Greta Thunberg, il grido di dolore del pianeta

| Ha soltanto 16 anni, ma ovunque vada mette in imbarazzo i potenti del mondo intero inchiodandoli alle loro responsabilità verso i cambiamenti climatici. Anche al Forum di Davos ha avuto parole durissime

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Quelli potenti sono arrivati a Davos, il piccolo comune del Canton dei Grigioni, in Svizzera, per parlare delle loro cose: la Brexit, le economie mondiali, i rischi di recessione. Denaro. Lo fanno ogni anno, dal 1971, per il “World Economic Forum”: un incontro a inviti e a porte chiuse in cui si discutono i destini del mondo. Poi sul palco è arrivata Greta, e li ha presi a schiaffi, uno dopo l’altro. Greta Thunberg ha 16 anni, per arrivare dalla Svezia ha scelto il treno, perché inquina meno di un aereo: 65 ore, ma a Davos doveva esserci. Insieme a lei centinaia di giovani, che come lei hanno scelto di dormire in una tenda: niente alberghi.

È diventata celebre di colpo nell’agosto del 2018, quando ha scelto a modo suo di entrare a gamba tesa nelle elezioni del suo paese, previste per il 9 settembre successivo. Si è seduta davanti al “Riksdag”, parlamento di Stoccolma, con un cartello, e non si è mossa più. Chiedeva al governo del suo paese di ridurre le emissioni di carbonio, come in realtà previsto dall’accordo di Parigi e come bellamente ignorato. La storia di Greta fa il giro del mondo: una ragazzina che invece di pensare alle chat, alla musica e ai filarini si stava prendendo le sorti del mondo sulle sue piccole spalle. Diventa un esempio per tanti: in Germania, nei Paesi Bassi, in Finlandia, Danimarca e Australia in tanti si siedono con un cartello davanti ai palazzi del potere e aspettano di avere una risposta.

Due giorni fa, Greta Thunberg è arrivata a Davos, e dopo aver aspettato che tutti parlassero di soldi e finanza ha preso il microfono e ha inchiodato il mondo alle proprie responsabilità. “Amate parlare di storie di successi finanziari, ma tutto questo è costato un prezzo immenso: la nostra casa è in fiamme. Siamo a soli 12 anni dalla catastrofe e del tutto incapaci di correggere i nostri errori: dobbiamo ridurre la produzione di CO2 del 50 per cento”. Poi l’affondo: “Non voglio che speriate. Vi voglio vedere nel panico. Voglio che sentiate quello che sento io tutti i giorni”.

L’aveva già fatto lo scorso dicembre a Katowice, in Polonia, quando con le sue treccine era salita sul palco della Conferenza delle Nazioni Unite “COP24” per strigliare i potenti del pianeta: “Mi chiamo Greta, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molti dicono che la Svezia è un paese piccolo, ma ho imparato che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsi del clima, ci avete sempre ignorato e continuerete a farlo. Siamo qui perché capiate che il cambiamento sta arrivando, vi piaccia o meno”.

Nata il 3 gennaio del 2003, Greta Thunberg è figlia di una cantante d’opera e un attore. Dopo il sit-in davanti al parlamento svedese è corsa al parlamento europeo di Bruxelles per partecipare alle proteste “Rise for climate”.

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