Nella “Tube” di Londra, tracciati con il wifi

| Un nuovo sistema, che garantisce la privacy assoluta, permette di seguire attraverso la connessione wifi gli spostamenti dei viaggiatori, individuando treni, banchine e fermate più intasate

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Punto primo, quello su cui la “Transport of London” ha speso più tempo, è che la novità rispetta in pieno la privacy. Spiegazione necessaria per presentare un nuovo sistema entrato in funzione nella celebre metropolitana londinese, una delle più antiche del mondo, che permette di tracciare gli spostamenti dei viaggiatori. Nulla di morboso: è una soluzione altamente tecnologica che ha come obiettivo semplicemente rendere più agevoli gli spostamenti ed evitare le code.

In pratica, connettendosi al wifi, i viaggiatori generano dei dati attraverso i propri smartphone, mostrando in tempo reale le linee e le fermate più battute, ma anche quelle meno affollate, e soprattutto i tempi di attesa, offrendo in cambio indicazioni utili per sveltire lo spostamento fra le 260 stazioni della “Underground”. Una rivoluzione silenziosa che prende il posto l’antico metodo di conteggio dei tornelli che consentono l’accesso alla “Tube” attraverso i biglietti, gli abbonamenti e le “Oyster Card”, che però nulla potevano sulle congestioni di linee e fermate. Il nuovo metodo permette di tracciare gli spostamenti fra una banchina e l’altra, ma anche fra i vagoni, sfruttando semplicemente il segnale per la connessione che gli smartphone inviano ai punti di accesso wifi. Per la “Trasport of London” sarà così possibile sapere quante persone ci sono in quel momento sul treno o in attesa su una determinata banchina, agendo di conseguenza.



Il limite è che il sistema funziona esclusivamente attraverso il wifi, quindi chi non si connette – o possiede un vecchio cellulare - resta del tutto invisibile ai conteggi. Il sistema, assicurano, non consente di identificare lo smartphone ma esclusivamente di tracciarne la posizione.

Prima di estendersi a tutta la rete, la novità era stata testata nel 2016 per un solo mese su 54 stazioni campione, permettendo di raccogliere 509 milioni di dati da altrettanti smartphone.

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