"Non c'è lavoro, troppi nigeriani qui in Italia"

| Parla una ragazza di Benin City, sposata e con una figlia nata in Italia. "Fuggita anni fa per cambiare vita, mi hanno sempre trattato bene, bloccare le partenze direttamente in Africa"

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La Nigeria è il paese da cui proviene la maggior parte dei migranti che sbarcano sulle coste italiane: 36 mila persone nel 2016, 18 mila nel 2017. Se c’è quindi un paese da cui cominciare per indagare i contesti di partenza dei migranti, questo è certamente la Nigeria.

Perché i nigeriani emigrano, nonostante la Nigeria sia il paese africano più popoloso, in crescita economica e con un gran fermento culturale, soprattutto a Lagos, la quinta città più abitata del pianeta e centro creativo globale in campi come la moda, la musica e il cinema.

Ce lo racconta Viviana (nome di fantasia), protagonista di questa intervista.

 

Da dove vieni, Viviana?

Da Benin City, Nigeria.

 

In quali condizioni vivevi nel tuo paese?

In assoluta povertà, a volte non si mangiava. 

 

Perché hai lasciato il tuo paese?

Ho capito che per uscire dalla povertà dovevo trovare un lavoro, ma per farlo dovevo studiare. Mio padre non voleva, mi ha impedito di andare a scuola, negandomi anche la libertà.

 

In che modo sei riuscita a farlo?

Sono andata di nascosto in automobile da Benin a Lagos e poi ho proseguito fino in Costa D’Avorio, lì ho preso un aereo per la Francia. Poi dalla Francia sono arrivata in Italia. Una mia cara amica mi aveva promesso il lavoro come baby-sitter e quindi mi aveva fatto fare un permesso turistico.

 

Come è stato il viaggio?

Il viaggio è andato bene, per fortuna non ci sono stati pericoli.

 

Come è stata trattata dalle persone che hai incontrato?

Sono sempre stata trattata bene, le persone ti aiutano se ti comporti bene e sei gentile.

 

La tua intenzione era di fermarti in Italia?

Sì, ma avevo solo il permesso di soggiorno turistico, e anche se lavoravo, sono stata clandestina per anni, fino a quando Berlusconi ha dato la possibilità di regolarizzarci. Da allora ho potuto ottenere un permesso di lavoro.

 

Trovi che ci sia razzismo e discriminazione, in Italia?

Ovunque c’è razzismo, anche in Africa, tra gli stessi africani.

 

Cosa ne pensi di tutti questi sbarchi?

Non li capisco. In Italia non c’è lavoro per tutte queste persone. Bisognerebbe bloccare le partenze direttamente in Africa e spiegare il motivo per cui non conviene partire. Perché laggiù le persone pensano che qui in Europa ci sia benessere e lavoro per tutti, si riempiono la testa di pensieri, di sogni che poi s’infrangono sulla realtà, ben diversa da come se l’aspettavano. Ecco perché poi impazziscono! Non accettano il fallimento e fanno follie quando si rendono conto di aver rischiato la vita per qualcosa che non esiste.

 

In che modo si potrebbe arginare questo fenomeno secondo te?

Facendo in modo di far partire le persone dall’Africa già munite di permesso di lavoro.

 

Come sei riuscita a integrarti?

Mi sono adattata a fare tutto e ho sempre lavorato con umiltà.

 

Sei felice adesso?

Sì, mi sono sposata e ho una bellissima figlia nata in Italia, si chiama Ginevra.

 

 

 

 

 

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