatore Stefano Pontecorvo da Islamabad, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’aereonautica militare pakistana, ha confermato pochi minuti fa che l’elicottero con a bordo Ali Sadpara e due alpinisti pakistani è decollato da Skardu per il Nanga Parbat. Questa decisione è stata presa in accordo con l’organizzazione dei soccorsi e per approfittare delle rimanenti ore di tempo stabile e buona visibilità, che le previsioni danno in deterioramento. Si procederà a una ricognizione visiva sulla parete e se necessario e sicuro a un intervento da terra”. Lo staff dell’alpinista italiano Daniele Nardi, disperso da domenica con Il compagno di cordata, l’inglese Tom Ballard, comunica così, sul profilo Facebook di Nardi, la notizia delle riprese delle ricerche dei due alpinisti, interrotte per il blocco aereo tra India e Pakistan, dopo gli incidenti in Kashmir. In queste ore è stata trovata la tenda vuota dei due alpinisti e piena di neve. Suil pendio le tracce di una valanga. Dispersi ma ancora con speranze di ritrovarli in vita. Non si parli di “quante” possibilità ci sono; chi va in montagna sa quanto siano imprevedibili e con infinite varianti le situazioni di emergenza. Di Certo Nardi e Ballard sono due esperti di altissimo profilo, che si sono allenati per mesi per affrontare la vetta del Nanga Pargat (8162 metri), definito il “killer degli scalatori”, per l’alto numero di alpinisti morti nel tentativo di sfidarla, lungo la via inesplorata dello sperone Mummery, in territorio pakistano. Sono in grado di resistere a condizioni climatiche anche molto avverse, hanno attrezzature di prim’ordine, conoscono assai bene le caratteristiche di queste montagne. Hanno entrambi curriculum straordinari alle spalle, imprese sempre ai limiti delle possibilità umane. 

RIPRESE ORA LE RICERCHE

Un elicottero sta sorvolando in questi minuti il Nanga Parbat, in Pakistan. Le ricerche aeree sono iniziate questa mattina dopo che il governo pakistano aveva chiuso lo spazio aereo, a causa delle tensioni con l’India, e impedito le ricognizioni. Nardi e Ballard erano in una fase avanzata della scalata invernale della vetta e nell'ultima comunicazione avevano precisato di essere al  campo 4, a 6.000 metri di quota, sulla via dello Sperone Mummery, la parte più affascianante e irta di pericoli. A bordo dell'elicottero, decollato da Skardu, una leggenda dell’alpinismo mondiale, il pakistano Ali Sadpara, con due esperte guide locali. Si concentreranno sul tracciato scelto dai due rocciatori dispersi, in condizioni di visibilità ancora buone. Dal campo base non sono più visibili da giorni, mentre si avvicina un nuovo peggioramento del clima.  Il team ora in volo potrà coordinare al meglio un intervento da terra, in caso di un avvistamento sicuro. Tutto è pronto, al campo 4, per partire al soccorso. Si fa dunque sempre più dura la spedizione di Daniele Nardi. Dal Nanga Parbat al Mummery, per entrare nella leggenda, nella classifica dei più grandi scalatori di tutti i tempi.

IMPRESA AL LIMITE ESTREMO

Che fosse un’impresa estrema, Nardi lo sapeva benissimo. Negli ultimi collegamenti con le Iene-Mediaset che stanno seguendo ogni momento della spedizione, l’alpinista di origini laziali non aveva aveva nascosto nessun dettaglio. L’obiettivo è la cima al Mummery, uno sperone di mille metri. Nella prima puntata del suo diario, lo scalatore ci ha raccontato in prima persona l'arrivo al campo 3 (5.700 metri) e di una resa per ripartire. In in campo allestito a 7mila 770 metri, Daniele e i suoi compagni erano stati investiti, mentre erano in tenda, nella notte, da una tempesta di neve. E liberare la tenda con la pala, in piena crisi respiratoria per la mancanza di ossigeno, era solo un segnale di cosa li avrebbe aspettati, ancora più alto.

LA MAMMA DI TOM MORI’ SUL K2

E’ un crudele destino sembra avvolgere anche il compagno di cordata, il 30enne inglese Tom Ballard, la cui madre morì nella scalata di un picco himalayano 26 anni fa. Fu la prima donna a conquistare l’Everest senza ossigeno nel 1995 e tentava il record di fare lo stesso con le altre due montagne più alte del mondo, quando suo figlio Tom aveva appena sei anni. Stava cercando di scalare le tre montagne più alte del mondo senza usare l'ossigeno, quando precipitò nel vuoto. Ballard, nato nel Derbyshire, è un alpinista di grandissimo valore ed è stato il primo a scalare in solitaria tutte e sei le principali pareti nord delle Alpi in inverno e vive in Italia, in Trentino, con il padre. Tom condivide la passione per la montagna anche con la sorella Kate.

DANIELE NARDI, LO SCALATORE PER I DIRITTI UMANI

Nato il 24 giugno 1976 a Sezze, Daniele Nardi è il primo alpinista sul centro Sud ad aver scalato l’Everest e il K2, le due vette più alte del mondo. Nel 2002 ha conquistato  il Cho Oyu, la sesta montagna più alta del mondo, in Nepal. Nel 2011, Davide Nardi ha poi sistemato la stazione di monitoraggio più alta del mondo del K2, per l’analisi sul clima. Nel 2011 è stato premiato dal CAI (Club Alpino Italiano centrale) ed dal CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) per la scalata del Bhagirathi con Roberto Delle Monache. Poi l’Oscar della montaglia,  il Piolet D’or, per le spedizioni in Pakistan e sul Monte Rosa. Nel 2013, il Premio Coni Lazio. Nardi è ambasciatore per i diritti umani nel mondo per i progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan, a favore delle comunità delle montagne di tutto il mondo.

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