2021, l’anno in cui sul clima si farà sul serio

| È quello che auspica un nuovo rapporto delle Nazioni Unite sulla salute del pianeta: fra i suggerimenti quello di sfruttare l’anno della pandemia per un nuovo inizio

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Le Nazioni Unite hanno diffuso un nuovo report sulla salute del pianeta che propone un cambiamento radicale nelle abitudini dell’umanità. “Making Peace with Nature” (facendo pace con la natura), è contenuto in 168 pagine e distilla le ultime scoperte scientifiche sui cambiamenti climatici e la “guerra” continua dell’umanità verso l’ambiente in cui vive. Il report sostiene che fra la ricerca di ricchezza e sicurezza, gli esseri umani devono necessariamente imparare a valorizzare il fondamentale “capitale naturale” rappresentato da geologia, suolo, aria e acqua. “Per troppo tempo abbiamo intrapreso una guerra insensata e suicida contro la natura”, ha commentato il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto: “Il risultato sono tre crisi ambientali interconnesse che minacciano la nostra sopravvivenza: lo sconvolgimento del clima, la perdita di biodiversità e l’inquinamento”.

“Stiamo distruggendo il pianeta, mettendo a rischio la nostra stessa salute e prosperità - ha aggiunto Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente - al ritmo attuale, il riscaldamento raggiungerà 1,5 gradi intorno al 2040 e forse prima. Prese insieme, le attuali politiche nazionali per ridurre le emissioni di gas serra mettono il mondo su un percorso di riscaldamento di almeno 3 gradi entro il 2100”.

Gli esseri umani stanno già pagando un prezzo amaro, e non solo sotto forma di clima sempre più estremo: secondo il rapporto, un quarto delle attuali malattie deriva da rischi legati all’ambiente, compresi i virus che emergono dalla crescente vicinanza alla fauna selvatica, come il Covid-19 e dall’esposizione ai rifiuti tossici: l’inquinamento causa circa 9 milioni di morti premature ogni anno.

Ora, ammoniscono le Nazioni Unite, è arrivato il momento di cambiare tutto questo, approfittando proprio del mondo che lentamente riemerge da una pandemia che ha rovesciato il “business as usual”. I governi che pensano a grandi politiche per far ripartire le loro economie potrebbero cogliere questo momento storico unico per dare la priorità al pianeta, dice il rapporto: “La crisi del Covid-19 dev’essere l’impulso per ripensare a come la società può accelerare la trasformazione verso un futuro sostenibile”.

Il rapporto offre suggerimenti per tutti, dai governi alle istituzioni finanziarie agli individui, ma la sua proposta per un nuovo modo di pensare l’ambiente e l’economia globale è su scala globale. “I sistemi economici e finanziari non riescono a rendersi conto dei benefici essenziali che l’umanità ottiene dalla natura, mettendo in campo incentivi per gestire e mantenere il suo valore. Metriche convenzionali come il prodotto interno lordo (PIL) sovrastimano il progresso perché non riescono a catturare adeguatamente i costi del degrado ambientale o riflettono i cali del capitale naturale”.

Se l'umanità cominciasse a considerare il valore dell’ambiente e i costi del degrado in termini di salute e sicurezza, le decisioni potrebbero essere diverse, sostiene il rapporto: “Escludendo il valore della natura, gli investimenti vengono distolti dalle soluzioni economiche che conservano e ripristinano la natura, riducono l’inquinamento, espandono l’energia rinnovabile e fanno un uso più sostenibile delle risorse, aumentando anche la prosperità e il benessere”.

Diversi incontri globali previsti per quest’anno potrebbero in effetti iniziare a cambiare la prospettiva dell’umanità sull’ambiente. La prossima settimana è prevista l’assemblea virtuale delle Nazioni Unite, seguita dalla conferenza COP15 sulla biodiversità e da quella dell’ONU sul cambiamento climatico.

Secondo Guterres, un altro “momento chiave” nello slancio del 2021 arriverà già venerdì, quando gli Stati Uniti rientreranno ufficialmente nell’accordo sul clima di Parigi. “Non c’è alcun precedente per quello che dobbiamo fare, ma se il 2020 è stato un disastro, che il 2021 sia l’anno in cui l’umanità comincia a fare pace con la natura, assicurando un futuro equo, giusto e sostenibile per tutti”.

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