UK: sesso, alcol e violenza sulle navi da crociera

| Un’inchiesta di un quotidiano inglese apre una finestra sulle crociere all-inclusive più a buon mercato, dove scorrono fiumi di alcol e la droga è ovunque. Risse e sangue sono all’ordine del giorno

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Ogni anno, circa 21 milioni di persone scelgono la crociera per le proprie vacanze, e secondo i dati dell’Europe Market Report, tedeschi, inglesi e italiani sono i tre popoli che apprezzano sempre di più i vantaggi di un viaggio in mare. Da quelle lunghe in posti esotici alle mini-cruise da pochi giorni, con una grande crescita dei target più giovani, sempre più attirati dalle idee e le possibilità offerte da un vero villaggio galleggiante dotato di ogni comfort possibile. Molti pacchetti sono rivolti proprio ai più giovani ospiti, con attrazioni rappresentate dalla presenza di vere star della musica.

Le offerte sono ormai infinite, per tutte le tasche ed esigenze, ma secondo una recente inchiesta del “Sun” inglese, una nuova generazione di passeggeri sta minacciando di minare l’idilliaca reputazione del settore turistico con maggiore crescita. Alla faccia delle cene accompagnati da un quartetto d’archi in cui è gradito l’abito scuro, orde di crocieristi si imbarcano approfittando delle offerte stracciate certi di andare incontro a week-end in cui ogni freno inibitorio è rimasto ormeggiato sulla banchina. Diversi i casi registrati in cui navi immense si sono trasformate in una chiassosa replica di un sabato sera cittadino nella zona della movida, con tanto di alcol ed eccessi di ogni tipo.

È molto chiara la definizione data da un ex intrattenitore imbarcato per qualche mese sulle navi: “Le crociere a prezzi scontati trasformano gli ospiti in animali”. Lo scorso fine settimana, una nave da crociera britannica è stata bollata come “Benidorm on sea” dopo che i passeggeri ubriachi si sono lanciati stoviglie e sedie a vicenda durante una rissa delle 2 del mattino che ha lasciato sei persone ferite. I passeggeri del “P&O Britannia” avevano pagato poco meno di 1.000 sterline (1.100 euro) per un viaggio di sette notti, mentre il pacchetto di bevande all-inclusive costava 39,95 sterline al giorno per 15 bevande. Più o meno 43 euro. È bastato a fare la differenza.

Sono tanti, riporta il quotidiano inglese, gli ex dipendenti che hanno descritto un mondo di dissolutezza, violenza e nudità senza alcuna vergogna. Uno di questi, che preferisce l’anonimato, ha lavorato sulle navi per cinque anni in cui ha visto veramente di tutto: “Le crociere brevi sono state le peggiori. Sono molto più economiche della versione standard e la gente ogni volta impazziva: di notte, al termine degli spettacoli serali, le risse erano una consuetudine”.

Un’altra ex dipendente, Claire Sanders, 29 anni, ha etichettato i viaggi in Belgio e Francia come “un incubo”: “C’era sempre molto da bere. Iniziavano con lo champagne a colazione e continuavano ad andare avanti per tutto il giorno. Gli inglesi sono sempre quelli che approfittano appieno dei pacchetti di bevande all-inclusive: ormai lo sapevamo, e alla fine di ogni viaggio trovavamo anche tracce di cocaina ovunque”.

Tina Molson, 52 anni, di Cleethorpes, Lincs, ha lavorato nei duty-free di bordo dal 2010 al 2017: “Le crociere in cui scorreva l’alcool erano quelle in cui si scatenava l’inferno. Di solito duravano tre giorni, e la gente partecipava solo per approfittare degli alcolici a buon mercato. Durante una crociera intorno all’Australia e alle Fiji, una coppia in luna di miele è stata sorpresa a fare sesso sul ponte”. Non sono gli unici: il 10% dei crocieristi inglesi ammette di aver fatto sesso all’aperto sulla nave. Nulla di che: secondo un altro recente sondaggio di “Royal Caribbean”, il 99% degli ospiti ha dichiarato che l’opportunità di fare sesso è uno dei motivi che spinge maggiormente verso una crociera. Il risultato è una totale perdita di inibizione che si trasforma in un incubo per le centinaia di membri dello staff: “Lavoravamo su turni di 12 ore e a fine giornata c’era sempre una festa. Il peggio erano quelle in maschera, quando complice l’alcol e la cocaina, molta gente finiva per accoppiarsi in ogni angolo. Gli inglesi erano fra i più promiscui: tutti volevano andare a letto con un ufficiale perché avevano cabine migliori. A bordo gira parecchia droga e spesso sappiamo di diversi casi di sesso di gruppo: la vacanza in nave è sempre più vissuta come un enclave senza regole, leggi e forze dell’ordine. E quello che succede a bordo, rimane a bordo”.

Le risse di questo fine settimana sulla P&O Britannia hanno causato il ferimento di cinque passeggeri, mentre un membro dell’equipaggio ha subito lividi, tagli e graffi. Secondo un testimone oculare c’era sangue ovunque, mentre la nave si dirigeva verso il porto di Southampton dopo una settimana di tour nei fiordi norvegesi. Quando la nave ha finalmente attraccato, lo YouTuber e boxeur Tabatha Young, 41 anni, di Chigwell, nell’Essex, e un uomo di 43 anni, sono stati arrestati dalla polizia per aggressione. Secondo il racconto di una donna, “Dal momento in cui ci siamo imbarcati sulla nave, abbiamo capito che molti ospiti erano maleducati e non avevano rispetto per gli altri: erano lì solo per bere e sballarsi, non gli importava niente dei fiordi”.

L’attuale reality show di Channel 4, “Shipmates”, ha come protagoniste due squadre di ventenni impegnati in una gara di popolarità durante cinque giorni in mare. È stato definito un’orgia di alcol e droga, con alcuni passeggeri così ubriachi che hanno dovuto essere sbarcati in sedia a rotelle perché non riuscivano a reggersi in piedi.

“Anchored Cruise”, compagnia della Royal Caribbean Cruises (che ha dichiarato di avere una politica di tolleranza zero per l’uso di droghe illegali), la scorsa estate ha pubblicizzato un viaggio definendolo “il primo festival galleggiante d’Europa”. I prezzi partivano da 499 sterline (548 euro), per una stanza condivisa con tre persone. Per Alicia Morris, 37 anni, uno dei passeggeri, è stato un incubo: “Droga, alcol, risse e addirittura un paio di raid della polizia. Un’esperienza folle: era più facile portare a bordo un sacchetto di cocaina che un drink”.

Nel febbraio 2018, una crociera di Carnevale nel Sud Pacifico è stata definita un “floating fight club” quando 23 passeggeri hanno scatenato una violenta rissa: “Era orribile, la gente urlava e cercava di allontanarsi, erano indemoniati”.

Qualche anno fa, alcuni biglietti di una crociera P&O nei Caraibi sono stati venduti a prezzi stracciati: un albero di Natale è stato dato alle fiamme, e due famiglie hanno iniziato un violento litigio che è andato avanti per tutto il viaggio.

Ma fra i viaggi peggiori ci sono anche quelli riservati ai dipendenti delle agenzie di viaggio: “Lo sappiamo già, siamo preparati: interi corridoi coperti di vomito ed escrementi dietro gli alberi artificiali, perché quasi nessuno in quello stato riesce a trovare un bagno”.

Nonostante gli aneddoti, la criminalità a bordo delle navi da crociera è minima: sei omicidi in quasi 30 anni. Le navi sono pattugliate dalla sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7.  Secondo Andy Harmer, direttore della Cruise Lines International Association: “I passeggeri delle crociere sono protetti da un sistema completo di sicurezza. Il personale di bordo e di terra è ben addestrato ed esperto. Alcuni sono ex agenti delle forze dell’ordine”.

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