Il mondo in un zaino

| Il fenomeno dei backpacker sta diventando sempre più globale, con migliaia di giovani (ma non solo) che viaggiano cercando di ottimizzare le spese. Alcune classifiche guidano le scelte di chi vuole spendere poco senza delusioni

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Di Marco Belletti
Il backpacker è un termine inglese che viene utilizzato anche in italiano, che significa letteralmente “chi ha in spalle uno zaino”. Dall’originario significato di viaggiatore con lo zaino, ora viene utilizzato per indicare chi viaggia in modo economico. Deriva da backpack (zaino) e di fatto ha soppiantato nella nostra lingua il termine “saccopelista” che – molto utilizzato nel secolo scorso – ha via via perso di appeal fino a scomparire del tutto.

In linea di massima il backpacker si sposta con budget limitati per periodi medio-lunghi, spendendo il minimo indispensabile per vitto, trasporti e alloggi, cercando in questo modo di prolungare il più possibile la vacanza. Quindi, viaggia per quanto possibile con mezzi pubblici e voli low cost, dormendo in ostelli se non sotto le stelle in un sacco a pelo. Ovviamente, per esigenze di riduzione costi, è abolito il ricorso ad agenzie viaggi e per mantenere una elevata indipendenza nell’organizzare il viaggio, il backpacker è disposto a spendere qualcosa in più per libri e guide di viaggio, come Lonely Planet, Le Routard o Rough Guides.

Normalmente i backpacker sono i giovani che hanno terminato gli studi e che prima di entrare nel mondo del lavoro vogliono provare l’esperienza di un viaggio diverso, conoscere luoghi nuovi e imparare lingue, scoprire di persona aspetti sconosciuti del pianeta.

La piattaforma online australiana Globehunters.com è un punto fermo per chi – nel mondo anglosassone ma non solo – ama viaggiare in modo economico e avventuroso, ricercando esperienze uniche. Gli esperti di Globehunters hanno recentemente stilato una classifica che valuta le vacanze nelle differenti nazioni del mondo viste dal punto di vista dei backpacker.

Sul podio, come luogo ideale da visitare per chi viaggia con lo zaino, si piazzano Finlandia, Danimarca e Canada, in grado di offrire paesaggi emozionanti senza necessità di spendere troppo. Un po’ a sorpresa al quarto posto si piazza la repubblica Ceca, che probabilmente mette insieme luoghi affascinanti con prezzi generalmente più bassi che altrove. La Svezia – quinta a completare il successo della Scandinavia – è seguita da Olanda, Austria, Emirati Arabi. Completano la top ten Australia e Singapore.

A fianco di questa classifica assoluta – che vede nelle ultime posizioni del ranking Nigeria, Tanzania e Uganda – Globehunters ne aggiunge molte altre. Per esempio ne stila una secondo l’indice di felicità: al primo posto si piazza la Svizzera e al secondo il Costa Rica, che nella graduatoria assoluta sono in posizioni di rincalzo.

Un altro indice preso in considerazione è quello della sicurezza, molto importante per chi viaggia da solo o è giovane e inesperto. Singapore, Svizzera e Giappone si piazzano al vertice mentre al contrario in Venezuela, Colombia, Sudafrica, Nigeria e Ucraina è necessario prestare molta attenzione a come ci si muove.

Un terzo parametro riguarda un aspetto molto importante per i backpacker, il costo della vita. Se le precedenti classifiche qualche sorpresa l’hanno riservata, in questa non ce ne sono: le nazioni dove è possibile viaggiare spendendo meno che in ogni altra parte del mondo sono Pakistan, Tunisia, India e Venezuela. I Paesi meno economici sono invece (guarda caso!) Svizzera, Giappone e Danimarca ma non scherzano neppure Corea del Sud, Irlanda e Francia, ai piedi del podio.

Che le classifiche di Globehunters siano una cosa seria, lo si capisce dal fatto che i parametri di giudizio provengono da fonti “certificate”, come per esempio il World Happiness Index, il Peace Index e la sua sotto-categoria Societal Safety.

Ma, chiederà qualcuno, e l’Italia? In effetti la nostra nazione non compare in nessuno dei ranking né nelle posizioni di testa né tra i peggiori Paesi. Nella classifica assoluta ci piazziamo poco più su di metà classifica, alla 36esima piazza, sulle 80 nazioni classificate. Miglioriamo leggermente per quanto riguarda la felicità (casella numero 31) e peggioriamo sensibilmente per quanto concerne la sicurezza: 45esima posizione. Molto meglio quando si parla di costo della vita, nella cui classifica raggiungiamo il sedicesimo posto.

Eppure, nonostante questo non entusiasmante piazzamento, l’Italia è la seconda meta al mondo per i viaggiatori under 35 anni, che scelgono un ostello piuttosto che un hotel. A fare da contraltare alla classifica di Globehunters ecco che arriva Hostelworld, leader nel mercato mondiale delle prenotazioni di ostelli: i clienti di questo sito hanno, per il 90 per cento, meno di 35 anni.

Hostelworld – che mette a disposizione oltre 10 milioni di recensioni di 35 mila strutture in più di 180 Paesi – ha elaborato i dati delle prenotazioni in un arco temporale di tre anni, secondo le quali l’Italia è la seconda meta più richiesta a livello mondiale, dopo la Spagna e prima di Stati Uniti, Inghilterra e Germania. A voler visitare il nostro Paese sarebbero in maggioranza viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Corea del Sud e Canada. Per quanto invece riguarda le effettive prenotazioni, nello stesso arco temporale l’Italia è appena fuori dalla top ten, all’11esimo posto.

Un’altra interessante classifica stilata da Hostelworld mette a confronto la popolazione di una nazione e le prenotazioni di viaggio per quello stesso Paese. Lo stato con il maggior numero di prenotazioni pro-capite è l’Irlanda seguita da Australia e Nuova Zelanda. Decisamente più indietro in questa graduatoria l’Italia che – pagando una elevata densità abitativa – occupa solamente la 29esima posizione.

Il business di questo genere di viaggi è sicuramente interessante e probabilmente non conosce le crisi che invece regolarmente attanagliano il turismo tradizionale. E per chi non sa come fare per diventare un backpacker non c’è problema, basta consultare i numerosi siti dedicati, come per esempio “Vita da backpackers” che offre una montagna di consigli, reportage e indicazioni sugli stati da visitare e su come farlo. Un must nel suo genere.

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