Il killer di John Lennon chiede perdono

| A quasi 40 anni dall’omicidio dell’ex Beatles, Mark Chapman ha deciso di chiedere perdono a Yoko Ono e ai familiari di Lennon: “È stato un gesto spregevole”

+ Miei preferiti
In lievissimo ritardo, appena 40 anni dopo, Mark Chapman ha scelto di chiedere scusa a Yoko Ono per l’omicidio di John Lennon. “Un atto spregevole”, lo ha definito il killer che la sera dell’8 dicembre 1980, dopo aver aspettato per ore davanti all’ingresso del Dakota Building di New York, esplose 4 colpi di pistola alle spalle dell’ex chitarrista dei Beatles, idolo di milioni di persone in tutto il mondo.

Chapman, 65 anni di cui 40 trascorsi in galera, ha chiesto la parola nel corso dell’udienza presentata per la richiesta di libertà condizionale, negata per l’11esima volta si dice per la netta opposizione di Yoko Ono, convinta che se Chapman tornasse in libertà potrebbe nuovamente accanirsi contro lei stessa o i due figli di Lennon.

“Voglio solo dire che mi dispiace per quello che commesso, cercavo un modo per diventare famoso colpendo un personaggio celebre che aveva tutto. Lui era conosciuto in tutto il mondo, io ero un povero egoista. Mi dispiace per il dolore che ho causato alla sua famiglia, non passa giorno senza che non ci pensi”. Convinto che avrebbe meritato la pena di morte, abolita nello stato di new York dal 1963, Chapman conclude: “Se scegliete di lasciami in galera per il resto dei miei giorni, non avrò nulla da eccepire. Me lo merito”.

La corte continua a negare la richiesta per via della “distorta e inquietante affermazione di Chapman che lega l’infamia alla gloria. Impossibile concedergli la libertà condizionale perché incompatibile con il benessere della società. Le azioni di Chapman hanno rubato la possibilità ai futuri fan di sperimentare le parole di ispirazione che questo artista ha fornito a milioni di persone e il suo atto violento ha causato devastazione non solo alla famiglia e agli ex membri della band, ma al mondo intero”.

Il Caso
L’indisciplinato equipaggio del «Vigilant», orgoglio della Royal Navy
L’indisciplinato equipaggio del «Vigilant», orgoglio della Royal Navy
Approdati negli USA, decine di marinai si sono concessi una notte fra alcol e sesso: 35 di loro sono positivi al coronavirus. E non è il primo guaio combinato dall'equipaggio del sottomarino ribattezzato «HMS Sex and Cocaine»
L’instant Karma del pastore virginiano
L’instant Karma del pastore virginiano
Landon Spradlin era un predicatore statunitense morto di coronavirus subito dopo aver affermato che i mezzi di comunicazione diffondono la paura sulla pandemia e aver appoggiato apertamente Donald Trump
Sempre più studenti stranieri espulsi dagli Stati Uniti
Sempre più studenti stranieri espulsi dagli Stati Uniti
Le università americane svelano che si sono intensificati i casi di studenti soprattutto iraniani in possesso di visto a cui viene negato l’ingresso negli USA. “Una situazione preoccupante”
Arriveranno altri morti nella guerra fra le gang di Dublino
Arriveranno altri morti nella guerra fra le gang di Dublino
La polizia avrebbe tentato di trattare in segreto con uno dei boss chiedendogli di fermare la mattanza, ma la guerra non si fermerà fin quando altri tre nemici non saranno giustiziati
Il misterioso caso del Wizard Rock
Il misterioso caso del Wizard Rock
Una roccia del peso di una tonnellata di un parco nazionale dell’Arizona, è misteriosamente scomparso e ricomparso nel giro di poche settimane. Mistero fitto sugli autori e sul motivo del furto
Microsoft, lavorare meno per produrre di più
Microsoft, lavorare meno per produrre di più
La filiale giapponese del colosso informatico ha testato la settimana di 4 giorni lavorativi: la produttività è aumentata del 40%, il risparmio di energia elettrica è salito al 23% e le assenze calate del 25
Harry e Meghan: “Lasciateci vivere”
Harry e Meghan: “Lasciateci vivere”
In un documentario sul loro viaggio in Africa, i duchi del Sussex si lasciano andare a confessioni, caso rarissimo nella royal family, mostrando una grande fragilità
La storia di Sixty-Six Garage
La storia di Sixty-Six Garage
Un uomo in stato vegetativo è rimasto quasi 20 anni ricoverato in una clinica specializzata di San Diego senza che nessuno chiedesse di lui. È stato grazie alla testardaggine di una giornalista, se oggi quell’uomo ha un nome e dei parenti
Hayfa, la principessa in fuga
Hayfa, la principessa in fuga
Sesta moglie dell’Emiro di Dubai, ha iniziato una causa presso l’Alta Corte inglese per ottenere il divorzio, la custodia dei figli e la protezione per le vittime di violenza. Prima di lei avevano tentato la fuga anche due figlie dell’Emiro
Rogo di Notre-Dame: le prime verità
Rogo di Notre-Dame: le prime verità
Un allarme incomprensibile, una verifica nel punto sbagliato: la cattedrale di Parigi è ancora in piedi solo perché i vigili del fuoco hanno deciso di rischiare tutto