Silvia prigioniera nella giungla

| La cooperante milanese, secondo la polizia keniota, sarebbe ancora nell'area del Tana River. Appello alle tribù: "Aiutateci a salvarla". E' stata rapita il 20 novembre, da allora solo silenzio

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“Silvia Romano è ancora in Kenya, non può essere stata portata in Somalia”. Il nuovo comandante della polizia della regione costiera del Kenya, Marcus Ochola conferma che la cooperante milanese sarebbe viva e prigioniera nell’area del Tana River. I terroristi islamici non sarebbero stati nelle condizioni di trasferire la giovane, rapita in Kenya il 20 novembre, nelle loro basi dopo il confine. Sarebbe in un rifugio definito “un'aria boschiva molto impervia”. Solo le tribù che la abitano potrebbero dare un aiuto concreto per salvarla, ed è loro- con un appello- che si rivolge la polizia. Ochola: “Chiediamo un’ulteriore aiuto alla popolazione locale, senza rischi per gli informatori, promettendo la massima discrezione. Abbiamo bisogno di collaborazione, che fino ad ora non c’è stata. Collaborare con la nostra intelligence significa poter mantenere la sicurezza in tutta la regione”.

“Dal 20 novembre la cittadina milanese e del mondo Silvia Romano è nelle mani di rapitori in Kenya. Confido che le autorità italiane e kenyote stiano facendo tutto il possibile per riportarla ai suoi affetti. Noi non la dimentichiamo”. Lo ha scritto su Twitter l’assessore all’Urbanistica del comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ricordando la cooperante italiana rapita in Kenya ormai oltre due mesi fa.

Altre fonti assicurano che Silvia, invece, sarebbe in Somalia, e qualcuno dibatta persino che sia ancora viva. Le ricerche sono rese difficoltose dalle condizioni climatiche e dalla morfologia della zona. E nessuna notizia di Luca Tacchetto e della sua fidanzata, la canadese Edith Blais.

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