Le maledizioni dell’esorcista

| Sono passati 46 anni da quando uno dei film più famosi al mondo fece il suo debutto nelle sale, terrorizzando gli spettatori. Ispirato a un reale fatto di cronaca, durante le riprese furono numerosi i disguidi e i ritardi nella produzione

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di Marco Belletti

 

Roland Doe è il nome inventato di un ragazzo, la cui identità fu tenuta segreta, che nel 1949 fu protagonista di un caso di possessione nel Maryland. Figlio unico di una famiglia luterana tedesca, alla morte - in circostanze misteriose - di una zia cui era molto affezionato, Roland cercò di mettersi in contatto con lei.

Ben presto successero cose parecchie strane nella casa del giovane: il suo letto tremava, i mobili della stanza si muovevano da soli, si iniziò a sentire rumore di graffi dall’interno dei muri.Da timido e tranquillo il comportamento di Roland divenne aggressivo e violento, anche nei confronti dei genitori.

Un pastore luterano amico di famiglia, dopo avere assistito alla levitazione di alcuni oggetti alla presenza di Roland, chiese l’aiuto al prete cattolico Edward Hughes il quale - convinto che il giovane fosse posseduto - chiese all’arcivescovo l’autorizzazione per un esorcismo, che fu concessa. Dopo un primo tentativo in un ospedale, il rito venne ripetuto in una casa di parenti di Roland dove per alcune settimane nove sacerdoti gesuiti esorcizzarono il ragazzo. Sembra che al trentesimo tentativo il demonio abbia abbandonato il corpo del ragazzo per sempre.

Secondo Mark Opsasnick - uno scrittore e storico culturale statunitense, autore di libri e articoli su fenomeni inspiegabili e cultura popolare - il ragazzo inventò la storia della possessione solamente perché voleva ricevere maggiori attenzioni.

Di parere completamente diverso fu invece Peter Blatty, che nel 1971 pubblicò il romanzo liberamente ispirato alla storia di Roland che gli avrebbe assicurato la fama: “L’esorcista”.

La storia è nota: Regan è una dodicenne che all’improvviso cambia personalità, diventando molto violenta. La madre attrice, vista l’inefficacia delle cure psichiatriche tradizionali, si rivolge a un sacerdote gesuita, padre Damien Karras, che accetta di aiutare la donna: pur ritenendolo un retaggio medievale, il sacerdote chiede l’autorizzazione del vescovo per procedere con l’esorcismo e l’ottiene a patto che si faccia aiutare da padre Merrin, noto esperto il quale - dopo tre drammatici giorni trascorsi nella camera da letto della ragazza confrontandosi con il demone - muore per collasso cardiaco. Karras esorta il demone di impossessarsi di lui e, quando lo sente nel suo corpo, si getta dalla finestra della camera uccidendosi.

Il libro fu venduto in oltre 13 milioni di copie tanto che la Warner ne acquistò i diritti per realizzare un film: uscì nel 1973 ed ebbe un enorme successo malgrado i problemi con la censura, incassando ben 89 milioni di dollari e diventando il punto di riferimento nel cinema del genere, con grande popolarità e forte impatto culturale.

L’esorcista fu proiettato in anteprima mondiale il 19 giugno 1973 e fu distribuito nelle sale statunitensi il 26 dicembre: dopo le prime proiezioni furono segnalati casi di vomito, terrore, convulsioni e svenimenti tra gli spettatori.

E negli anni successivi furono numerose le voci che si diffusero di eventi soprannaturali o maledetti verificati durante le riprese del film. Alcuni si rivelarono falsi e non vennero confermati, vere e proprie leggende metropolitane, mentre altri in effetti si verificarono, provocando disguidi e ritardi nella produzione, se non addirittura lutti.

I problemi iniziarono subito, visto che dopo soli due giorni di riprese un incendio provocato da un corto circuito distrusse quasi interamente gli interni del set, causando un ritardo delle riprese di alcune settimane e danni per 200 mila dollari. L’unica parte del set non danneggiata fu la camera da letto di Regan.

Per tutta la durata delle riprese la moderna macchina di refrigerazione costata 50 mila dollari e utilizzata soprattutto durante le scene dell’esorcismo accusò molti malfunzionamenti. Durante le registrazione del film morirono nove persone, direttamente o meno collegate alla produzione: tra cui il fratello dell’attore Max von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio neonato di un tecnico, l’addetto alla refrigerazione del set e, appena terminate le riprese, anche l’attore Jack MacGowran che nella pellicola era stato il primo morto per causa della ragazza posseduta. Inoltre il figlio di Jason Miller - l’interprete di padre Karras - ebbe un incidente stradale mentre si recava dal padre sul set.

Le due protagoniste Ellen Burstyn e Linda Blair (rispettivamente madre e figlia) ebbero entrambe problemi alla schiena e la prima - dopo un grave incidente sul set - accusò danni permanenti alla colonna vertebrale.

La grande statua del demone assiro Pazuzu che si impossessa di Regan fu spedita via nave in Iraq per le riprese delle scene iniziali del film e non si sa per quale motivo fu invece trasportata fino a Hong Kong dove fu necessario recuperarla, con ritardo nella programmazione.

Secondo il giornalista Joe Hyams di “American Hollywood”, durante una delle prima proiezioni del film in Italia (dove L’esorcista arrivò quasi un anno dopo l’uscita negli Stati Uniti per la fiera opposizione del Vaticano) in una piazza nei pressi del cinema Metropolitan una croce alta più di due metri fu colpita da un fulmine, cadde dal tetto di una Chiesa dove era stata issata circa 400 anni prima e si distrusse al suolo.

Infine Paul Bateson, l’attore che interpretò il tecnico di laboratorio durante le visite a Regan, fu arrestato e condannato come serial killer di omosessuali.

Nel 1977 la comunità gay di New York City fu sconvolta da alcuni efferati delitti, con resti umani mutilati e gettati nel fiume Hudson dentro sacchi neri dell’immondizia. Il caso fu risolto quando il 23 settembre 1977 la polizia arrestò Bateson per l’omicidio di Anderson Verrill, un noto critico cinematografico trovato morto nel suo appartamento. L’attore fu subito collegato anche agli altri omicidi e condotto nel carcere di Rikers Island dove trascorse oltre 25 anni, per uscire solo nel 2003.

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