Caterina in viaggio nel male della guerra

| Nel romanzo "L'usignolo e gli occhi di cielo" (MR Editori), Stefania Chiappalupi racconta una storia di dolore/speranza, un viaggio nell'abisso del male causato dalla guerra. Dramma di una generazione

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Di Floriana Naso

L’usignolo e occhi di cielo di Stefania Chiappalupi, MR editori, tratto in parte da avvenimenti realmente accaduti a Roma e Napoli, racconta la storia della giovane Caterina, primogenita di cinque figli di un’umile famiglia romana, che durante gli anni del fascismo viene costretta ad abbandonare gli studi prematuramente per contribuire al sostentamento della sua famiglia. La ragazza ha un unico desiderio, quello di diventare suora, ma il convento, dove aveva inoltrato richiesta per prendere i voti, la rifiuta in quanto non possiede una dote da donare all’istituto.

Caterina, dotata di una grande fede cristiana, accetta la volontà dell’istituto e continua a cantare nel coro di quest’ultimo, dove fa parte fin da bambina. Durante una celebrazione Eucaristica, la sua voce dolce come il cinguettio di un usignolo, viene notata da Alessandro, un giovane borghese, che non appena la vide, se ne innamora pazzamente. I due convoleranno presto a nozze e dal loro amore nasceranno due figlie Anna e Maria, ma la guerra divamperà presto in Italia mietendo vittime e Alessandro dovrà lasciare la sua sposa per partire per il fronte e raggiungere la Divisione Acqui a Cefalonia (nella foto, ndr). 

Questo libro ripercorre, attraverso la storia di una famiglia, il dramma di una generazione posta di fronte all’incomprensibile follia della guerra e vuole ricordare Vittorio, morto durante il bombardamento a Roma del 19 luglio 1943 mentre, insieme alla sua fidanzata, prestava servizio come volontario presso l'ospedale Umberto I.

Il libro, vuole inoltre ricordare Ornella giovane fanciulla la cui vita è stata spezzata prematuramente a causa della ferocia nazista e Stella piccolo fiore volato in cielo troppo presto, di cui il corpo è stato dilaniato da una bomba a Napoli, lasciando solo un misero ciuffo di capelli biondi. Ciuffo che ancora oggi la famiglia conserva in sua memoria.

 

Come nasce L’usignolo e occhi di cielo? 

Come prima cosa vorrei dire che questo romanzo è un omaggio a tutte le vittime della seconda guerra mondiale. Mia mamma è orfana di guerra e dalla sua storia ho tratto informazioni ed ispirazioni. Inoltre lei desiderava ardentemente che scrivessi un romanzo ambientato in quell’epoca e sono certa di averle fatto cosa molto gradita.

 

Parlaci dei protagonisti della storia, e in quale ti sei immedesimata di più e perché?

Il libro racconta la travagliata storia d’amore di Caterina, umile fanciulla Romana, e il giovane e benestante Alessandro che, oltre ad essere un grande ammiratore di Mussolini, sogna di diventare ingegnere.

Il pensiero politico dei due protagonisti è dominante nel mio romanzo. Le loro idee sono diverse, ma non riusciranno a contrastare il loro amore. Caterina, la protagonista, è presentata come una donna di altri tempi, con un’educazione molto rigida e con la consapevolezza di non dover interessarsi di politica. Di conseguenza le sue idee rimarranno nascoste nel suo cuore, evitando così di contrastare la sua storia d’amore.

Durante la stesura del romanzo mi sono sempre immedesimata in Caterina. Questa piccola ma grande donna è stato il mio punto di riferimento. Ho ammirato la sua forza di volontà nell'affrontare le numerose prove che la vita e la guerra le proponeva. E' stata per me, e sempre lo sarà, un esempio da seguire. 

Tuttavia come si legge nella sinossi, molti sono i protagonisti dei miei romanzi e colgo l'occasione di ricordare in modo particolare Vittorio, giovane ragazzo Romano che prestava servizio come volontario al Policlinico Umberto 1 dove il 19 luglio 1943 ha incontrato la morte. La sua storia ha segnato molto la mia infanzia e ancora adesso appena posso faccio omaggio a lui e alla sua fidanzata dove riposano nella tomba di famiglia presso il cimitero monumentale di Roma. 

 

Il tuo romanzo si ispira a fatti realmente accaduti, come ne sei venuta a conoscenza?

Nel romanzo racconto fatti realmente accaduti a Roma durante la seconda guerra mondiale. Avvenimenti che mi sono stati raccontati dalla mia nonna materna e mi sembrava giusto portarli alla luce con la speranza di donare al lettore pagine di storia inedite. 

 

Che tipo di emozioni hai provato durante la stesura del romanzo?

A dire il vero scrivere questo romanzo mi ha fatto capire quanto sia stata fortunata a essere nata in un periodo di pace. La pace insieme alla libertà di pensiero sono le cose più importanti che un essere umano possa possedere. Il problema è che non ce ne rendiamo conto.

 

Quali pensi avvertirà, invece, il lettore dopo aver letto l’ultima riga?

A mio avviso la storia di Caterina, unita alla sua forte fede Cristiana, riuscirà a trasmettere al lettore un grande ottimismo.

 

Che messaggio hai voluto lanciare con la tua opera?

Malgrado la drammaticità del mio racconto la storia cela un messaggio di speranza, in quanto qualunque cosa accada nella vita non bisogna mai arrendersi.

 

Presentazioni imminenti?

Il prossimo 17 giugno sarò ospite della biblioteca di Castelletto d'Orba in provincia di Alessandria. 

 

Progetti futuri?

Mi piacerebbe scrivere un altro romanzo, ma ambientato nell'era moderna. Ho già un'idea ma per il momento rimane tale.

L’autrice:

Stefania Chiappalupi nata a Roma nel 1970. Abita ad Alessandria.

Diplomata in lingue straniere e qualificata in contabilità generale.

Scrivo poesie dall’età di dodici anni. Nel 1990 una mia poesia venne pubblicata nel giornale Confidenze nella rubrica " E' nato un poeta"

Nel 2009 ho ricevuto una Menzione d’onore alla poesia.

Nel 2014 ho pubblicato con Mreditori il mio primo romanzo di narrativa “Un’occasione unica”. 

Nel settembre 2016 ho pubblicato con Mreditori il mio secondo romanzo “L’Usignolo e occhi di cielo”, romanzo storico tratto in parte da avvenimenti realmente accaduti.

Sono impegnata in eventi a scopo umanitario, tra cui “Identità violate” che ha come tema fondamentale la violenza e la violazione dei diritti umani, “Scarpette Rosse” un progetto a beneficio della Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro di Candiolo (TO) e attraverso le mie poesie sto partecipando alla pubblicazione di varie antologie di cui il ricavato sarà devoluto alle zone colpite dal terremoto.

Al momento sono impegnata come membro della giuria nel concorso letterario “Cercando i colori” della Pettirosso Editore.

Il 21 marzo ho avuto il piacere di ricevere il prestigioso riconoscimento internazionale il "Premio del museo" - Sezione Mercato - Editoria.

 
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