La Grecia pronta all’estate 2020

| Il premier Kyriakos Mitsotakis annuncia che il 1° luglio, se tutto va come si spera, il Paese riaprirà le porte al turismo, una delle voci fondamentali per l’economia

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La Grecia ha annunciato che il 1° luglio riaprirà le porte ai turisti, forte anche di un raro successo nella battaglia contro il coronavirus. Grazie ad una serrata precoce e totale, il Paese è riuscito a mantenere incredibilmente basso il numero di morti, che oggi non superano i 150.

All’inizio di questa settimana parrucchieri, centri estetici e librerie hanno potuto riaprire, e il pragmatico premier, Kyriakos Mitsotakis, pensa che la riapertura possa trasformare la Grecia in una delle poche alternative europee alle vacanze estive per milioni di turisti. “Dobbiamo prima di tutto mettere in conto che l’esperienza turistica della prossima estate potrebbe essere leggermente diversa da quella degli anni precedenti, magari con pochi bar aperti e senza i grandi numeri degli scorsi anni, ma stiamo lavorando per assicurare una vacanza fantastica e in piena sicurezza. Tutto questo a patto che la curva dei contagi non risalga all’improvviso, ovvio”.

Aprire al turismo significa inevitabilmente accogliere persone potenzialmente portatrici del virus, ma Mitsotakis spera che il regime di test e tamponi possa essere potenziato prima degli arrivi estivi, per ridurre al minimo il rischio. Al momento, ogni straniero in arrivo viene sottoposto a screening, ma Mitsotakis spera in procedure – che oggi richiedono 12 ore per conoscere l’esito del tampone - ancora più veloci. Per questo chiede da tempo standard internazionali, o almeno europei, che stabiliscano gli stessi protocolli di viaggio per tutti i paesi. “Posso supporre che le persone siano controllate prima di salire su un aereo, non dopo essere arrivate a destinazione. L’ideale è consentire l’accesso a bordo solo a fronte di un test negativo”.

Al momento, e incrociando le dita, la data per ridare via libera al turismo è il 1° luglio, ma considerando la crisi delle compagnie aree, soprattutto di quelle low cost, Mitsotakis punta su un turismo di fascia alta. “Lo yachting, ad esempio, dove c’è un minor numero di persone a bordo di una barca, quindi le strutture di agriturismo e gli alberghi più piccoli, che al momento sembrano più adatti al mondo post-pandemico rispetto ai grandi villaggi turistici”.

La questione di quando e come aprirsi non è un punto banale per una nazione che da oltre un decennio è tormentata dalla recessione e dalle turbolenze economiche. Il PIL del Paese dipende per almeno il 20% dal turismo: con oltre 31 milioni di turisti nel 2019, tre volte la sua popolazione, la Grecia ha più che raddoppiato il numero di visitatori in 10 anni e miliardi sono stati investiti in servizi e infrastrutture, con il risultato che un greco su quattro lavora nel settore del turismo o nelle industrie correlate.

Ma il settore è in forte sofferenza: un recente sondaggio mostra che il 65% degli albergatori teme di essere prossimi al fallimento. Purtroppo non si sa ancora quando riprenderanno i voli internazionali, per cui “La prima parte dell’estate è già persa: i clienti con prenotazioni più avanti nella stagione al momento aspettano di capire cosa succederà”.

Secondo il premier greco, il successo nella battaglia contro il Covid-19 sarà un’eredità che indicherà la via d’uscita dalla crisi: “Oso utilizzare la parola orgoglio, e lo faccio con grande piacere, perché i greci non hanno occasione di essere orgogliosi da tanto, troppo tempo”.

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