Alpinisti morti, recuperare (o no) i corpi?

| Una fondazione indiana ha inviato un team sul Nanda Devi East per tentare il recupero di 5 degli 8 alpinisti travolti da una valanga. Rischi alti. "E' la fraternità tra di noi, le famiglie ne hanno diritto"

+ Miei preferiti

I sette uomini e una donna scomparsi su un picco di 6.000 del Nanda Devi Nanda Devi East (7.434 m) sono stati dichiarati ufficialmente morti. Le vittime sono i cittadini britannici Martin Moran (nella foto), John McLaren, Rupert Whewell e Richard Payne, gli americani Anthony Sudekum e Ronald Beimel, l'australiana Ruth McCance e Chetan Pandey, una guida alpina indiana. Le autorità indiane hanno individuato solo cinque corpi in un'area colpita da una valanga dall'aria lunedì scorso, ma il maltempo ha sospeso l'operazione di recupero. Gli altri dispersi sono sepolti sotto metri di neve e ghiaccio.

La spedizione era composta  12 alpinisti in totale, il cui obiettivo principale era Nanda Devi East. Il gruppo si era diviso in due, con quattro alpinisti guidati dalla guida Mark Thomas diretti a Nanda Devi East, e le otto vittime, tra cui la guida Martin Moran, che si stavano acclimatato all’altitudineacclimatate su una vicina cima il Peak di 6.447m.

Il gruppo di Moran aveva formato un campo a 5.400 metri il 25 maggio, avrebbero tentato la scalata alla cima la mattina seguente. Quando la squadra non è riuscita a tornare al campo base principale di Nanda Devi Est, l'allarme è stato lanciato. Mark Thomas ha perlustrato una parte del Peak 6447 e ha trovato detriti da valanga e nessun segno di otto mancanti. Il maltempo ha poi impedito una ricerca aerea fino a lunedì.

In Europa e in Inghilterra gli alpinisti hanno reso omaggio alla Guida Alpina Martin Moran, che aveva una leggendaria reputazione tra la comunità dell'arrampicata britannica. Moran aveva fatto molte prime ascensioni in patria e all'estero ed era conosciuto come il guru dell'arrampicata nel Garwhal Himalaya. Come guida IFMGA, Moran ha seguito generazioni di aspiranti guide e ha scritto una serie di influenti libri di arrampicata. Kenton Cool ha scritto sui social media: “Ha semplicemente abbracciato il sentiero meno battuto ed esplorato il profondo sconosciuto più di molti e, di conseguenza, ha "vissuto" più di molti altri”.

E fa discutere la spedizione che via terra cercherà di raggiungere e riportare a valle i cadaveri, a cura della Indian Mountaineering Foundation; ha inviato in Uttarakhand un team di esperti alpinisti e soccorritori. Ma l’impresa è molto rischiosa, per le valanghe e per le pareti ripidissime. Vale davvero la pena, anche per un nobile proposito, mettere a repentaglio altre vite umane? Maninder Singh Kohli, membro della fondazione, spiega a Montagnatv.it: “Si tratta di una questione di fraternità tra alpinisti. Tocca portare giù i corpi così che le famiglie possano averli vicini”. L’arrivo del monsone sulla regione orientale dell’India sarà ai primi di luglio 20 giorni, c’è poco tempo. Sono partiti il12 giugno, saranno dove è accaduto l’incidente a circa 5.000 metri di quota, tra il 18 e il 19 giugno. Caricare i corpi su un elicottero a quota 5.000 è un’impresa quasi impossibile, nonostante la leggendaria abilità dei piloti indiani su queste montagne altissime. Spostarli appare altrettanto difficile, oppure chiedere l’auto di una squadra di sherpa.“Siamo pronti a tutto. Non posso affermare che ce la faremo ma di certo proveremo a fare del nostro meglio”. Il tema del recupero dei cadaveri spacca in il mondo dell’alpinismo: alcuni ritengono che il segno del massimo rispetto è quello di lasciarli là dove sono caduti, mentre altri altri ritengono necessario il recupero, se ci sono sono almeno possibilità concrete. Alex Txikon, l’alpinista francese che ha individuato i corpi di Daniele Nardi e Tom Ballard, sullo sperano Mummery del Nanda Parbat, si era dichiarato disponibile a tentare il recupero per restituirli alle loro famiglie ma su questo aspetto non c’è ancora un pronunciamento chiaro. In un primo tempo, fu detto di no. Ma non è impossibile che il quadro cambi nei prossimi mesi.

Alpinismo
Sass Maor, precipitano due alpinisti: morti
Sass Maor, precipitano due alpinisti: morti
Ancora incerte le cause, li hanno trovati ai piedi di una parete dopo un volo di decine di metri. Ennesima tragedia in montagna, altre due vittime nel Vercellese. Sono turisti belgi 76enni
"Non aiutateci, stiamo arrivando in vetta"
"Non aiutateci, stiamo arrivando in vetta"
L'incredibile storia di due alpinisti spagnoli che si sono persi più volte nella parte Ovest del Lavaredo. I genitori colti da malore hanno implorato di andare a salvarli. Alla fine sono saliti sull'elicottero. Conto da 7mila500 euro
'Non ce la faccio più', le ultime parole dell'alpinista
Scalatore polacco 56enne muore mentre scalava la traccia verso il bivacco Carrel del Cervino. Stremato, è caduto nel per 200 metri. Poco tempo tempo morì un'alpinista anche lei stroncata dalla fatica
Dolomiti, muore alpinista francese
Dolomiti, muore alpinista francese
Volo di 150 metri dalla via ferrata sulla Schiara. Salvi gli altri alpinisti, tutti francesi
Morta di freddo sul Cervino, inchiesta
Morta di freddo sul Cervino, inchiesta
Ipotesi ipotermia per l'ennesima vittima della montagna, una bielorussa di 33 anni. Il compagno ucraino: "Era sfinita, ho chiesto soccorso ma la radio non rispondeva". Ha ferite sul volto. Attesa per l'autopsia
Alpinismo, altro morto sul Bianco
Alpinismo, altro morto sul Bianco
Vittima lituano di 38 anni. Erano in tre, slegati. Cade un secondo alpinista grave in ospedale, illesa la donna che era con loro. Salgono a 7 i morti in pochi giorni
Catena di morti in montagna, le guide alpine aostane in lutto
Catena di morti in montagna, le guide alpine aostane in lutto
Morti Federico Daricou, 38 anni, gravissimo Granfranco Sappa, 61. Commozione a Montalcino per Giuditta Parisi, 47enne, grafica e testimonial anti-cancro. Gli amici piangono "Teino", caduto sul Rosa. Le vittime in Svizzer
Grand Combin, centrati dalle pietre morti donna alpinista e guida alpina
Grand Combin, centrati dalle pietre morti donna alpinista e guida alpina
Ciao Valentina, climber senza sponsor ma con il tuo inseparabile vecchio zaino...
Ciao Valentina, climber senza sponsor ma con il tuo inseparabile vecchio zaino...
Storia dell'alpinista morta giorni fa nell'are adel Pizzo Andolla, tra Italia e Vallese. Aveva 28 anni, scalava in solitaria e scriveva il suo indomito amore per la natura su Facebook
Skardu: Francesco sta meglio, in salvo per miracolo
Skardu: Francesco sta meglio, in salvo per miracolo
Gli accertamenti nell'ospedale di Skardu, Pakistan, esclusione lesioni gravi. Il suo salvataggio dimostra che lo spirito della montagna ancora vive nella comunità degli alpinisti. Un grazie ai piloti pakistani e alle nostre istituzioni