Dalla Germania arriva l’anti Greta

| Praticamente sconosciuta fino a due settimane fa, la Youtuber Naomi Seibt è oggetto di un’intensa copertura mediatica

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Decine e decine di articoli in pochi giorni: una giovane YouTuber tedesca, Naomi Seibt, si è trovata nel ruolo di “anti-Greta” dopo un articolo del “Washington Post” che annunciava la sua assunzione all’Heartland Institute, un think tank americano che difende posizioni scettiche sui cambiamenti climatici.

Tuttavia, Naomi Seibt, 19 anni, ha poco a che fare con Greta Thunberg: prima di apparire sulla stampa mondiale, la giovane era in gran parte sconosciuta al grande pubblico, anche in Germania. Con 58mila follower e meno di 100mila visualizzazioni, il suo canale YouTube è ben lungi dall’essere un successo di pubblico. Ma soprattutto, dove Greta Thunberg ha fatto della lotta contro il riscaldamento globale il suo obiettivo, Naomi Seibt era, fino al suo reclutamento con l’Heartland Institute, solo marginalmente interessata alle questioni ambientali. Ciò che la anima, spiega senza sosta, è piuttosto la libertà di espressione, mentre la sua più grande paura è che la Germania diventi nuovamente una “dittatura comunista”, come spiega nel suo primo video ufficiale, pubblicato poco meno di un anno fa.

Su una ventina di video pubblicati sul suo canale prima dell’inizio di febbraio, solo due sono dedicati al riscaldamento globale. Gli altri sviluppano principalmente temi classici della destra tedesca, con posizioni spesso vicine a quelle del partito “Alternativ für Deutschland”, con il quale in realtà nega ogni vicinanza nonostante la sua partecipazione ad almeno un evento organizzato dal partito.

Naomi Seibt, ha dedicato i video all’immigrazione in Germania, all’orgoglio di essere tedesca, allo stato sociale, o al fatto che si può essere “forti senza essere femministi”. Ha anche pubblicato un video in “omaggio alle vittime di Jeffrey Epstein”, sottolineando la vicinanza dell’ex finanziere alla coppia Clinton, ma senza citare quella con Donald Trump.

Tuttavia, il suo soggetto preferito rimane la “manipolazione dei media”, accusati di aver deliberatamente fuorviato il grande pubblico. E sono gli stessi media che accusa di aver spinto i confronti tra lei e Greta Thunberg. Quest’ultimo punto è molto discutibile: il confronto con Greta Thunberg è stato voluto soprattutto dall’Heartland Institute, che mette esplicitamente a confronto le due attiviste. Conosciuto per il suo ruolo nelle campagne di lobbying per ridurre al minimo i pericoli del tabacco negli anni ‘90, e per aver finanziato conferenze e pubblicazioni che negano il ruolo dell’uomo nel riscaldamento globale, il think tank difende una linea ultraliberale e in generale sostiene le politiche del governo Trump sull’ambiente e l’economia. L’istituto non fa segreto della sua intenzione di rendere la giovane una “anti-Greta” su scala globale: ha già annunciato che parteciperà alla prossima Conferenza di azione politica conservatrice, un liceo di destra statunitense, dove terrà un discorso “sull’eccessivo allarmismo climatico”.

“Naomi Seibt è entrata a far parte dell’Heartland Institute e lavorerà per diffondere un messaggio realistico sul cambiamento climatico alla sua generazione”, ha riferito il think tank. Naomi nega che l’istituto abbia “strumentalizzato” la sua generazione: i suoi ultimi due video attaccano i media, accusati di spiarla e di diffondere menzogne su di lei. Il titolo? “Come ti permetti”, un chiaro riferimento a un famoso discorso di Greta Thunberg.

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