La coscienza di Bruno Boniface, psichiatra

| Per cinque mesi ha avuto in cura un giovane di 30 anni affetto da agorafobia: lentamente riesco a convincerlo ad uscire di casa, ma è la sera sbagliata…

+ Miei preferiti
Si chiama agorafobia: è la paura dei luoghi pubblici, una sindrome depressiva che provoca ansia e paura, aumento delle palpitazioni, sudorazione, tremori e senso di soffocamento. Chi ne soffre, finisce spesso per rinchiudersi dentro le mura di casa propria.

È il disturbo di cui soffriva un giovane parigino di 30 anni, protagonista involontario una storia che sta commuovendo la Francia in questi giorni. A raccontarla è Bruno Boniface, 57 anni, uno psichiatra che per cinque mesi ha avuto in cura quel ragazzo di 30 anni che di uscire di casa non ne voleva sapere. Letteralmente paralizzato dall’ansia, combatteva con attacchi di panico che gli impedivano perfino di salire sui mezzi pubblici. Viveva sempre più in solitudine, continuando a perdere amici e quel minimo di vita sociale che a quell’età è fondamentale per costruirsi un futuro con qualcuno al proprio fianco. Un paziente che per il dottor Boniface era diventato una sfida da affrontare in modo graduale: prima l’autobus, quindi la metropolitana, un po’ per volta, per capire che va tutto bene e non succede niente. Dopo una decina di sedute, il giovane si sente finalmente pronto ad affrontare il mondo: ha organizzato una serata con degli amici che non vede da tempo, vogliono andare ad un concerto rock in un teatro.

Ma è la sera del 13 novembre del 2015, quella in cui Parigi finisce sotto l’assedio dei terroristi che finirà con il sangue di 130 morti: la notte che passerà alla storia con il nome di quel teatro, il “Bataclan”.

Passano tre giorni: il 16 novembre un messaggio nella segreteria gli annuncia che il suo giovane paziente è morto. Un messaggio secco, senza spiegazioni, senza particolari. Il medico si rattrista, pensa che quel giovane non abbia retto scegliendo di togliersi la vita. Poi, casualmente, qualche ora dopo legge il nome fra le vittime di quella notte.

Travolto dai sensi di colpa, finisce lui stesso in analisi da un collega: “Se non l’avessi spinto ad uscire sarebbe ancora vivo. Sento addosso la responsabilità della sua morte, e non riesco a darmi pace: il mio lavoro è salvare la gente, ma quel che è successo mi riporta all’impotenza di fronte all’ineluttabilità del destino, contro cui non esiste cura”.

Il Caso
Il misterioso caso del Wizard Rock
Il misterioso caso del Wizard Rock
Una roccia del peso di una tonnellata di un parco nazionale dell’Arizona, è misteriosamente scomparso e ricomparso nel giro di poche settimane. Mistero fitto sugli autori e sul motivo del furto
Microsoft, lavorare meno per produrre di più
Microsoft, lavorare meno per produrre di più
La filiale giapponese del colosso informatico ha testato la settimana di 4 giorni lavorativi: la produttività è aumentata del 40%, il risparmio di energia elettrica è salito al 23% e le assenze calate del 25
Harry e Meghan: “Lasciateci vivere”
Harry e Meghan: “Lasciateci vivere”
In un documentario sul loro viaggio in Africa, i duchi del Sussex si lasciano andare a confessioni, caso rarissimo nella royal family, mostrando una grande fragilità
La storia di Sixty-Six Garage
La storia di Sixty-Six Garage
Un uomo in stato vegetativo è rimasto quasi 20 anni ricoverato in una clinica specializzata di San Diego senza che nessuno chiedesse di lui. È stato grazie alla testardaggine di una giornalista, se oggi quell’uomo ha un nome e dei parenti
Hayfa, la principessa in fuga
Hayfa, la principessa in fuga
Sesta moglie dell’Emiro di Dubai, ha iniziato una causa presso l’Alta Corte inglese per ottenere il divorzio, la custodia dei figli e la protezione per le vittime di violenza. Prima di lei avevano tentato la fuga anche due figlie dell’Emiro
Rogo di Notre-Dame: le prime verità
Rogo di Notre-Dame: le prime verità
Un allarme incomprensibile, una verifica nel punto sbagliato: la cattedrale di Parigi è ancora in piedi solo perché i vigili del fuoco hanno deciso di rischiare tutto
Silvia Romano, rapita perché aveva visto troppo
Silvia Romano, rapita perché aveva visto troppo
È una delle nuove ipotesi investigative sulla scomparsa della cooperante milanese: poco prima di essere sequestrata la giovane avrebbe denunciato un uomo per violenza sessuale su due bambine
I silenzi della Grenfell Tower
I silenzi della Grenfell Tower
Due anni fa il grattacielo londinese diventava un enorme tizzone ardente: morirono in 72, fra cui una coppia di giovani italiani. Ma 24 mesi dopo ci sono solo carte, inchieste e promesse di una giustizia ancora lontana
Un alieno nel vialetto di casa
Un alieno nel vialetto di casa
La telecamera di sorveglianza di una donna del Colorado ha ripreso una misteriosa creatura che si aggira di notte davanti a casa sua. In tanti si dicono convinti che si tratti di un alieno
Amore, erotismo, disperazione e pentimento
Amore, erotismo, disperazione e pentimento
Il giudizio feroce sui social dell'infermiera innamorata di un 15enne, ma la storia è ricca di analogie. Analisi di una relazione "folle e malata": la 31enne ai domiciliari si rassegna: "Torna alla tua vita da adolescente"