CAVALLETTE
Una maledizione biblica nelle campagne sarde

| Milioni di insetti devastano le colture del Nuorese. Colpa dei cambiamenti climatici, dell'incuria e della mancanza di prevenzione. Distrutto il raccolto di fieno, pesanti ricadute per gli allevamenti

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Calliptamus italicus. E’ il nome scientifico delle cavallette che stanno infestando da giorni la zona del nuorese, in Sardegna, provocando danni gravissimi all’agricoltura. Le condizioni climatiche di quest’anno hanno creato un humus ideale per un’invasione così massiccia come non si vedeva da deccenni. Le terre incolte e i cambiamenti climatici hanno fatto il resto. In passato, le cavallette erano considerate una piaga biblica: gli sciami di insetti che si muovono spostandosi in massa da una coltura all’altra hanno colpito la Barbagia, le campagne di Orani, Ottana e Olotana.

Cronache da film horror: strati di locuste (le femmine possono raggiungere i 4 cm di lunghezza, i maschi meno di tre) costituiscono una nuova minaccia che è impossibile affrontare e distruggere con successo. Una volta devastata una coltura, gli insetti passano a un’altra con sorprendente velocità. La gente si chiude in casa, non piò camminare, vivere, mentre milioni di cavallette sfiorano e colpiscono chiunque nel loro volo incessante. "La presenza massiccia degli insetti - spiega Coldiretti - sta facendo terra bruciata di pascoli e foraggio ma invadono anche cortili e case coloniche. Prolificano tra giugno e luglio con un primo calo ad agosto, e non c’è nessun trattamento efficace per contrastarle”. Le cavallette, insetti dell'ordine degli ortotteri e del sottordine caelifera, proliferano con i climi secchi e nei terreni aridi. Le più diffuse sono il Calliptamus Italicus, le Anacrydium aegyptium, le Dociostaurus maroccanus, di colore bruno, le Tettigonia viridissima, le Dectigus verrucivorus, più grandi e di colore verde, e le Oedipula coerulescens, assai meno dannose per l’agricoltura. Coldiretti Nuoro Ogliastra spiega che “Il territorio sta subendo dei danni di rilievo, poiché ad essere interessati sono soprattutto i pascoli di aziende che ora dovranno fare i conti con una maggiore necessità di scorte per l’alimentazione del bestiame”. Gli unici alleati potrebbero essere i naturali predatori delle cavallette, sopratutto gli uccelli, ma ormai è troppo tardi per fermare l’invasione.

Spiega Alessandro Serra, direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra: “Serve subito anche una seria ed approfondita riflessione sui motivi che hanno portato a questo fenomeno di altri tempi. I milioni di cavallette  sono frutto dei cambiamenti climatici e delle terre incolte, delle quali oggi viviamo e vediamo davanti ai nostri occhi le conseguenze di queste mancate risposte.

"Chi lavora la terra la vive e la protegge, è la sentinella e il custode del territorio – ha aggiunto Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra – ma l’incuria porta queste conseguenze. Per questo è necessario, passata l’emergenza, fare una stima dei danni contingenti ma soprattutto cominciare un lavoro di programmazione che inizi dal capire le ragioni di questi fenomeni e studi soluzioni applicabili, altrimenti ci ritroveremo a vivere fenomeni ben più consistenti che faranno male non solo all’economia agricola ma anche all’ambiente e alla socialità”.

E’ uno spettacolo che non si dimentica, a cui nessuno era più abituato. Ricorda le maledizioni bibliche, come la peste e la calata dei Lanzichenecchi. I danni sono ingenti, ma quello che preoccupa di più sono le repliche, nel futuro prossimo. 

 
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