Lombard Street experience

| La celebre strada tortuosa di San Francisco attira ogni anno oltre due milioni di veicoli: il comune ha adottato nuove regole che rendono necessario prenotare e pagare il passaggio. Una delle alternative, subito bocciata, era “raddrizzarla”

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È quasi impossibile visitare San Francisco senza cimentarsi nella “strada più tortuosa del mondo”: Lombard Street, nel tratto chiamato “Russian Hill”, compreso fra Hyde Street e Leavenworth Street. Quattrocento metri di piastrelle rosse su cui sono distribuiti otto tornanti ripidissimi, aperti solo in un senso di marcia (in discesa), ad una velocità massima di 8 km/h. Era nata nel 1922, unica soluzione per risolvere il problema di una pendenza del 51% fra la cima della collina e la parte sottostante. Inutile dire che l’esperienza significa vivere in prima persona uno degli infiniti inseguimenti di film girati sulla Lombard.



Un’esperienza ormai così comune fra i turisti che il comune di San Francisco, lo scorso 16 aprile, ha dato l’ok all’unanimità a nuove regole: obbligo di prenotazione e pagamento di una cifra popolare, che non convinca i turisti a evitarla. “A causa degli oltre due milioni di visitatori annuali, e di code giornaliere che raggiungo le 10 ore di attesa, la congestione del traffico su e intorno al blocco 1000 di Lombard Street nella città di San Francisco ha deteriorato la sicurezza e la qualità della vita dei residenti e della comunità circostante”, recita l’Assembly Bill numero 1605.

Il piano è quello di imporre una tassa di $5 per auto, che diventerebbero 10 nei fine settimana e festivi. I visitatori avrebbero bisogno di registrarsi in anticipo, fissando data e ora. Nessun pagamento, al contrario, per chi decide di attraversare la via a piedi.

Uno studio realizzato all’inizio del 2019 ha presentato alcune opzioni per ridurre la congestione sulla strada più celebre di Frisco, con opzioni che andavano alla privatizzazione della strada, la chiusura completa o addirittura un progetto per raddrizzarla, rendendola molto simile ai celebri saliscendi di diverse strade della città californiana.

Un’idea che in realtà si riallaccia a parecchi esempi simili adottati in tutto il mondo: dalla tassa di ingresso di Veneziaal Machu Picchu Picchu in Perù e il Taj Mahal in India, che hanno aumentato i prezzi dei biglietti introducendo “misure di controllo” per distanziare le ondate di visitatori.

 

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